Dopo due giorni di pioggia, finalmente qualche sprazzo di sole, l'ideale per concedersi una bella scarpinata lungo i sentieri di campagna, in questo periodo più verde e profumata che mai. Il modo migliore per mandare letteralmente al diavolo il candidato "Belzebù" insieme a tutta la gerontocrazia della Camera Alta che in queste ultime ore si sono comportati come gli alunni più discoli e capricciosi del più rissoso asilo infantile. Con un minimo di senso "civico" avevo iniziato ad assistere ai primi vagiti della XV legislatura, poi l'interesse è andato scemando dinanzi all'ostruzionismo di una destra arrogante cresciuta a immagine e somiglianza del suo oscuro demiurgo e di una sinistra per niente omogenea, poco coerente e incapace di esprimersi unitariamente col rischio finanche di rompere il giocattolo.Mettere in campo una cariatide del calibro del "divo Giulio" per scombinare le carte dei democristiani dell'altra sponda, è stata indubbiamente un'abile quanto infida mossa che solo un doroteo come Pierfurby poteva permettersi, con l'avallo si intende del suo innominabile mentore e signore. Tra reciproche delegittimazioni, ostruzionismi, accuse di faziosità, travasi di bile e franchi tiratori, alla fine hanno finalmente deciso di eleggere l'ex sindacalista nato cislino e cresciuto democristiano, ponendo così fine ad una farsa che aveva ben poco di edificante. E' la normale dialettica democratica si direbbe, ma se così fosse stato non si spiegherebbe il modo col quale la fu maggioranza ha posto in essere tutta una serie di esasperanti cavilli procedurali per ritardare quanto più possibile l'elezione della seconda carica istituzionale e mettere in ulteriore disagio la già precaria tenuta della risicata maggioranza. Si sapeva che l'orso avrebbe venduto cara la pelle, ma non che avrebbe messo sul mercato anche quella di chi orso non è.Con tutta l'attenzione concentrata su Palazzo Madama, è passata quasi inosservata l'elezione di un altro ex sindacalista (comunista!) alla presidenza di Montecitorio.I nuovi Presidenti di Camera e Senato, nel discorso di investitura hanno doverosamente ricordato i militari italiani morti nell'ultimo attentato a Nassiriya. Fa male sapere che sono stati vittime di un attentato rivendicato da un'organizzazione integralista irachena che considera il contingente italiano alla stregua di un qualsiasi altro esercito di occupazione da combattere e da rimandare fuori dai propri confini. Checchè ne dicano certi pseudo statisti profondamente arroganti e falsamente democratici che si ostinano a farsi passare per ipocriti pacificatori.Fa ancora più male sapere che sono morti per l'insipienza di qualcuno che avrebbe dovuto dotarli di mezzi di difesa adatti a fronteggiare le prevedibili offese e che moralmente dovrebbe sentirsi responsabile della loro morte.I blindati su cui viaggiavano non erano sufficientemente corazzati, quelle scatole di latta in cui sono morti (gli stessi militari li chiamano "scarafoni") sono facilmente perforabili dalle trappole esplosive interrate, il cui effetto dirompente al passaggio dell'automezzo preso di mira, scatena all'interno dello "scarafone" un vero e proprio inferno dal quale come purtroppo si è visto, è impossibile uscire vivi. Oggi pomeriggio sono ritornati in Patria in tre bare avvolte nel Tricolore, le note del "silenzio" di ordinanza hanno segnato l'inizio di una Legislatura che non si apre purtroppo sotto i migliori auspici.
FASTI E NEFASTI
Dopo due giorni di pioggia, finalmente qualche sprazzo di sole, l'ideale per concedersi una bella scarpinata lungo i sentieri di campagna, in questo periodo più verde e profumata che mai. Il modo migliore per mandare letteralmente al diavolo il candidato "Belzebù" insieme a tutta la gerontocrazia della Camera Alta che in queste ultime ore si sono comportati come gli alunni più discoli e capricciosi del più rissoso asilo infantile. Con un minimo di senso "civico" avevo iniziato ad assistere ai primi vagiti della XV legislatura, poi l'interesse è andato scemando dinanzi all'ostruzionismo di una destra arrogante cresciuta a immagine e somiglianza del suo oscuro demiurgo e di una sinistra per niente omogenea, poco coerente e incapace di esprimersi unitariamente col rischio finanche di rompere il giocattolo.Mettere in campo una cariatide del calibro del "divo Giulio" per scombinare le carte dei democristiani dell'altra sponda, è stata indubbiamente un'abile quanto infida mossa che solo un doroteo come Pierfurby poteva permettersi, con l'avallo si intende del suo innominabile mentore e signore. Tra reciproche delegittimazioni, ostruzionismi, accuse di faziosità, travasi di bile e franchi tiratori, alla fine hanno finalmente deciso di eleggere l'ex sindacalista nato cislino e cresciuto democristiano, ponendo così fine ad una farsa che aveva ben poco di edificante. E' la normale dialettica democratica si direbbe, ma se così fosse stato non si spiegherebbe il modo col quale la fu maggioranza ha posto in essere tutta una serie di esasperanti cavilli procedurali per ritardare quanto più possibile l'elezione della seconda carica istituzionale e mettere in ulteriore disagio la già precaria tenuta della risicata maggioranza. Si sapeva che l'orso avrebbe venduto cara la pelle, ma non che avrebbe messo sul mercato anche quella di chi orso non è.Con tutta l'attenzione concentrata su Palazzo Madama, è passata quasi inosservata l'elezione di un altro ex sindacalista (comunista!) alla presidenza di Montecitorio.I nuovi Presidenti di Camera e Senato, nel discorso di investitura hanno doverosamente ricordato i militari italiani morti nell'ultimo attentato a Nassiriya. Fa male sapere che sono stati vittime di un attentato rivendicato da un'organizzazione integralista irachena che considera il contingente italiano alla stregua di un qualsiasi altro esercito di occupazione da combattere e da rimandare fuori dai propri confini. Checchè ne dicano certi pseudo statisti profondamente arroganti e falsamente democratici che si ostinano a farsi passare per ipocriti pacificatori.Fa ancora più male sapere che sono morti per l'insipienza di qualcuno che avrebbe dovuto dotarli di mezzi di difesa adatti a fronteggiare le prevedibili offese e che moralmente dovrebbe sentirsi responsabile della loro morte.I blindati su cui viaggiavano non erano sufficientemente corazzati, quelle scatole di latta in cui sono morti (gli stessi militari li chiamano "scarafoni") sono facilmente perforabili dalle trappole esplosive interrate, il cui effetto dirompente al passaggio dell'automezzo preso di mira, scatena all'interno dello "scarafone" un vero e proprio inferno dal quale come purtroppo si è visto, è impossibile uscire vivi. Oggi pomeriggio sono ritornati in Patria in tre bare avvolte nel Tricolore, le note del "silenzio" di ordinanza hanno segnato l'inizio di una Legislatura che non si apre purtroppo sotto i migliori auspici.