Assistendo da spettatore quasi disinteressato al muro contro muro che oppone i guelfi e i ghibellini del terzo millennio e al gioco al massacro che una certa politica intrisa di gretto affarismo sta con protervia perseguendo, non posso non manifestare il mio (inutile) risentimento per l'ennesimo tentativo che si sta facendo per santificare un soggetto politico che meriterebbe un ben altra e giusta "traversata del deserto".Uscito dalla porta con tutti gli onori, ora vorrebbero farlo rientrare in pompa magna dalla finestra e insediarlo sul colle più alto per regalarci oltre al danno anche la beffa.Indignarsi per una simile farsa prospettata dal cantore più servile delle gesta di un sedicente statista che non merita di essere neanche menzionato, è il minimo che si possa fare. Dopo aver magnificamente legiferato pro domo sua, dopo averci regalato tante di quelle porcate da trasformare questo Paese in un verminaio, ora vorrebbe garantirsi un futuro in cui l'impunità che si "deve" alle più alte sfere elimini "de facto" i chiacchierati trascorsi di un parvenu che continua, forte delle "sue inindagabili ricchezze" a tessere una trama quasi eversiva per, finalmente, corazzarsi vita natural durante. Non gli basta aver spaccato questo Paese in due o in tre, no ora c'è anche chi lo vedrebbe bene come garante dell'Unità Nazionale, roba che porterebbe anche il più dissociato degli schizofrenici a condannare questa straordinaria manifestazione di pura follia.Impresentabile fra gli impresentabili, per non essere travolto dal peso dei suoi carichi pendenti, è felicissimo di continuare a pendere come una spada di Damocle sui Destini di una Nazione a rischio d'insolvenza morale e materiale.Un politico pericoloso conflittualmente impelagato in molteplici e redditizi interessi e con una storia giudiziaria da far tremare i polsi, non va certo per il sottile ed è disposto a tutto pur di salvarsi il deretano e il parco mondo nel quale si balocca come un bizzoso bambino impertinente che non vuol saperne di finire dietro la lavagna.A scorrere il catalogo delle nefandezze dell'innominato c'è da restare allibiti e più ancora uno si chiede con quale faccia e perché (sic) questo presunto verginello continui a condizionare la vita della "Res Publica"."Un'amnistia (bugie sulla P2); sei prescrizioni (due per corruzione giudiziaria nei casi Mondatori e Squillante; quattro per falso in bilancio tutte provocate dalla sua "riforma" dei reati societari); un reato depenalizzato da lui stesso (falso in bilancio All Iberian); un processo abolito per legge (l'appello Sme-Ariosto), due processi in corso (diritti Mediaset in udienza preliminare per falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita; corruzione e concorso in falsa testimonianza di David Mills, indagine appena conclusa). E' imputato anche in Spagna per falso in bilancio e violazione dell'antitrust nell'affare Telecinco."Evidentemente tutto questo basta e avanza, perché un suo manutengolo prenoti per lui la poltrona sul colle più alto. Fantapolitica l'hanno sbrigativamente chiamata, a me sembra l'attuazione di un disegno lungamente perseguito che diede occasione al buon Giovanni Raboni di scrivere e di profetare: "Nel trionfo del malaffare...chiunque può vedere pregiudicati e delinquenti d'ogni risma e colore mettere sull'attenti compunti picchetti d'onore".
IL TRIONFO DEL MALAFFARE
Assistendo da spettatore quasi disinteressato al muro contro muro che oppone i guelfi e i ghibellini del terzo millennio e al gioco al massacro che una certa politica intrisa di gretto affarismo sta con protervia perseguendo, non posso non manifestare il mio (inutile) risentimento per l'ennesimo tentativo che si sta facendo per santificare un soggetto politico che meriterebbe un ben altra e giusta "traversata del deserto".Uscito dalla porta con tutti gli onori, ora vorrebbero farlo rientrare in pompa magna dalla finestra e insediarlo sul colle più alto per regalarci oltre al danno anche la beffa.Indignarsi per una simile farsa prospettata dal cantore più servile delle gesta di un sedicente statista che non merita di essere neanche menzionato, è il minimo che si possa fare. Dopo aver magnificamente legiferato pro domo sua, dopo averci regalato tante di quelle porcate da trasformare questo Paese in un verminaio, ora vorrebbe garantirsi un futuro in cui l'impunità che si "deve" alle più alte sfere elimini "de facto" i chiacchierati trascorsi di un parvenu che continua, forte delle "sue inindagabili ricchezze" a tessere una trama quasi eversiva per, finalmente, corazzarsi vita natural durante. Non gli basta aver spaccato questo Paese in due o in tre, no ora c'è anche chi lo vedrebbe bene come garante dell'Unità Nazionale, roba che porterebbe anche il più dissociato degli schizofrenici a condannare questa straordinaria manifestazione di pura follia.Impresentabile fra gli impresentabili, per non essere travolto dal peso dei suoi carichi pendenti, è felicissimo di continuare a pendere come una spada di Damocle sui Destini di una Nazione a rischio d'insolvenza morale e materiale.Un politico pericoloso conflittualmente impelagato in molteplici e redditizi interessi e con una storia giudiziaria da far tremare i polsi, non va certo per il sottile ed è disposto a tutto pur di salvarsi il deretano e il parco mondo nel quale si balocca come un bizzoso bambino impertinente che non vuol saperne di finire dietro la lavagna.A scorrere il catalogo delle nefandezze dell'innominato c'è da restare allibiti e più ancora uno si chiede con quale faccia e perché (sic) questo presunto verginello continui a condizionare la vita della "Res Publica"."Un'amnistia (bugie sulla P2); sei prescrizioni (due per corruzione giudiziaria nei casi Mondatori e Squillante; quattro per falso in bilancio tutte provocate dalla sua "riforma" dei reati societari); un reato depenalizzato da lui stesso (falso in bilancio All Iberian); un processo abolito per legge (l'appello Sme-Ariosto), due processi in corso (diritti Mediaset in udienza preliminare per falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita; corruzione e concorso in falsa testimonianza di David Mills, indagine appena conclusa). E' imputato anche in Spagna per falso in bilancio e violazione dell'antitrust nell'affare Telecinco."Evidentemente tutto questo basta e avanza, perché un suo manutengolo prenoti per lui la poltrona sul colle più alto. Fantapolitica l'hanno sbrigativamente chiamata, a me sembra l'attuazione di un disegno lungamente perseguito che diede occasione al buon Giovanni Raboni di scrivere e di profetare: "Nel trionfo del malaffare...chiunque può vedere pregiudicati e delinquenti d'ogni risma e colore mettere sull'attenti compunti picchetti d'onore".