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" La figura femminile dai Prearaffaelliti all' Art Nouveau"


Dall'estetica Preraffaellita nacque un'immagine nuova della donna. In particolare, maggiore attenzione ebbe la donna di ceto borghese con la sua genuina e disinvolta autenticità. E il momento storico, segnato dal cambiamento tra passato e presente, viveva i conflitti culturali di fine secolo e la convergenza di condizioni particolari come l'avvento delle nuove tecnologie o l'influsso di mode e costumi provenienti da altre culture. Inoltre, l'era del Colonialismo, grazie anche alla modernizzazione dei trasporti e delle reti di comunicazione, favorì la contaminazione degli usi e l'apertura a mentalità differenti. La cultura giapponese e, più in generale, i timbri di uno stile esotico, con motivi floreali e morbidezza dei tessuti, inondarono a un tempo generi d'abbigliamento femminile, di artigianato artistico e, perfino, quello di oggettistica d'arte applicata. Più ancora, fu l' Art Nouveau, le cui radici affondavano nel movimento preraffaellita e in quel suo imperativo di ritorno all'eleganza dell'artigianato medievale e rinascimentale, a rivitalizzare e unificare metodologia e progettualità delle arti maggiori come di quelle minori per soddisfare le esigenze di una società sempre più moderna e versatile. Tuttavia nelle arti maggiori e in specie nella pittura si affermò la tendenza a realizzare ritratti femminili particolarmente raffinati come quelli elaborati da Dante Gabriele Rossetti che fondò la " Preraphaelite Brotherood" con William Hunt e John Millais nel 1848 a Londra. Essi ispirati a Dante e Keats crearono un prototipo femminino angelico e al tempo stesso enigmatico teso a cogliere gli elementi profondi della personalità dei soggetti rappresentati. Modelle dei loro quadri furono anche le proprie donne, mogli o sorelle immortalate su tele o fotografate per carpirne le peculiarità caratteriali e la loro propria spiritualità. Il celebre dipinto " Regina Cordium" del 1866 o " La Ghirlandata" manifestano il temperamento estetizzante di Rossetti volto al recupero dello stile artistico del XV secolo dove occhi mitici, dolce femminilità e bellezza a tratti stanca e rapita rimandavano alla tecnica e alle modalità delle arti figurative tipiche del Rinascimento. E gli elementi somatici eleganti e angelici dei volti si confondevano in una raffinata e moderna sintesi con quelli più propriamente sensuali fin quasi a sopirli del tutto. William Morris, scrittore, pittore, decoratore e riformatore politico nonchè fautore di un rinnovamento artistico e sociale, come i Preraffaelliti vide nel Medioevo il momento più grande della realizzazione della bellezza nell'arte. Morris nel 1858 realizzò " La bella Isotta", il suo unico dipinto certo, che esprime la sua inclinazione per lo stile medievaleggiante e una visione estetica sublime del femminile. La diversità degli interessi di Morris, le sue molteplici soluzioni artistiche, una visione molto aperta e attenta ai cambiamenti della società lo distinsero, tuttavia, dai  fedelissimi esponenti del Preraffaellismo. Infatti, essi s'imposero di resistere alle istanze della rivoluzione industriale, auspicarono un ritorno alla natura e ad uno stile di vita semplice. La loro attività fu pervasa da grande fervore religioso, celebrarono la ricerca dell'assoluto che, già emblema del più articolato e complesso sentire romantico, segnò il loro limite in un'epoca in continua evoluzione dove prevaleva, ormai, un rapporto dialettico fra arte e industria. E a partire dalla fine degli anni ottanta si affermava, tanto in Europa che in America, uno stile nuovo e moderno capace di incontrare le esigenze estetiche dei ceti borghesi ansiosi di promozione sociale. Sicchè l'Art Nouveau che in Francia prese il nome dal negozio parigino aperto nel 1895 da S. Bing, fu " Modern Style" in Inghilterra. In Austria il movimento dell'Art Nouveau fu chiamato " Sezessionstil" e fu " Jugendstil" in Germania. Mentre in Italia gli fu dato il termine di " Stile floreale" o stile " Liberty" dal magazzino londinese che fornì i suoi articoli d'arte e tessuti nel nuovo stile. Questi movimenti che videro il felice connubio fra arti maggiori e minori vissero e contribuirono alla magica costruzione di un modello femminile che, attraverso le arti figurative  e poi la Fotografia e la Cinematografia, avrebbe portato al riconoscimento e alla corretta considerazione e visibilità della forza e della dignità della donna in seno alla società.