Creato da yannick75 il 23/05/2007

ANTIPIANGINA

Il mondo tragicomico degli intertristi

 

 

Cose Strane

Post n°216 pubblicato il 16 Febbraio 2009 da yannick75


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...e sul 2-1 per l'Inter (che sarà il risultato finale) c'è anche un calcio di rigore clamoroso non concesso a Pippo Inzaghi.


Come disse Mourinho poco più di una settimana fa "...intorno all'Inter succedono cose strane".

 
 
 

Cappuccetto Rosso

Post n°215 pubblicato il 09 Febbraio 2009 da yannick75

 

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Al termine dell'anticipo Lecce Inter 0-3, facendo riferimento a un episodio dubbio (peraltro non decisivo) su Ibrahimovic in area salentina, lo specialone ha denunciato il verificarsi di "cose strane" contro l'Inter.

In piena sintonia con la storica sindrome da accerchiamento, scritta nel DNA nerazzurro dal 1908, Mourinho si è ben calato nella recitina di cappuccetto rosso insidiato dal lupo cattivo.

Una sindrome alla quale i nerazzurri non riescono a rinunciare nemmeno quando falsano i campionati.

 
 
 

Trova le differenze...

Post n°214 pubblicato il 26 Gennaio 2009 da yannick75

 


J
uliano-Ronaldo, nel 98
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Bombardini-Zambrotta, ieri
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Soluzione dell'enigma: esiste una sola differenza.

Nel primo caso, non fu dato rigore...e tutti ricorderanno i piagnistei del mondo intertriste.

Nel secondo caso, è stato assegnato il calcio di rigore...e tutto il mondo intertriste ha parlato di regalone ai cugini rossoneri.

 

 
 
 

Squadra di ...

Post n°213 pubblicato il 24 Gennaio 2009 da yannick75

 

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«Il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perché non c’era nessuno. Il terzo all’ultimo minuto. Siete una squadra di...»
Josè Mourinho ai suoi giocatori durante l'intervallo di Atalanta Inter 3-1

Anche il tecnico nerazzurro conferma le vittorie di cartone post Farsopoli: più di così!!!

 

 

 
 
 

Risponde Christian Rocca

Post n°212 pubblicato il 15 Gennaio 2009 da yannick75
Foto di yannick75

...

l mantra degli inquisitori di Calciopoli: "La Giustizia Sportiva è diversa dalla Giustizia Ordinaria". Alla fine, siamo sicuri, rimarrà loro solo questo argomento. O forse neanche quello?
Sono due cose diverse, è vero. Ma, insisto, le sentenze della giustizia sportiva dimostrano che Moggi non ha alterato alcuna partita. Ci sono stati comportamenti sportivamente sleali, ex articolo 1 del codice, che certamente facevano anche gli altri, ma che era giusto punire. Ma per nessuno di questi comportamenti era prevista la retrocessione e la revoca degli scudetti. L’ha detto allora anche Piero Sandulli, l’autore della sentenza di condanna: “Non ci sono illeciti, il campionato non è stato falsato, era tutto regolare, l’unico dubbio riguarda la partita Lecce-Parma”. E qualche giorno fa ha ribadito il concetto, specificando che l’illecito per cui è stata condannata la Juventus “non esisteva, era una falla del sistema giuridico, è stato da noi introdotto”. I giudici non devono introdurre niente, devono valutare i fatti e applicare le leggi. Non è stato così.

Nel caso in cui anche a Napoli cadano le accuse di associazione a delinquere cosa dovrebbe fare la Juventus che è anche una S.p.A quotata in borsa?
Dovrebbe fare quello che non ha fatto quando sono state lanciate le accuse: difendersi.

...

L'intervista completa è qui.

 
 
 

                     VIOLENZA   PRIVATA  ?

Post n°211 pubblicato il 12 Gennaio 2009 da yannick75

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(AGM-DS) - 12/01/2009 15.03.32 - (AGM-DS) - Milano, 12 gennaio - Ormai e` insanabile la frattura tra Mourinho e Balotelli: ‘Mario non giochera` fino alla chiusura del mercato’. Il tecnico portoghese e` infuriato con il giocatore e il suo procuratore per l’atteggiamento delle ultime settimane. Il giovane attaccante vuole andare via, subito e magari in prestito. Il tecnico portoghese non ha esitato a escluderlo dai convocati per la partita di domani contro il Genoa in Coppa Italia. ‘Niente e` cambiato: non il modo di lavorare di Balotelli, non il suo atteggiamento'.

 
 
 

                          ASSOLTI I MOGGI

Post n°210 pubblicato il 09 Gennaio 2009 da yannick75

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Luciano Moggi e suo figlio Alessandro sono stati assolti dalla decima sezione del Tribunale di Roma. Sì, lo so. I giornali e i telegiornali hanno titolato che i due sono stati condannati. Tecnicamente è vero: al processo contro la Gea, la società che gestiva procure e contratti di molti calciatori, i due Moggi sono stati condannati per minacce private. L’accusa, però, era di associazione a delinquere. L’intera mostrificazione di Luciano Moggi, portata in tribunale dal pubblico ministero Luca Palamara, si basava sul fatto che la Gea fosse un’associazione a delinquere di cui Moggi si serviva per controllare il mercato del calcio.
Bene. La sentenza del Tribunale ha demolito quell’accusa e ha assolto tutti gli imputati, a cominciare dall’amministratore delegato della Gea, Franco Zavaglia, fino al figlio di Marcello Lippi. Ricordate, no? I giustizialisti del bar dello sport, per questa cosa, avrebbero voluto cacciare Lippi dalla guida della Nazionale che poi, con una squadra messa su da Luciano Moggi, ha vinto i campionati mondiali di Germania.
La Gea, dunque, non controllava illegalmente il mercato e la tesi dell’accusa non stava in piedi, se non in una puntata del “Processo del lunedì” che, peraltro, anche a causa di questa accusa sbriciolata da un tribunale serio, è stato cancellato da La7. I Moggi però sono stati ugualmente condannati per aver minacciato privatamente due calciatori a testa. Una tesi, nel caso di Luciano, ancora più ridicola dell’accusa di essere il capo della mafia, ma i giudici che hanno fatto a pezzi l’ipotesi accusatoria dovevano pur concedere qualcosa al pm Luca Palamara (che è pur sempre il presidente dell’Associazione nazionale dei magistrati). La cosa, vedrete, sarà cancellata in Appello, perché la condanna a Luciano Moggi per aver minacciato Nick Amoruso e Manuele Blasi è così paradossale che se oggi io chiedessi al mio direttore un aumento dello stipendio e lui mi dicesse “scordatelo, ti mando al Riformista” potrei farlo condannare per violenza privata. Moggi, infatti, è stato condannato per non aver ceduto alle richieste di uno che non giocava e di un altro che era appena uscito da una lunga squalifica. Invece che sborsare soldi per due giocatori inutili, li ha venduti a un’altra squadra. Ci fosse ancora la Juventus di una volta, l’aumento di stipendio l’avrebbero dato a Moggi.

fonte: Camillo di Christian Rocca

 
 
 

                                Siena 1  -  Inter 2

Post n°209 pubblicato il 22 Dicembre 2008 da yannick75

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Sequenza immagini del goal vittoria di Maicon


A tutti i lettori auguro Buon Natale e Felice 2009...e che Santa Claus porti anche a voi un bel regalone.

 
 
 

                              Werder Bremen

Post n°208 pubblicato il 11 Dicembre 2008 da yannick75

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Dopo Anorthosis e Panathinaikos, ennesima figuraccia europea anche contro i non irresistibili bianco-verdi di Bremen. In Germania finisce 2-1 per i tedeschi.

In un girone tra i più ridicoli che la storia della Champions ricordi, i nerazzurri si qualificano con il secondo posto e grazie ai risultati delle altre partite.

 
 
 

                                  Bidone d'Oro

Post n°207 pubblicato il 09 Dicembre 2008 da yannick75

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(ANSA) - ROMA, 8 DIC - Il Bidone d'Oro parla ancora nerazzurro: dopo la doppietta di Adriano nel 2006 e 2007 e' Ricardo Quaresma il 'trionfatore' di quest'anno.

 
 
 

IL GIOCO DELLE 3 CARTE

 

LIPPI SU FARSOPOLI...E NON SOLO

 

L'ARITMETICA NEROBLÙ

Max Pisu: "Ah, 1+1=3? Beh, come per gli scudetti. Evidentemente, visto che la formula è andata bene in campionato ora ci provano pure in Coppa Campioni! Ormai l'Inter è diventata antipatica a mezza Italia. Però la Juve era antipatica per ciò che si guadagnava, non per ciò che le veniva regalato".

 

 

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IL TERZO INCOMODO

Premio
Memorial Bardelli 2006
nella lotta al
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In fondo questo libro non contiene segreti: gli addetti ai lavori, siano essi giornalisti, procuratori, dirigenti, calciatori, allenatori, massaggiatori o capipopolo sanno, nella sostanza, tutto. Sanno ma non parlano. Perciò diventano necessarie figure quali Ferruccio Mazzola, che finalmente decidono, di raccontare le loro esperienze. Ferruccio Mazzola parla, ma non è la rabbia a spingere il suo racconto, né il desiderio di vendetta nei confronti di Tizio o Caio. Non cerca condanne ma vuole, piuttosto aiutare a capire: in particolare i giovani che si avvicinano allo sport, quei genitori che spingono i loro figli a fare sempre meglio, magari anche dopandosi: tanto chissenefrega, vorrai mica che mio figlio ci resti secco come quel calciatore... E perché no? Doping e calcioscommesse, partite combinate e morti senza un perché: un filo spesso come una fune e maleodorante come il denaro lega atteggiamenti, misfatti e vicende di un mondo che, come sostiene Gianni Rivera: "Il calcio non è né pulito né sporco, ma come tutto il resto".

Metà anni Sessanta. I pareri sono unanimi. Il vero erede del grande Valentino Mazzola non è Sandro, peraltro campione già affermato dell'Inter di Herrera, ma Ferruccio, che del padre ha ereditato fisico, tecnica, schiettezza. Ferruccio però non esploderà mai. Colpa della sfortuna? Del suo carattere franco? Oppure di altri fattori? La risposta è in questa biografia, che rivela tanti retroscena: intorno alla vicenda di un campione definito "difficile", sull'ambiente del calcio e delle sue pratiche, sulle realtà personali e famigliari della dinastia Mazzola.
Ferruccio n
on ha mai cambiato carattere né vita. Non baratterebbe la propria dignità con nessuna cosa al mondo. E di questo può andare fiero!

 

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La vera storia della Repubblica Democratica Tedesca attraverso le persecuzioni della Stasi.
Un thriller intenso e coinvolgente premiato con l'Oscar per il Miglior Film Straniero

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Questi gli strumenti utilizzati, attraverso i propri agenti funzionari, da un sistema governativo votato alla causa comunista.

Metodi di "sorveglianza illecita" utilizzati dispoticamente fino a 25 anni fa, in una realtà dove non solo si era privi della propria ONESTA LIBERTA', ma, se non votati alla causa dei compagni, si era addirittura vittime di manipolazioni nonchè di ingiuste calunnie e diffamazioni.

Un mondo amaro e difficile, un mondo assurdo, un mondo privo di dignità.
Un mondo tristemente tornato attuale nel calcio italiano del XXI secolo, dove il rosso della Stasi ha assunto i colori nerazzurri.

 

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