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Fermenti e polemiche Futuriste


Il Futurismo che fu movimento modernista, di sperimentazione e ricerca conservò queste sue prerogative, di assoluta " Avanguardia", fino agli anni Quaranta del Novecento anche se già dagli anni Trenta mostrò i prodromi del cambiamento. E fra i suoi esponenti si ebbero i primi dissensi già nel 1913 per cui si arrivò alla fondazione della rivista d'arte e letteratura " Lacerba", nella città di Firenze. Venne così siglata la ritrovata sintonia fra il gruppo dei cosidetti " milanesi" ossia Boccioni, Marinetti e Carrà, e quello dei " fiorentini" Palazzeschi, Papini e Soffici. Poi, i " fiorentini" si allontanarono da Marinetti. Gli rimproverarono una pochezza culturale scevra da riferimenti validi e una frenetica e sterile ricerca di novità. Tuttavia il Futurismo conservò le sue caratteristiche originarie e le salutari istanze speculative e sperimentative. E se ancora la rivista " Lacerba" registrò fra il 1914 ed il 1915 polemiche contrapposizioni con " Il cerchio si chiude" e " Futurismo e Marinettismo" di Papini, e " Il cerchio non si chiude" di Boccioni, certo la poliedrica versatilità di intellettuali come Soffici e lo stesso Marinetti contribuirono a fare del Futurismo un movimento di respiro internazionale.