L'Italia ha faticosamente voltato pagina e la maggioranza degli Italiani, piaccia o no, ha rescisso il contratto con la controparte inadempiente, licenziando, con giusta causa, un dipendente interinale che pensava di essere padrone e signore. In un Paese normale chi vince le elezioni governa e chi perde va all'opposizione, ma forse in questo Paese di "normale" c'è solo l'arroganza di qualcuno che dovrebbe capire che "non sempre si può vincere, bisogna anche saper perdere".E proprio chi ha scritto le nuove regole del gioco, adesso contesta il risultato della partita e chiede la verifica scrupolosa dei conteggi, un comportamento in linea con lo spauracchio dei paventati brogli elettorali agitato nelle ore precedenti al voto. Un certo signor qualcuno con blandizie varie ha cercato di irretire il Popolo Sovrano per renderlo ancora e sempre più bue e quando già pensava di essere nuovamente in sella, è stato penosamente disarcionato dalla variabile delle "valigie di cartone". Per la legge del contrappasso e per ironia della sorte, il voto degli Italiani all'estero, ha fatto pendere l'ago della bilancia verso quella coalizione che ha dimostrato di non essere xenofoba e razzista, ma partecipe e solidale con gli emigranti di ogni latitudine e colore.Il compito che attende Prodi & C. è quanto mai improbo, sperando che la loro non sia una vittoria di Pirro è bene tener presente che è uscita dalle urne e come tale deve essere rispettata, così come merita il massimo rispetto l'altra metà del Paese che ha votato diversamente. Ripristinare la legalità e lo Stato di diritto, correggere i conti pubblici, uscire dalla sindrome della crescita zero, combattere l'evasione fiscale, ridare fiducia ad uno Stato che un mandriano senza scrupoli ha sempre usato pro domo sua, restituire la dignità ad una Nazione che con il voto della domenica delle Palme ha "giubilato" un omuncolo che ha pensato di essere anche "unto" invincibile e intoccabile. Una servile e ossequiosa compagnia di giro grazie a più di una "porcata" negli ultimi cinque anni ha spaccato questo glorioso Paese in due, trasformandolo in una macchiettistica "Berluskonistan" la farsa di un'Italietta, in cui boutades, lifting e demagogia hanno costruito l'involuto castello delle plurimae leges ad personam."Ei fu. Siccome ignobile, musa del gran raggiro,perì dentro le regole nel mezzo del suo delirio".Ecco, le regole, bisogna applicare o ripristinare proprio quelle norme alle quali i "berluscloni" erano e sono allergici, è necessario spazzare via il degrado morale di chi ostentando una invereconda ricchezza, ha impoverito prima le Istituzioni che indegnamente ha rappresentato e poi, da perfetto classista, ha deriso e denigrato fino a coglionare, oltre al ceto meno abbiente e medio, anche chi aveva da tempo già deciso di "dimenticare Silvio". Dopo il trionfo dell'arroganza, dell'impudenza, della volgarità, dell'ignoranza e del malaffare, è la volta di una comprensibile, pacata e composta soddisfazione per una vittoria elettorale attesa e sperata ma forse non tale da eliminare alla radice quel marciume che ha minato profondamente il sistema Paese. Lasciano purtroppo un Paese lacerato, diviso, ma non certo ingovernabile e si mostrano perfino contenti per aver scientemente prodotto una "porcata" che al Senato li salva dal meritato tracollo e impedisce all'Unione di bissare la meritata e schiacciante vittoria della Camera dei Deputati.Ci vorrebbe veramente un altro gran "Tessitore" ma di Cavour in giro non ce ne sono, in compenso bazzicano tanti don Camillo che non sanno cosa sia la lacità dello Stato. Impegnati come sono a non scontentare nessuno, spero tanto che non facciano la fine del "re tentenna" e restituiscano al Popolo Sovrano la gioia e la dignità di dirsi e sentirsi pienamente Italiano senza più il fantasma "di antiche colpe e remissioni".
E' LA DEMOCRAZIA, BELLEZZA!
L'Italia ha faticosamente voltato pagina e la maggioranza degli Italiani, piaccia o no, ha rescisso il contratto con la controparte inadempiente, licenziando, con giusta causa, un dipendente interinale che pensava di essere padrone e signore. In un Paese normale chi vince le elezioni governa e chi perde va all'opposizione, ma forse in questo Paese di "normale" c'è solo l'arroganza di qualcuno che dovrebbe capire che "non sempre si può vincere, bisogna anche saper perdere".E proprio chi ha scritto le nuove regole del gioco, adesso contesta il risultato della partita e chiede la verifica scrupolosa dei conteggi, un comportamento in linea con lo spauracchio dei paventati brogli elettorali agitato nelle ore precedenti al voto. Un certo signor qualcuno con blandizie varie ha cercato di irretire il Popolo Sovrano per renderlo ancora e sempre più bue e quando già pensava di essere nuovamente in sella, è stato penosamente disarcionato dalla variabile delle "valigie di cartone". Per la legge del contrappasso e per ironia della sorte, il voto degli Italiani all'estero, ha fatto pendere l'ago della bilancia verso quella coalizione che ha dimostrato di non essere xenofoba e razzista, ma partecipe e solidale con gli emigranti di ogni latitudine e colore.Il compito che attende Prodi & C. è quanto mai improbo, sperando che la loro non sia una vittoria di Pirro è bene tener presente che è uscita dalle urne e come tale deve essere rispettata, così come merita il massimo rispetto l'altra metà del Paese che ha votato diversamente. Ripristinare la legalità e lo Stato di diritto, correggere i conti pubblici, uscire dalla sindrome della crescita zero, combattere l'evasione fiscale, ridare fiducia ad uno Stato che un mandriano senza scrupoli ha sempre usato pro domo sua, restituire la dignità ad una Nazione che con il voto della domenica delle Palme ha "giubilato" un omuncolo che ha pensato di essere anche "unto" invincibile e intoccabile. Una servile e ossequiosa compagnia di giro grazie a più di una "porcata" negli ultimi cinque anni ha spaccato questo glorioso Paese in due, trasformandolo in una macchiettistica "Berluskonistan" la farsa di un'Italietta, in cui boutades, lifting e demagogia hanno costruito l'involuto castello delle plurimae leges ad personam."Ei fu. Siccome ignobile, musa del gran raggiro,perì dentro le regole nel mezzo del suo delirio".Ecco, le regole, bisogna applicare o ripristinare proprio quelle norme alle quali i "berluscloni" erano e sono allergici, è necessario spazzare via il degrado morale di chi ostentando una invereconda ricchezza, ha impoverito prima le Istituzioni che indegnamente ha rappresentato e poi, da perfetto classista, ha deriso e denigrato fino a coglionare, oltre al ceto meno abbiente e medio, anche chi aveva da tempo già deciso di "dimenticare Silvio". Dopo il trionfo dell'arroganza, dell'impudenza, della volgarità, dell'ignoranza e del malaffare, è la volta di una comprensibile, pacata e composta soddisfazione per una vittoria elettorale attesa e sperata ma forse non tale da eliminare alla radice quel marciume che ha minato profondamente il sistema Paese. Lasciano purtroppo un Paese lacerato, diviso, ma non certo ingovernabile e si mostrano perfino contenti per aver scientemente prodotto una "porcata" che al Senato li salva dal meritato tracollo e impedisce all'Unione di bissare la meritata e schiacciante vittoria della Camera dei Deputati.Ci vorrebbe veramente un altro gran "Tessitore" ma di Cavour in giro non ce ne sono, in compenso bazzicano tanti don Camillo che non sanno cosa sia la lacità dello Stato. Impegnati come sono a non scontentare nessuno, spero tanto che non facciano la fine del "re tentenna" e restituiscano al Popolo Sovrano la gioia e la dignità di dirsi e sentirsi pienamente Italiano senza più il fantasma "di antiche colpe e remissioni".