I generi letterari preferiti per esprimere l'aspetto sociale e civile dell'Umanesimo furono i trattati, le orazioni, le epistole, e di particolare successo i dialoghi. Il dialogo fu uno dei generi più caratteristici della letteratura e della cultura umanistica. Si ispirava al modello ciceroniano e il piacere della disputa e della polemica,promossi da Salutati(1331-1406)si diffuse e raffinava e temperava l'ingegno dei giovani che si preparavano alla vita civile.Infatti la cultura accademica scolastica e le forme esteriori della religiosità tradizionale,ormai criticate da molti,entrarono in crisi.L'istruzione della gioventù,non più monopolio esclusivo dei chierici,fu affidata anche al mondo laico. Si affermavano altri poli della vita culturale:la perizia dell'umo come legislatore,gli studi scientifici,la bellezza delle lettere e delle arti rapprsentative.Retorica,Etica,Politica divennero indissolubili e indivisibili nella formzione del perfetto gentiluomo e cittadino.Lo studio delle "humanae litterae" e in primis delle discipline giuridiche,l'Arte la Retorica divennero necessarie per l'educazione della nuova classe dirigente e per il suo impegno politico. A Firenze il nuovo indirizzo di studi ebbe molto successo,vieppiù si avvertì l'esigenza di riscoprire e utilizzare nella vita civile e politica la gran mole di valori ereditata dall'antichità,in gran misura inutilizzata o trascurata se non sopita oppure offuscata per distrazione epperò non sempre distruttrice.I primi umanisti fiorentini dalla fine del '300 alla metà del '400 dedicarono grande attenzione alle potenzialità creatrici dell'uomo:dalle più diverse professioni alle altissime facoltà speculative dell'intelletto.Questo nuovo indirizzo di studi era in sintonia con l'atmosfera di entusiasmo e di iniziative culturali che meritarono al fenomeno la denominazione di Umanesimo civile:una stagione felice, con rare peculiarità anche se breve e che quantunque aveva avuto modo e tempo di spargere il suo seme.Le libertà repubblicane ne avevano fecondato attività e crescita.Politica e morale avevano lavorato insieme.Tuttavia la crisi era dappresso.Nel 1434 la Signoria medicea avrebbe dato agio all'individualismo ed al tecnicismo.Il nuovo indirizzo di studi,dove l'ideale umano fu inevitabilmente simile a quello tramandato dalla classicità e si era manifestato con tratti e aspetti particolari era durato pochi decenni.I maggiori esponenti furono i cancellieri della Segreteria della Repubblica oligarchica di Firenze.Essi operarono dal1378(Tumulto dei Ciompi)al1434(Signoria di Cosimo I).Quando il movimento sfumò i letterati non furono più saldi riferimenti della società cittadina.Avrebbero lavorato per il diletto dei potenti e non sarebbe passata la seconda metà del'400 che il flusso culturale sarebbe giunto al suo epilogo trovando,a parer di molti, definitiva conclusione.Cristina Ametrano
Il "dialogo" come strumento privilegiato di interazione e conoscenza sociale nella cultura umanistica del '400
I generi letterari preferiti per esprimere l'aspetto sociale e civile dell'Umanesimo furono i trattati, le orazioni, le epistole, e di particolare successo i dialoghi. Il dialogo fu uno dei generi più caratteristici della letteratura e della cultura umanistica. Si ispirava al modello ciceroniano e il piacere della disputa e della polemica,promossi da Salutati(1331-1406)si diffuse e raffinava e temperava l'ingegno dei giovani che si preparavano alla vita civile.Infatti la cultura accademica scolastica e le forme esteriori della religiosità tradizionale,ormai criticate da molti,entrarono in crisi.L'istruzione della gioventù,non più monopolio esclusivo dei chierici,fu affidata anche al mondo laico. Si affermavano altri poli della vita culturale:la perizia dell'umo come legislatore,gli studi scientifici,la bellezza delle lettere e delle arti rapprsentative.Retorica,Etica,Politica divennero indissolubili e indivisibili nella formzione del perfetto gentiluomo e cittadino.Lo studio delle "humanae litterae" e in primis delle discipline giuridiche,l'Arte la Retorica divennero necessarie per l'educazione della nuova classe dirigente e per il suo impegno politico. A Firenze il nuovo indirizzo di studi ebbe molto successo,vieppiù si avvertì l'esigenza di riscoprire e utilizzare nella vita civile e politica la gran mole di valori ereditata dall'antichità,in gran misura inutilizzata o trascurata se non sopita oppure offuscata per distrazione epperò non sempre distruttrice.I primi umanisti fiorentini dalla fine del '300 alla metà del '400 dedicarono grande attenzione alle potenzialità creatrici dell'uomo:dalle più diverse professioni alle altissime facoltà speculative dell'intelletto.Questo nuovo indirizzo di studi era in sintonia con l'atmosfera di entusiasmo e di iniziative culturali che meritarono al fenomeno la denominazione di Umanesimo civile:una stagione felice, con rare peculiarità anche se breve e che quantunque aveva avuto modo e tempo di spargere il suo seme.Le libertà repubblicane ne avevano fecondato attività e crescita.Politica e morale avevano lavorato insieme.Tuttavia la crisi era dappresso.Nel 1434 la Signoria medicea avrebbe dato agio all'individualismo ed al tecnicismo.Il nuovo indirizzo di studi,dove l'ideale umano fu inevitabilmente simile a quello tramandato dalla classicità e si era manifestato con tratti e aspetti particolari era durato pochi decenni.I maggiori esponenti furono i cancellieri della Segreteria della Repubblica oligarchica di Firenze.Essi operarono dal1378(Tumulto dei Ciompi)al1434(Signoria di Cosimo I).Quando il movimento sfumò i letterati non furono più saldi riferimenti della società cittadina.Avrebbero lavorato per il diletto dei potenti e non sarebbe passata la seconda metà del'400 che il flusso culturale sarebbe giunto al suo epilogo trovando,a parer di molti, definitiva conclusione.Cristina Ametrano