formidabili i 70

alcuni ottimi motivi per cui le feste erano migliori negli anni 70


1) c'era sempre qualcuno che ti regalava un libro di Gianni Rodari.2) non c'era il bambino della pubblicità che mette il panettone nel camino perchè babbo natale non si faccia male. Mi basta sentirlo berciare "Dai buttati che è morbido" per provare l'impulso di prenderlo a randellate col torrone o di scaraventarlo direttamente giù dal camino per testare il panettone.3) le città non erano invase da babbi natalizi appesi al balcone come Paperinik.4) il sabato sera c'era Fantastico, che non era granchè e anche se compravi tremila biglietti della lotteria Italia non vincevi una mazza ma sempre meglio della Clerici vestita da albero di Natale che è semplicemente raccapricciante.5) non esisteva l'esperto natalizio: così come c'è l'esperto del tg che d'estate ci dice che fa caldo e d'inverno ci informa che fa freddo, oggi c'è anche l'esperto natalizio che va in giro a chiedere alla gente cosa regala per Natale. Ora, posto che a una persona normale non gliene può fregare di meno se il tizio intervistato regala Rolex d'oro o crema per le emorroidi (a meno che non sia il destinatario del dono), abbiamo fatto un passo avanti verso la demenza completa: i servizi sul riciclo.Il riciclo è un'arte ampiamente diffusa già negli anni 70 per liberarsi gli armadi dai pigiami di flanella e dalle lenzuola felpate, però si riciclava con un certo stile, mentendo spudoratamente e dicendo "L'ho scelto proprio per te!". Oggi no, lo si racconta pure in Tv: il giornalista ti chiede "Lei ha riciclato qualcosa?" e tu, bella come il sole: "Sì, tutto. Quattordici angeli di peltro, sei grembiuli tirolesi e trentasette asciugapiatti". Uh, pensa chi li ha ricevuti come è contento. Ti stringerà la mano, quando ti incontra. (A onor del vero, l'unica intervistata che ha ammesso un riciclo smodato davanti allle telecamere con probabile gaudio dei suoi (ex) amici era una carampana avvolta in metri di visone, quindi, comprensibilmente, con un QI pari a zero).