formidabili i 70

un altro giro di giostra


Premessa: negli anni 70 la cosa più vicina a un luna park erano, almeno da queste parti, le giostre dei cavallini: un paio di giostre tristissime con bestiole assortite da cavalcare su cui ti facevi un tot di giri e scendevi o per esaurimento dei gettoni o perchè a forza di girare vomitavi l'anima. Per chi voleva provare emozioni forti, c'era il banco di beneficienza dove rischiavi di vincerti il copriletto viola e verde di zia Pernilla che avevi regalato l'anno prima, o il tiro a segno col pesce rosso.La pena di morte, purtoppo, esisteva già. Ma incredibilmente non esistevano manichini da friggere sulla sedia elettrica al modico prezzo di duecento lire. E, cosa ancora più incredibile, a nessuno era venuto in mente di inventarli. E se anche qualcuno li avesse inventati, i nostri genitori non ci avrebbero portati a vederli. Perchè, anche senza la lungimiranza che Internet e le moderne tecnologie oggi ci regalano, sapevano benissimo che esistono confini oltre il quale non è lecito andare, confini tracciati dall'umana pietà, dal rispetto  e dal pudore, tre parole che oggi non sono esattamente gettonatissime. Fantastici come sempre gli stimati rappresentanti del Moige, il Movimento Genitori, quelli che scatenano un'intifada se qualcuno scorreggia in Tv durante la fascia protetta: hanno dichiarato che il giochino del manichino è "diseducativo e di cattivo gusto" (più o meno come un programma della De Filippi, insomma). Traduco: chi se ne frega se esiste la pena di morte e la gente viene ancora fritta sulla sedia elettrica, impiccate pure, bruciate e siringate, l'importante è che non ce lo facciate vedere che poi ai nostri pargoli -misericordia- viene il trauma. Ovvero, l'importante è non sapere. Se esiste, pazienza.In quanto ai decerebrati che si scompisciano dal ridere nel video di Youtube e che secondo l'ineffabile giostraio "vanno matti" per il giochino, non so bene cosa augurargli. O meglio, una cosa ce l'avrei. Quello che è successo a me: di avere un corrispondente da un  braccio della morte, imparare a conoscerlo e imparare qualcosa in più di lui e della sua vita. Di diventare amici. Di scoprire che sono persone, come me e come voi.Di avere un corrispondente da un braccio della morte.E poi, un giorno, di non averlo più.