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Arte e scienza in Leon Battista Alberti


Leon Battista Alberti nacque a Genova nel 1404 e morì a Roma nel 1472. Discendente da una delle più influenti famiglie della borhesia fiorentina costretta all'esilio per molti anni, dopo un periodo di asperità completò gli studi di diritto a Bologna. Quindi, al seguito del pontefice Eugenio IV, che lo nominò abbreviatore canonico, fu a Firenze dove frequentò gli umanisti della città e potè coltivare le lettere e le scienze: quelle discipline che aveva sempre prediletto. Sempre a Firenze promosse nel 1441 il "certame coronario". Il " certame coronario" era una gara poetica in volgare e intendeva affermare e promuovere definitivamente la dignità del volgare. Fu un momento peculiare per la storia della letteratura italiana. Perchè, soprattutto,  in Toscana, centro indiscusso europeo di eccellenza culturale, gli umanisti ripresero l'uso del volgare accanto a quello del latino. Per l'Alberti il volgare " doveva essere lo strumento di una letteratura adatta a conciliare pregio estetico e valore morale....doveva poter ricreare e perpetuare in modo nuovo il binomio bellezza-virtù, già effige e fondamento della lingua latina". E andava curato l'aspetto etico e la dimensione sociale e pratica. La sua preparazione scientifica,poi, lo portò a redigere alcuni trattati d'arte dove potè applicare le sue competenze matematiche alla pittura e all'architettura. Discipline queste,  che con le lettere e la filosofia mobilitavano gli impegni degli studiosi. Laddove le scienze registravano un ritardo nel rinnovamento a causa dei pregiudizi dottrinali. Leon Battista Alberti umanista ecclettico e poliedrico, profondo e attento studioso delineò e sostenne lo sviluppo della trattatistica già utilizzata in età medievale e tuttavia, ora, migliorata da elementi tecnico scientifici. L'influenza dei classici era evidente. Nei trattati d'arte, il " De pittura", il " De statua" e il " De architettura", dove teorizza l'applicazione della matematica alla materie artistiche descrive la sistemazione della prospettiva nella rappresentazione pittorica. Viene inoltre descritta e celebrata la dignità dell'artista considerato, ormai un professionista di rango e non più un operatore e freddo esecutore materiale delle opere. Per l'Alberti i temi dominanti dei suoi trattati d'arte sono il rapporto dell'uomo con la natura. L'artista con l'osservazione acquisisce una conoscenza precisa della realtà. La razionalità gli permette di applicare,poi, le conoscenze tecniche e dottrinali. Per esmpio nel " Della pittura" scritto in latino e poi volgarizzato e accompagnato da una dedica a Brunelleschi, l'Alberti tratta di ottica e geometria generale. Queste definizioni generali vengono applicate all'esecuzione pratica di un'opera. Infine viene chiarificato che la tecnica e un solido substrato culturale sono indispensabili alla figura dell'artista. Leon Battista Alberti, con i suoi studi, conferiva grande dignità alle discipline artistiche depositarie accanto alle altre attività culturali, di un valore etico oltre che estetico.