Storici come Federico Zeri hanno attribuito "Le storie di San Francesco"assisiate della Basilica Superiore almeno a tre mani di maestri:allo stesso Cavallini,a Rusuti e ad un Giotto ancora giovane".Come sempre accadeva,a quel tempo,i cantieri di edilizia sacra fervevano di grande operosità,erano vieppù curati e organizzati con particolare interesse dalle più grandi figure d'artisti del territorio,sovente da professionisti provenienti da paesi lontani.E dunque non stupisce che colà potesse essere avvenuto anche l'incontro fra questi maestri e Cimabue e Giotto.Cimabue lavorava,sembra,all'abside della basilica.Le correnti romana e toscana s'incontrarono.Inevitabile lo scambio di saperi.Promettenti i risvolti anche se più per alcuni che per altri.Perchè l'edilizia sacra favoriva,più ancora delle opere e degli edifici civili,una profiicua e intensa assidituità e collaborazioni feconde fra gli artisti migliori del tempo.In Toscana una delle prime fioriture della nuova arte veniva da Cimabue e da colui che Vasari considerava suo allievo,Giotto.Con Cimabue ci fu soprattutto un primo distacco dalla tradizione bizantina.Processo che Giotto avrebbe portato a compimento arricchendolo con il suo proprio talento.Se l'opera di Cimabue("...nato nella città di Fiorenza l'anno MCCXL"Vasari)e dei pittori pregiotteschi indicava con chiarezza il nuovo percorso della pittura toscana trecentesca e altresì inevitabilmente denunciava il suo preludio al Rinascimento sarebbe stato poi Giotto,emule e suo amico affezionato,l'elemento di forte e decisiva novità con la propria grande sensibilità umanistica verso temi nuovi e antichi.Egli inaugurò con audacia un percorso di innovazioni nella pittura del XIII secolo.Recuperava il naturalismo della consuetudine.Quindi la sintesi del suo gusto per la sobrietà della forma,pur nella cura dei volumi,e l'attenzione ai sentimenti e ancora gli studi spaziali gli avrebbero riservato l'approvazione della critica rinascimentale in particolare di Vasari("Le vite",I libro).E conobbe Dante che gli manifestò una stima grandissima....Cristina Ametrano
Prodromi e anticipazioni del rinnovamento dell'arte italiana del'300
Storici come Federico Zeri hanno attribuito "Le storie di San Francesco"assisiate della Basilica Superiore almeno a tre mani di maestri:allo stesso Cavallini,a Rusuti e ad un Giotto ancora giovane".Come sempre accadeva,a quel tempo,i cantieri di edilizia sacra fervevano di grande operosità,erano vieppù curati e organizzati con particolare interesse dalle più grandi figure d'artisti del territorio,sovente da professionisti provenienti da paesi lontani.E dunque non stupisce che colà potesse essere avvenuto anche l'incontro fra questi maestri e Cimabue e Giotto.Cimabue lavorava,sembra,all'abside della basilica.Le correnti romana e toscana s'incontrarono.Inevitabile lo scambio di saperi.Promettenti i risvolti anche se più per alcuni che per altri.Perchè l'edilizia sacra favoriva,più ancora delle opere e degli edifici civili,una profiicua e intensa assidituità e collaborazioni feconde fra gli artisti migliori del tempo.In Toscana una delle prime fioriture della nuova arte veniva da Cimabue e da colui che Vasari considerava suo allievo,Giotto.Con Cimabue ci fu soprattutto un primo distacco dalla tradizione bizantina.Processo che Giotto avrebbe portato a compimento arricchendolo con il suo proprio talento.Se l'opera di Cimabue("...nato nella città di Fiorenza l'anno MCCXL"Vasari)e dei pittori pregiotteschi indicava con chiarezza il nuovo percorso della pittura toscana trecentesca e altresì inevitabilmente denunciava il suo preludio al Rinascimento sarebbe stato poi Giotto,emule e suo amico affezionato,l'elemento di forte e decisiva novità con la propria grande sensibilità umanistica verso temi nuovi e antichi.Egli inaugurò con audacia un percorso di innovazioni nella pittura del XIII secolo.Recuperava il naturalismo della consuetudine.Quindi la sintesi del suo gusto per la sobrietà della forma,pur nella cura dei volumi,e l'attenzione ai sentimenti e ancora gli studi spaziali gli avrebbero riservato l'approvazione della critica rinascimentale in particolare di Vasari("Le vite",I libro).E conobbe Dante che gli manifestò una stima grandissima....Cristina Ametrano