Vasilij Kandinskij (1866-1944) fu il massimo maestro dell'astrazione superando la problematica dell'Espressionismo. Tuttavia la sua arte, con l'attività di autori come Marc e Klee, fu ritenuta anche " Espressionismo lirico" per la dolcezza compositiva e coloristica che rifiutava la rappresentazione tragica o cruenta delle sensazioni. Nacque a Mosca dove si laureò in giurisprudenza nel 1892 e subito rifiutò un incarico di docenza universitaria per dedicarsi all'arte. Si trasferì a Monaco di Baviera e vi rimase fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Poi rientrò in patria. Per Kandinskij l'artista deve avere qualcosa da comunicare avvicinandosi il più possibile all'astrazione: difficile, peraltro, da realizzare. Perchè, come scriveva nel 1912:" Con facilità sorniona, all'insaputa stessa dei pittori, la natura s'introduce di forza nelle loro opere. E' più facile dipingere la natura che lottare contro di essa". Questo tenace sforzo di superare la natura è il fondamento su cui Kandinskij ideò il proprio metodo distinto, a sua volta, in tre momenti: l'impressione o presa diretta della natura; l'improvvisazione o creazione inconscia e improvvisa; composizione o lenta, progressiva e consapevole fissazione della forma. L' osservatore:" deve imparare a vedere, in un quadro, la rappresentazione di uno stato dello spirito, non di oggetti". Dal 1910 Kandinskij prese a realizzare le opere dell' " Improvvisazione" e dell' " Impressione" praticando quell'astrazione tanto difficile da realizzare secondo i suoi propri schemi. E le tele di questo periodo, 1910-1914, che l'autore definì " drammatico" sono , certo, alcune tra le sue opere migliori. Esse trasmettono, l'impetuosità del gesto, e denotano tutta la forza di un lirismo profondo dove la descrizione di " forme senza forme" è affidata all'elemento cromatico che, ancora, rivela l'energia del tocco e tradisce e delimita altre forme proprio attraverso la giustapposizione del colore. Nel 1922, Kandinskij insegnò al Bauhaus di Weimar trasferito a Dessau nel 1925. E ne fu il più prestigioso esponente fino all'anno della chiusura avvenuta nel 1933. Dal 1925 l'artista preferì rappresentare soggetti geometrici dove gli elementi colorati erano privi di contorni definiti. E le opere più recenti tradiscono una vicinanza all'ordine classico e meno caotico. Inoltre le opere del periodo parigino, visse a Parigi gli ultimi dieci anni della sua vita; esercitano un grande fascino proprio per la organizzazione più ordinata degli elementi secondo i principi dei modelli classici. Vasilij Kandinskij conferiva all'arte il potere di emozionare l'osservatore fino a stimolarne la crescita spirituale e scriveva infatti in uno dei suoi saggi di estetica, pubblicato in " Der Blaue Reiter", " Il problema delle forme" :" Se il lettore di questo libro è in grado di sfogliarne le pagine dopo essersi liberato per un momento delle proprie aspirazioni, dei propri pensieri e sentimenti, si troverà a passare da un ex voto a un Delaunay, da un Cezanne a una illustrazione popolare russa, da una maschera a un Picasso, da una figura su vetro a un Kubin, e la sua anima si arricchirà allora di molte vibrazioni che lo faranno entrare nel regno dell'arte, senza scoprire in queste opere imperdonabili deficienze o irritanti errori, per cui nella contabilità del suo spirito anzichè un " meno" potrà mettere un più. Queste vibrazioni, e il più che ne scaturirà, arricchiranno la sua anima come solo l'arte può fare".
L'Eespressionismo lirico e l' Astrattismo di Vasilij Kandinskij
Vasilij Kandinskij (1866-1944) fu il massimo maestro dell'astrazione superando la problematica dell'Espressionismo. Tuttavia la sua arte, con l'attività di autori come Marc e Klee, fu ritenuta anche " Espressionismo lirico" per la dolcezza compositiva e coloristica che rifiutava la rappresentazione tragica o cruenta delle sensazioni. Nacque a Mosca dove si laureò in giurisprudenza nel 1892 e subito rifiutò un incarico di docenza universitaria per dedicarsi all'arte. Si trasferì a Monaco di Baviera e vi rimase fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Poi rientrò in patria. Per Kandinskij l'artista deve avere qualcosa da comunicare avvicinandosi il più possibile all'astrazione: difficile, peraltro, da realizzare. Perchè, come scriveva nel 1912:" Con facilità sorniona, all'insaputa stessa dei pittori, la natura s'introduce di forza nelle loro opere. E' più facile dipingere la natura che lottare contro di essa". Questo tenace sforzo di superare la natura è il fondamento su cui Kandinskij ideò il proprio metodo distinto, a sua volta, in tre momenti: l'impressione o presa diretta della natura; l'improvvisazione o creazione inconscia e improvvisa; composizione o lenta, progressiva e consapevole fissazione della forma. L' osservatore:" deve imparare a vedere, in un quadro, la rappresentazione di uno stato dello spirito, non di oggetti". Dal 1910 Kandinskij prese a realizzare le opere dell' " Improvvisazione" e dell' " Impressione" praticando quell'astrazione tanto difficile da realizzare secondo i suoi propri schemi. E le tele di questo periodo, 1910-1914, che l'autore definì " drammatico" sono , certo, alcune tra le sue opere migliori. Esse trasmettono, l'impetuosità del gesto, e denotano tutta la forza di un lirismo profondo dove la descrizione di " forme senza forme" è affidata all'elemento cromatico che, ancora, rivela l'energia del tocco e tradisce e delimita altre forme proprio attraverso la giustapposizione del colore. Nel 1922, Kandinskij insegnò al Bauhaus di Weimar trasferito a Dessau nel 1925. E ne fu il più prestigioso esponente fino all'anno della chiusura avvenuta nel 1933. Dal 1925 l'artista preferì rappresentare soggetti geometrici dove gli elementi colorati erano privi di contorni definiti. E le opere più recenti tradiscono una vicinanza all'ordine classico e meno caotico. Inoltre le opere del periodo parigino, visse a Parigi gli ultimi dieci anni della sua vita; esercitano un grande fascino proprio per la organizzazione più ordinata degli elementi secondo i principi dei modelli classici. Vasilij Kandinskij conferiva all'arte il potere di emozionare l'osservatore fino a stimolarne la crescita spirituale e scriveva infatti in uno dei suoi saggi di estetica, pubblicato in " Der Blaue Reiter", " Il problema delle forme" :" Se il lettore di questo libro è in grado di sfogliarne le pagine dopo essersi liberato per un momento delle proprie aspirazioni, dei propri pensieri e sentimenti, si troverà a passare da un ex voto a un Delaunay, da un Cezanne a una illustrazione popolare russa, da una maschera a un Picasso, da una figura su vetro a un Kubin, e la sua anima si arricchirà allora di molte vibrazioni che lo faranno entrare nel regno dell'arte, senza scoprire in queste opere imperdonabili deficienze o irritanti errori, per cui nella contabilità del suo spirito anzichè un " meno" potrà mettere un più. Queste vibrazioni, e il più che ne scaturirà, arricchiranno la sua anima come solo l'arte può fare".