Prima dell'avvento della Benetton, l'attività riciclatoria dei vestiti di fratello in fratello e di cugina in cugina dagli zero ai 15 anni era un hobby che le nostre risparmiosissime madri praticavano smodatamente senza porsi il problema se il destinatario fosse maschio o femmina, se l'abito fosse fuori moda da diciassette anni o se avesse fatto già tre volte il giro del parentado. Al grido di "Mica vorrai buttarlo, è ancora buono!" a partire dalle tutine Stellina in poi, era tutta una catena di sant'Antonio di golfini, camicette, gonne, pantaloni e tarme che l'ultimo arrivato, ergo lo sfigato di turno, era obbligato a indossare qualunque fosse la sua taglia, l'età, e nei casi peggiori, il sesso. Io personalmente, in quanto secondogenita, conservo foto in cui sfoggio un completo giacca-pantaloni color senape con allegata cravatta a pallini (il tutto ereditato da mio fratello). Di che telefonare ad Amnesty.