Questa sintesi storica sul '200, e la fioritura artistica economica e culturale nell'età comunale italiana, è condotta secondo lo stile degli "excerpta". E il riferimento costante ai testi di letteratura generale, storia e storia dell'arte ne confortano il complessivo tenore di verità storica. Excerpta. Gli "excerpta" erano veri e propri estratti integrali di opere di autori classici. Questa attività, diffusa in tutta l'età medievale, era affidata ai chierici che catalogavano e copiavano, in maniera composita, di continuo per l'archiviazione nelle biblioteche cattoliche e private. Il materiale così preservato avrebbe, nei secoli futuri, beneficiato di nuove tecniche di certificazione. Intanto la ricerca dell'autenticità dei reperti soggiaceva alla sete di conoscenza e di riferimenti attendibili. E sovente questi estratti venivano utilizzati per una stesura musiva di nuovi lavori. Che allora l'intento fosse, ingenuamente, emulativo e divulgativo è unanime. Come è sicuro che con questa tecnica sia stato assicurato alla posterità un patrimonio di inestimabile valore del quale, dopo duemila anni di vicissitudini storiche, non sarebbe pervenuto nulla.L'apogeo dei Comuni italiani e il rifiorire dell' arte nel '200. Ora una narrazione storica, per quanto sintetica, non può prescindere dalla puntuale elencazione delle grandi vicende e di quei percorsi che hanno segnato il momento storico esaminato. Per esempio è noto che grande importanza ebbero le congiunture internazionali per le vicende politiche della penisola italiana. Perchè nel Tredicesimo secolo tutto il Vecchio continete fu attraversato da fermenti innovativi. Si affermarono i grandi Stati nazionali dell'Europa occidentale. E in Italia crebbero di potere i Comuni che, dominati prima dai ceti aristocratici, videro poi l'affermazione di una borghesia capace e rampante costituita da imprenditori e mercanti. Erano i dinamici, aperti e moderni promotori della vita cittadina. Così nel XIII secolo il peculiare elemento che agevolò la nascita di una nuova cultura fu la riaffermazione e lo sviluppo delle città, con le loro Università, e delle attività mercantili. I nuovi centri divennero i poli più ricchi e idonei a promuovere l'aspetto multiforme della nuova realtà. E' altresì noto che si verificarono anche altre condizioni perchè ciò accadesse: in tutta Europa erano state scardinate le tradizioni universalistiche medievali dell'Impero e del Papato. Di conseguenza gli ideali monolitici della " Respublica Christiana", che avrebbe tuttavia, ancora nei secoli, investito di sé la Storia; apparivano ormai come ostacoli alla crescita delle realtà cittadine che furono anche i nuovi centri di aggregazione sociale e religiosa. I Comuni si comportarono come autorità di governo, gestirono le amministrazioni e applicarono le leggi secondo una propria giurisdizione. Promossero l'edilizia sacra con originalità e ingente dispendio di risorse e di energie: perchè in nessun modo sarebbe venuta meno la devozione al Cristianesimo che ormai permeava, confortava, soprattutto nelle asperità della vita; la spiritualità collettiva. Allo stesso modo vennero costruite imponenti e grandiose opere civili. Fondarono le maggiori banche europee del tempo: le più solide e affidabili del mondo allora conosciuto. Organizzarono e finanziarono spedizioni in terre lontane e sconosciute: ne è giunta, fin qui, una delle più grandi testimonianze con la narrazione della meravigliosa avventura di Marco Polo. Sostennero la ricerca scientifica laddove ve ne erano i presupposti. Incentivarono le arti figurative. E se vi furono contrasti e perfino acerrime conflittualità, si pensi alla dura e, purtroppo, non isolata e non certo ultima nella storia d' Italia e tanto meno esclusiva contrapposizione tra Guelfi e Ghibellini testimoniate anche dalle possenti fortificazioni delle città che presero ad esser protette con mura di cinta; è pur vero e non si può dimenticare che proprio da quei luoghi disturbati da dure lotte ma da una paradossale e fruttuosa vitalità arrivarono personalità come Dante per la Letteratura, Giotto e Arnolfo di Cambio per la pittura e l'architettura. Essi contribuirono alla sedimentazione di un linguaggio e una mentalità che avrebbe posto le fondamenta del nuovo corso culturale della penisola. Un cambiamento che, sempre sostenuto dal gusto raffinato e dall' opulenza di quella parte del popolo, la borghesia più facoltosa; riuscì a rinnovarsi e perpetuarsi di continuo fino ai giorni nostri sopravvivendo, per intanto al tramonto della stessa civiltà comunale. La quale ebbe i suoi limiti che, tacciati dalla storiografia ufficiale di eccessivo patriottismo municipale miope ed egoista, ne segnarono la fine a favore delle nascenti Signorie: nuove realtà politiche diffuse fin dai primi decenni del '300. In questo panorama di apertura culturale, nuove congiunture politiche e grande vitalisno economico trovò vigore l'edilizia sacra e civile e con essa lo sviluppo di " scuole" e " botteghe" d'arte. Dove uomini come Giotto affinarono il proprio talento. Cristina Ametrano
L' apogeo dei Comuni italiani e il rifiorire dell' arte nel '200
Questa sintesi storica sul '200, e la fioritura artistica economica e culturale nell'età comunale italiana, è condotta secondo lo stile degli "excerpta". E il riferimento costante ai testi di letteratura generale, storia e storia dell'arte ne confortano il complessivo tenore di verità storica. Excerpta. Gli "excerpta" erano veri e propri estratti integrali di opere di autori classici. Questa attività, diffusa in tutta l'età medievale, era affidata ai chierici che catalogavano e copiavano, in maniera composita, di continuo per l'archiviazione nelle biblioteche cattoliche e private. Il materiale così preservato avrebbe, nei secoli futuri, beneficiato di nuove tecniche di certificazione. Intanto la ricerca dell'autenticità dei reperti soggiaceva alla sete di conoscenza e di riferimenti attendibili. E sovente questi estratti venivano utilizzati per una stesura musiva di nuovi lavori. Che allora l'intento fosse, ingenuamente, emulativo e divulgativo è unanime. Come è sicuro che con questa tecnica sia stato assicurato alla posterità un patrimonio di inestimabile valore del quale, dopo duemila anni di vicissitudini storiche, non sarebbe pervenuto nulla.L'apogeo dei Comuni italiani e il rifiorire dell' arte nel '200. Ora una narrazione storica, per quanto sintetica, non può prescindere dalla puntuale elencazione delle grandi vicende e di quei percorsi che hanno segnato il momento storico esaminato. Per esempio è noto che grande importanza ebbero le congiunture internazionali per le vicende politiche della penisola italiana. Perchè nel Tredicesimo secolo tutto il Vecchio continete fu attraversato da fermenti innovativi. Si affermarono i grandi Stati nazionali dell'Europa occidentale. E in Italia crebbero di potere i Comuni che, dominati prima dai ceti aristocratici, videro poi l'affermazione di una borghesia capace e rampante costituita da imprenditori e mercanti. Erano i dinamici, aperti e moderni promotori della vita cittadina. Così nel XIII secolo il peculiare elemento che agevolò la nascita di una nuova cultura fu la riaffermazione e lo sviluppo delle città, con le loro Università, e delle attività mercantili. I nuovi centri divennero i poli più ricchi e idonei a promuovere l'aspetto multiforme della nuova realtà. E' altresì noto che si verificarono anche altre condizioni perchè ciò accadesse: in tutta Europa erano state scardinate le tradizioni universalistiche medievali dell'Impero e del Papato. Di conseguenza gli ideali monolitici della " Respublica Christiana", che avrebbe tuttavia, ancora nei secoli, investito di sé la Storia; apparivano ormai come ostacoli alla crescita delle realtà cittadine che furono anche i nuovi centri di aggregazione sociale e religiosa. I Comuni si comportarono come autorità di governo, gestirono le amministrazioni e applicarono le leggi secondo una propria giurisdizione. Promossero l'edilizia sacra con originalità e ingente dispendio di risorse e di energie: perchè in nessun modo sarebbe venuta meno la devozione al Cristianesimo che ormai permeava, confortava, soprattutto nelle asperità della vita; la spiritualità collettiva. Allo stesso modo vennero costruite imponenti e grandiose opere civili. Fondarono le maggiori banche europee del tempo: le più solide e affidabili del mondo allora conosciuto. Organizzarono e finanziarono spedizioni in terre lontane e sconosciute: ne è giunta, fin qui, una delle più grandi testimonianze con la narrazione della meravigliosa avventura di Marco Polo. Sostennero la ricerca scientifica laddove ve ne erano i presupposti. Incentivarono le arti figurative. E se vi furono contrasti e perfino acerrime conflittualità, si pensi alla dura e, purtroppo, non isolata e non certo ultima nella storia d' Italia e tanto meno esclusiva contrapposizione tra Guelfi e Ghibellini testimoniate anche dalle possenti fortificazioni delle città che presero ad esser protette con mura di cinta; è pur vero e non si può dimenticare che proprio da quei luoghi disturbati da dure lotte ma da una paradossale e fruttuosa vitalità arrivarono personalità come Dante per la Letteratura, Giotto e Arnolfo di Cambio per la pittura e l'architettura. Essi contribuirono alla sedimentazione di un linguaggio e una mentalità che avrebbe posto le fondamenta del nuovo corso culturale della penisola. Un cambiamento che, sempre sostenuto dal gusto raffinato e dall' opulenza di quella parte del popolo, la borghesia più facoltosa; riuscì a rinnovarsi e perpetuarsi di continuo fino ai giorni nostri sopravvivendo, per intanto al tramonto della stessa civiltà comunale. La quale ebbe i suoi limiti che, tacciati dalla storiografia ufficiale di eccessivo patriottismo municipale miope ed egoista, ne segnarono la fine a favore delle nascenti Signorie: nuove realtà politiche diffuse fin dai primi decenni del '300. In questo panorama di apertura culturale, nuove congiunture politiche e grande vitalisno economico trovò vigore l'edilizia sacra e civile e con essa lo sviluppo di " scuole" e " botteghe" d'arte. Dove uomini come Giotto affinarono il proprio talento. Cristina Ametrano