formidabili i 70

la bella estate


Fa caldo. Come si dice in francese, minchia che scoperta. Trent'anni fa faceva caldo uguale, più o meno. I nostri genitori stavano sul balcone a farsi aria col ventaglio. Oppure caricavano famiglia, cane, gatto, canarino, paletta e secchiello per due avventurose settimane alla pensione Iris di Imperia con gli stessi vicini di ombrellone di sempre: lui era un ragioniere e lei faceva la maglia in spiaggia. I bambini si inseguivano per strada con le pistole ad acqua (dopo aver fatto i compiti delle vacanze) o rischiavano il colera nella piscina di gomma in cui si cambiava l'acqua una volta ogni due settimane. Mettevamo il golfino anche al 30 di luglio perchè "se no mi sudi" e abbiamo rischiato di morire come mosche causa colpo di calore.Ma siamo sopravvissuti a trenta e più estati, senza condizionatori ed esperti che ci dicevano di stare all'ombra. Senza esodo, controesodo e caro-ombrelloni. Senza 'sto cazzo di movida, che nessuno sa cos'è ma fa figo un casino parlarne. Senza il Billionaire e le interviste agli impiegati del catasto in coda al casello verso il mare. Senza i servizi di Studio Aperto sui tamarri in discoteca a Riccione. Senza tronisti, smutandate col QI di uno scaldabagno e relativi politici a raccomandarle. Senza allarmi afa, codici rossi, temperature percepite e telefonate alla  Protezione Civile, che ancora me ne sfugge l'utilità. Che caspita faranno mai, mi domando: ti portano un ghiacciolo? Ti fanno aria con foglie di palma? Ti chiudono in un freezer e ti scongelano il primo settembre?