Galilei(1564-1643)scelse di scrivere in volgare le sue opere divulgative.Castelli(1578-1643),prezioso collaboratore del grande scienziato,ne seguì l'esempio.Però all'estero e fra gli studiosi italiani vi era ancora disapprovazione.Poi le cose gradualmente cambiarono.Perché il concetto galileiano di "ipotesi teorica"come principio del procedimento scientifico di conoscenza del mondo fenomenico,che è stato la vera rivoluzione della scienza del '600,aveva portato alla necessità dell'uso del volgare e comunque di uno strumento espressivo che potesse con facilità raggiungere tutti.Per esempio in Francia c'era stato il lucidissimo francese di Descartes con il "Discours de la methode"(1637).Con Galileo lo scienziato seicentesco acquisiva uno strumento di indagine che consentiva di isolare porzioni del mondo fenomenico e di analizzarne dettagliatamente proprietà e composizione.Lo spazio,la natura così suddivisi potevano essere spiegati con leggi certe e avulse da teorizzazioni trascendenti.Scienziati e studiosi del Seicento,maturata la convinzione della relatività delle cose e non più turbati dall'inconoscibile,gradualmente si disposero a sistematizzare e riorganizzare le nuove conoscenze che nuova e meno ostile facevano apparire la natura dell'universo.Così valutati i rischi sovvertitrici di ogni nuova scoperta era indispensabile elaborare pure sistemi adeguati e più moderni di conoscenze che integrassero via via le scoperte stesse.Era infine di vitale importanza allestire un programma retorico e una letteratura capaci di illustrare con chiarezza ad ogni lettore gli argomenti in esame.E più ancora bisognava conquistare consensi alle nuove scoperte scientifiche e a quelle metodologie di studio dal grande valore filosofico che ormai erano divenute una vera esigenza sociale.Così Galilei si trovò a dover fornire alla sua scienza un sistema concettuale confortato e sostenuto da un complesso apparato retorico.Lo sforzo compiuto perfezionò le sue competenze di grande prosatore lucido e ironico.Il suo stile conferì valore e vantaggi al nuovo discorso scientifico.I destinatari della sua prosa scientifica erano tutti coloro forniti di buona cultura e interessati alla materia.Usò il tono conversevole,il codice settoriale per facilitare la partecipazione e la comprensione del lettore.Il suo modello linguistico intendeva conquistare e affascinare per chiarezza e linearità.Accanto all'indispensabile conio di nuovi termini scientifici comparvero voci e parole dell'artigianato e della comune quotidianità.La nuova terminologia galileiana assunse valenza specialistica.Galilei e la scienza progressista superarono con successo le sfide del tempo più per la buona retorica che per la stessa pur sensazionale razionalità.L'affermazione dello stile lineare di Galilei tipico e ormai definitivo,e tutt'ora vigente,della cultura scientifica,trova il suo fondamento nella scoperta del principio causale di eventi e fenomeni naturali.Molti furono i suoi collaboratori come Castelli(1578-1643)che condivise l'adozione del "volgare" per la divulgazione.E tanti discepoli ebbe come Torricelli(1608-1647)e Viviani(1622-1703).Essi fondarono "l'Accademia dell'Esperimento"(del Cimento)(Firenze,1657)il cui motto era,"Provando e riprovando".E aveva la regola della sperimentazione e della precisa misurazione.Seppero collaborare con la cultura scientifica europea:con la Royal Society(1660) e l'Accademie Des Sciences(1666).Con il crescente interesse per i popoli extraeuropei,conseguente alle scoperte geografiche,la cultura scientifica favorì il rinnovamento e la libertà intellettuale creando in tutto il continente quei presupposti che, 100 anni dopo,avrebbero favorito la nascita delle posizioni ideologiche dell'Illuminismo.
Galilei,metodo e discorso della conoscenza
Galilei(1564-1643)scelse di scrivere in volgare le sue opere divulgative.Castelli(1578-1643),prezioso collaboratore del grande scienziato,ne seguì l'esempio.Però all'estero e fra gli studiosi italiani vi era ancora disapprovazione.Poi le cose gradualmente cambiarono.Perché il concetto galileiano di "ipotesi teorica"come principio del procedimento scientifico di conoscenza del mondo fenomenico,che è stato la vera rivoluzione della scienza del '600,aveva portato alla necessità dell'uso del volgare e comunque di uno strumento espressivo che potesse con facilità raggiungere tutti.Per esempio in Francia c'era stato il lucidissimo francese di Descartes con il "Discours de la methode"(1637).Con Galileo lo scienziato seicentesco acquisiva uno strumento di indagine che consentiva di isolare porzioni del mondo fenomenico e di analizzarne dettagliatamente proprietà e composizione.Lo spazio,la natura così suddivisi potevano essere spiegati con leggi certe e avulse da teorizzazioni trascendenti.Scienziati e studiosi del Seicento,maturata la convinzione della relatività delle cose e non più turbati dall'inconoscibile,gradualmente si disposero a sistematizzare e riorganizzare le nuove conoscenze che nuova e meno ostile facevano apparire la natura dell'universo.Così valutati i rischi sovvertitrici di ogni nuova scoperta era indispensabile elaborare pure sistemi adeguati e più moderni di conoscenze che integrassero via via le scoperte stesse.Era infine di vitale importanza allestire un programma retorico e una letteratura capaci di illustrare con chiarezza ad ogni lettore gli argomenti in esame.E più ancora bisognava conquistare consensi alle nuove scoperte scientifiche e a quelle metodologie di studio dal grande valore filosofico che ormai erano divenute una vera esigenza sociale.Così Galilei si trovò a dover fornire alla sua scienza un sistema concettuale confortato e sostenuto da un complesso apparato retorico.Lo sforzo compiuto perfezionò le sue competenze di grande prosatore lucido e ironico.Il suo stile conferì valore e vantaggi al nuovo discorso scientifico.I destinatari della sua prosa scientifica erano tutti coloro forniti di buona cultura e interessati alla materia.Usò il tono conversevole,il codice settoriale per facilitare la partecipazione e la comprensione del lettore.Il suo modello linguistico intendeva conquistare e affascinare per chiarezza e linearità.Accanto all'indispensabile conio di nuovi termini scientifici comparvero voci e parole dell'artigianato e della comune quotidianità.La nuova terminologia galileiana assunse valenza specialistica.Galilei e la scienza progressista superarono con successo le sfide del tempo più per la buona retorica che per la stessa pur sensazionale razionalità.L'affermazione dello stile lineare di Galilei tipico e ormai definitivo,e tutt'ora vigente,della cultura scientifica,trova il suo fondamento nella scoperta del principio causale di eventi e fenomeni naturali.Molti furono i suoi collaboratori come Castelli(1578-1643)che condivise l'adozione del "volgare" per la divulgazione.E tanti discepoli ebbe come Torricelli(1608-1647)e Viviani(1622-1703).Essi fondarono "l'Accademia dell'Esperimento"(del Cimento)(Firenze,1657)il cui motto era,"Provando e riprovando".E aveva la regola della sperimentazione e della precisa misurazione.Seppero collaborare con la cultura scientifica europea:con la Royal Society(1660) e l'Accademie Des Sciences(1666).Con il crescente interesse per i popoli extraeuropei,conseguente alle scoperte geografiche,la cultura scientifica favorì il rinnovamento e la libertà intellettuale creando in tutto il continente quei presupposti che, 100 anni dopo,avrebbero favorito la nascita delle posizioni ideologiche dell'Illuminismo.