Albrecht Durer (1471-1528), nato a Norimberga, fu un pittore famoso e molto ricercato: uno dei suoi più illustri committenti era l'Imperatore Massimiliano. Durer oltre a numerose xilografie eseguì anche molte incisioni su rame. Perchè comprese, molto più di altri artisti, le grandi possibilità di diffusione di un artigianato seriale che, uscendo dall'esclusivo e raffinato mondo degli amatori dell'arte, soddisfaceva l'esigenza di raggiungere strati notevolmente più ampi di persone e superava la tradizionale ma troppo limitata elite di appassionati e collezionisti. E, in seguito, gli artisti che utilizzarono le tecniche d'incisione composero immagini ricche e sofisticate la cui sorprendente eleganza sarebbe stata superata solo due secoli dopo. Quando, a fine Ottocento, avrebbe prevalso la tendenza rivalutatrice delle tecniche dell'arte moltiplicata e si sarebbe affermata la crescente convinzione della necessità di maggiormente " socializzare l'arte" stessa in tutte le sue forme. Albrecht Durer, abile realizzatore d'immagini, sapeva altresì che con la facoltà di replicare e distribuire massicciamente le copie di un'opera avrebbe raggiunto un pubblico molto più numeroso. Egli era certo, inoltre, che le arti grafiche avrebbero trovato un impiego sempre maggiore. E infatti in quegli stessi anni si rivelarono come uno strumento divulgativo insostituibile per battaglie politiche, sociali e perfino religiose già nella Germania luterana. Durer attraverso i suoi lavori, meglio di altri artisti del suo tempo, riuscì ad esprimere, con grande sintesi, la condizione di incertezza in cui si trovò l'uomo e, più ancora, l'artista del Rinascimento "....che rispetta l'abilità pratica ma aspira con tanto più fervore alla teoria matematica....che si sente ispirato dalle influenze celesti e dalle idee eterne, ma soffre tanto più intensamente per la sua umana fragilità e finitezza intelletuale...."(Erwin Panofsky). Nella erudita e colta mentalità rinascimentale era vivissimo il problema degli influssi astrali e, a un tempo, della libertà dell'arbitrio umano. E se l'uomo cercava di emanciparsi dalla prima condizione si scontrava, poi, con le enormi difficoltà che l'esercizio del libero arbitrio comportava. E l'arte, certo, come sempre è accaduto nel tempo ha accompagnato l'uomo nel processo di comprensione e conoscenza della realtà favorendo, quindi, la crescita razionale e la capacità di giudizio e autonomia di ciascun individuo. La perizia di un operatore d'arte consentiva di narrare e compendiare con le immagini ciò che sovente poteva essere acquisito solo con la lettura di uno o molteplici testi. E in, più, l'immediatezza e la suggestione di una rappresentazione pittorica o grafica riuscivano a coinvolgere e informare l'osservatore con maggiore forza di uno scritto. Durer era stato più volte in Italia. Ne aveva appreso l'arte e l'amore per la prospettiva. Aveva assimilato e fatto propria la cultura umanistica. Forte di una grande sensibilità e di quella saggezza che viene dalla pratica di vita era capace di esprimere idee nuove utilizzando anche una enorme quantità di simboli e significati storici già molto diffusi fra la gente comune e soprattutto nel mondo intellettuale. Tali che le sue opere offrivano una narrazione articolata del suo stesso pensiero oltrechè della mentalità contemporanea. Ciò che riusciva a raccontare era in sintonia con i tempi tanto per la forma che per i contenuti. Per cui , nonostante la complessità di alcuni suoi lavori, non raggiungeva solo le menti più informate ma anche un pubblico più vasto e diversificato. Perchè le incisioni, numerose e immediate consentivano di veicolare, celermente, messaggi d'ogni tipo. Nel 1514, Durer creò una incisione che avrebbe addirittura simboleggiato un'epoca e un intero atteggiamento spirituale. Era " Melancolia I", un lavoro su rame che ebbe un successo immediato e ininterrotto per lungo tempo. L'incisione avrebbe anche suscitato, in seguito, la curiosità e l'attenzione di storici e studiosi della storia del Rinascimento per la sua ricca simbologia. Comprende un grande numero di oggetti e immagini ciascuno dei quali rimanda a precisi significati definendo una vera e propria narrazione di un pensiero e insieme di una porzione della realtà cinquecentesca. L'autore rivela subito la sua perizia prospettica. Per cui, lo spettatore ha l'impressione di guardare dal vano di una finestra la scena rappresentata. Dove una fanciulla seduta e pensosa, in posizione decentrata, costituisce l'elemento cardine, o elemento centrale, cui si riferiscono gli altri simboli del contesto raffigurato. La figura seduta sostiene il capo con la mano chiusa a pugno ed il gomito poggiato su di un ginocchio. L' immagine della giovane rimanda alla malinconia a alla pensosità tipica di un animo nobile e incline alla solitudine. E già Petrarca e la tradizione umanistica avevano esaltato questo elemento caratteriale delle persone assegnandogli una valenza positiva e ascrivendolo a quelle eccellenze speculative proprie delle menti di dotti e intellettuali. In più, i Neoplatonici fiorentini e personalità come Marsilio Ficino avevano ritenuto che le persone dedite alla meditazione e alla applicazione intellettuale, alla contemplazione o al calcolo matematico e allo studio in generale fossero "protette" o ispirate da Saturno. Ma Saturno non induceva solo il " furor melanconicus". Generava anche il " Furor divinus" in ragione del prevalere o meno dell'immaginazione o della razionalità. I nati sotto l'influsso di Saturno, quindi, avevano successo con le arti figurative e le applicazioni di concetto. L'opera, qui considerata, indicherebbe quindi nel titolo di " Melencolia I" che la I è l'iniziale di " Imaginatio". Accanto alla scritta compaiono altri simboli che la tradizione collegava a Saturno, come la cometa che brilla alta nel cielo notturno ma il suo significato minaccioso è compromesso dall' arcobaleno " segno biblico di un Dio pacificato e buono". Il grafico comprende anche un cane, un libro, una clessidra e ancora altri oggetti che, tutti, concorrono alla costruzione del messaggio complessivo con il loro proprio e peculiare sgnificato. Ma più di tutto, la fanciulla " è alata ma accovacciata al suolo; incoronata ma offuscata da ombre; munita degli strumenti della scienza ma chiusa in un'oziosa meditazione e dà l'impressione di un essere creativo ridotto alla disperazione dalla consapevolezza dell'esistenza di barriere insormontabili che lo separano da un più alto dominio di pensiero" (Panofsky). Tutto nell'opera richiama ad una incertezza tipica, però, delle personalità più complesse ed erudite. Torna utile ricordare che in quegli stessi anni altre imponenti figure di uomini e donne attraversavano realtà diverse, difficili e contraddittorie a volte e brillanti ed eccentriche in altre occasioni e in particolari contesti sociali. Michelangelo, per esempio, aveva realizzato la grandiosa Cappella Sistina nel 1512. Egli, personalità poliedrica e spigolosa, pure si trovò a frequentare fra la Corte dei Medici e la sede del papato mondi particolari e non familiari: delle elite esclusivissime che proprio i professionisti delle arti figurative riuscivano a penetrare e raccontare con veridicità. Ancora, un'altra personalità del tempo imponente e legata ad un mondo diverso e ad esperienze contrapposte fu Ludovico Ariosto. Egli fu un uomo politico. Amministrò un territorio difficile come la Garfagnana per conto degli Estensi. Eppure, fu anche letterato e poeta. Offfriva un compendio della vita che pulsava nelle Corti e riusciva a trasmettere una visione moderna e insieme ideale della dignità umana. Ariosto fu la voce di un Rinascimento anche allegro e soprattutto " potente" offrendo un modello di letteratura " perfetto, che sa equilibrare, quasi senza sforzo musica, plasticità figurativa, nitore e ricchezza poetica". Cristina Ametrano
Albrecht Durer, xilografia e altro
Albrecht Durer (1471-1528), nato a Norimberga, fu un pittore famoso e molto ricercato: uno dei suoi più illustri committenti era l'Imperatore Massimiliano. Durer oltre a numerose xilografie eseguì anche molte incisioni su rame. Perchè comprese, molto più di altri artisti, le grandi possibilità di diffusione di un artigianato seriale che, uscendo dall'esclusivo e raffinato mondo degli amatori dell'arte, soddisfaceva l'esigenza di raggiungere strati notevolmente più ampi di persone e superava la tradizionale ma troppo limitata elite di appassionati e collezionisti. E, in seguito, gli artisti che utilizzarono le tecniche d'incisione composero immagini ricche e sofisticate la cui sorprendente eleganza sarebbe stata superata solo due secoli dopo. Quando, a fine Ottocento, avrebbe prevalso la tendenza rivalutatrice delle tecniche dell'arte moltiplicata e si sarebbe affermata la crescente convinzione della necessità di maggiormente " socializzare l'arte" stessa in tutte le sue forme. Albrecht Durer, abile realizzatore d'immagini, sapeva altresì che con la facoltà di replicare e distribuire massicciamente le copie di un'opera avrebbe raggiunto un pubblico molto più numeroso. Egli era certo, inoltre, che le arti grafiche avrebbero trovato un impiego sempre maggiore. E infatti in quegli stessi anni si rivelarono come uno strumento divulgativo insostituibile per battaglie politiche, sociali e perfino religiose già nella Germania luterana. Durer attraverso i suoi lavori, meglio di altri artisti del suo tempo, riuscì ad esprimere, con grande sintesi, la condizione di incertezza in cui si trovò l'uomo e, più ancora, l'artista del Rinascimento "....che rispetta l'abilità pratica ma aspira con tanto più fervore alla teoria matematica....che si sente ispirato dalle influenze celesti e dalle idee eterne, ma soffre tanto più intensamente per la sua umana fragilità e finitezza intelletuale...."(Erwin Panofsky). Nella erudita e colta mentalità rinascimentale era vivissimo il problema degli influssi astrali e, a un tempo, della libertà dell'arbitrio umano. E se l'uomo cercava di emanciparsi dalla prima condizione si scontrava, poi, con le enormi difficoltà che l'esercizio del libero arbitrio comportava. E l'arte, certo, come sempre è accaduto nel tempo ha accompagnato l'uomo nel processo di comprensione e conoscenza della realtà favorendo, quindi, la crescita razionale e la capacità di giudizio e autonomia di ciascun individuo. La perizia di un operatore d'arte consentiva di narrare e compendiare con le immagini ciò che sovente poteva essere acquisito solo con la lettura di uno o molteplici testi. E in, più, l'immediatezza e la suggestione di una rappresentazione pittorica o grafica riuscivano a coinvolgere e informare l'osservatore con maggiore forza di uno scritto. Durer era stato più volte in Italia. Ne aveva appreso l'arte e l'amore per la prospettiva. Aveva assimilato e fatto propria la cultura umanistica. Forte di una grande sensibilità e di quella saggezza che viene dalla pratica di vita era capace di esprimere idee nuove utilizzando anche una enorme quantità di simboli e significati storici già molto diffusi fra la gente comune e soprattutto nel mondo intellettuale. Tali che le sue opere offrivano una narrazione articolata del suo stesso pensiero oltrechè della mentalità contemporanea. Ciò che riusciva a raccontare era in sintonia con i tempi tanto per la forma che per i contenuti. Per cui , nonostante la complessità di alcuni suoi lavori, non raggiungeva solo le menti più informate ma anche un pubblico più vasto e diversificato. Perchè le incisioni, numerose e immediate consentivano di veicolare, celermente, messaggi d'ogni tipo. Nel 1514, Durer creò una incisione che avrebbe addirittura simboleggiato un'epoca e un intero atteggiamento spirituale. Era " Melancolia I", un lavoro su rame che ebbe un successo immediato e ininterrotto per lungo tempo. L'incisione avrebbe anche suscitato, in seguito, la curiosità e l'attenzione di storici e studiosi della storia del Rinascimento per la sua ricca simbologia. Comprende un grande numero di oggetti e immagini ciascuno dei quali rimanda a precisi significati definendo una vera e propria narrazione di un pensiero e insieme di una porzione della realtà cinquecentesca. L'autore rivela subito la sua perizia prospettica. Per cui, lo spettatore ha l'impressione di guardare dal vano di una finestra la scena rappresentata. Dove una fanciulla seduta e pensosa, in posizione decentrata, costituisce l'elemento cardine, o elemento centrale, cui si riferiscono gli altri simboli del contesto raffigurato. La figura seduta sostiene il capo con la mano chiusa a pugno ed il gomito poggiato su di un ginocchio. L' immagine della giovane rimanda alla malinconia a alla pensosità tipica di un animo nobile e incline alla solitudine. E già Petrarca e la tradizione umanistica avevano esaltato questo elemento caratteriale delle persone assegnandogli una valenza positiva e ascrivendolo a quelle eccellenze speculative proprie delle menti di dotti e intellettuali. In più, i Neoplatonici fiorentini e personalità come Marsilio Ficino avevano ritenuto che le persone dedite alla meditazione e alla applicazione intellettuale, alla contemplazione o al calcolo matematico e allo studio in generale fossero "protette" o ispirate da Saturno. Ma Saturno non induceva solo il " furor melanconicus". Generava anche il " Furor divinus" in ragione del prevalere o meno dell'immaginazione o della razionalità. I nati sotto l'influsso di Saturno, quindi, avevano successo con le arti figurative e le applicazioni di concetto. L'opera, qui considerata, indicherebbe quindi nel titolo di " Melencolia I" che la I è l'iniziale di " Imaginatio". Accanto alla scritta compaiono altri simboli che la tradizione collegava a Saturno, come la cometa che brilla alta nel cielo notturno ma il suo significato minaccioso è compromesso dall' arcobaleno " segno biblico di un Dio pacificato e buono". Il grafico comprende anche un cane, un libro, una clessidra e ancora altri oggetti che, tutti, concorrono alla costruzione del messaggio complessivo con il loro proprio e peculiare sgnificato. Ma più di tutto, la fanciulla " è alata ma accovacciata al suolo; incoronata ma offuscata da ombre; munita degli strumenti della scienza ma chiusa in un'oziosa meditazione e dà l'impressione di un essere creativo ridotto alla disperazione dalla consapevolezza dell'esistenza di barriere insormontabili che lo separano da un più alto dominio di pensiero" (Panofsky). Tutto nell'opera richiama ad una incertezza tipica, però, delle personalità più complesse ed erudite. Torna utile ricordare che in quegli stessi anni altre imponenti figure di uomini e donne attraversavano realtà diverse, difficili e contraddittorie a volte e brillanti ed eccentriche in altre occasioni e in particolari contesti sociali. Michelangelo, per esempio, aveva realizzato la grandiosa Cappella Sistina nel 1512. Egli, personalità poliedrica e spigolosa, pure si trovò a frequentare fra la Corte dei Medici e la sede del papato mondi particolari e non familiari: delle elite esclusivissime che proprio i professionisti delle arti figurative riuscivano a penetrare e raccontare con veridicità. Ancora, un'altra personalità del tempo imponente e legata ad un mondo diverso e ad esperienze contrapposte fu Ludovico Ariosto. Egli fu un uomo politico. Amministrò un territorio difficile come la Garfagnana per conto degli Estensi. Eppure, fu anche letterato e poeta. Offfriva un compendio della vita che pulsava nelle Corti e riusciva a trasmettere una visione moderna e insieme ideale della dignità umana. Ariosto fu la voce di un Rinascimento anche allegro e soprattutto " potente" offrendo un modello di letteratura " perfetto, che sa equilibrare, quasi senza sforzo musica, plasticità figurativa, nitore e ricchezza poetica". Cristina Ametrano