Le arti grafiche sono, generalmente, identificate con la tecnica di riproduzione e moltiplicazione delle immagini. Le più diffuse sono: la Xilografia praticata in Oriente già prima dell'anno Mille e in Occidente dal XII secolo; la Calcografia che, diffusa già dal XV secolo, comprende il Bulino, l'Acquaforte e la Puntasecca; la Litografia utilizzata dal XVIII secolo e la Serigrafia praticata dal XX secolo. Queste discipline si fondano sul disegno che è l'origine di ogni procedimento ideativo e che può connotarsi, per la sua semplicità e immediatezza, tanto come esperienza estetica fine a se stessa che come precedente o premessa per ulteriori progetti architettonici, scultorei o di altro genere. Il disegno, quindi, si è sempre configurato come "una pratica propedeutica per le arti maggiori". Ma dal XVIII secolo ha gradualmente conquistato l'importanza di un'arte indipendente con caratteristiche estetiche peculiari. Per cui lo sviluppo delle arti grafiche è legato al perfezionamento della tecnica di fissaggio del disegno stesso su materiali diversi. Dal XV secolo tutte le tecniche incisorie avevano acquistato un crescente valore espressivo e documentario. Grazie al quale si era verificata una diffusione progressiva di studi teorici, matematici, topografici, zoologici e botanici. Nella seconda metà del XIX secolo, poi, le arti grafiche più utilizzate ebbero il loro momento di massimo impulso. Quando nel 1861 venne introdotta la rotativa e la storia della tipografia intraprese definitivamente il cammino della modernità e grazie ad autori come Degas, Manet, Whistler, Grane, Rossetti, Morris legò il proprio destino al mondo dell'arte e vide rinascere le tecniche incisorie e litografiche. La indiscussa utilità delle arti grafiche,come veicolo di informazioni culturali e con il loro importantissimo compito documentativo, sarebbe stata sostituita dall'avvento della fotografia. Cristina Ametrano
Le arti grafiche
Le arti grafiche sono, generalmente, identificate con la tecnica di riproduzione e moltiplicazione delle immagini. Le più diffuse sono: la Xilografia praticata in Oriente già prima dell'anno Mille e in Occidente dal XII secolo; la Calcografia che, diffusa già dal XV secolo, comprende il Bulino, l'Acquaforte e la Puntasecca; la Litografia utilizzata dal XVIII secolo e la Serigrafia praticata dal XX secolo. Queste discipline si fondano sul disegno che è l'origine di ogni procedimento ideativo e che può connotarsi, per la sua semplicità e immediatezza, tanto come esperienza estetica fine a se stessa che come precedente o premessa per ulteriori progetti architettonici, scultorei o di altro genere. Il disegno, quindi, si è sempre configurato come "una pratica propedeutica per le arti maggiori". Ma dal XVIII secolo ha gradualmente conquistato l'importanza di un'arte indipendente con caratteristiche estetiche peculiari. Per cui lo sviluppo delle arti grafiche è legato al perfezionamento della tecnica di fissaggio del disegno stesso su materiali diversi. Dal XV secolo tutte le tecniche incisorie avevano acquistato un crescente valore espressivo e documentario. Grazie al quale si era verificata una diffusione progressiva di studi teorici, matematici, topografici, zoologici e botanici. Nella seconda metà del XIX secolo, poi, le arti grafiche più utilizzate ebbero il loro momento di massimo impulso. Quando nel 1861 venne introdotta la rotativa e la storia della tipografia intraprese definitivamente il cammino della modernità e grazie ad autori come Degas, Manet, Whistler, Grane, Rossetti, Morris legò il proprio destino al mondo dell'arte e vide rinascere le tecniche incisorie e litografiche. La indiscussa utilità delle arti grafiche,come veicolo di informazioni culturali e con il loro importantissimo compito documentativo, sarebbe stata sostituita dall'avvento della fotografia. Cristina Ametrano