Era da tanto che non venivo qui, vicino al mio mare.Un conto è vederlo profilarsi all'orizzonte e indovinarne il moto, ben altra emozione suscita il sentirne la risacca nel cuore e ascoltare le onde frangersi fra i pensieri screpolati dal sale.C'è un po' di vento, il profumo si fa più intenso, inevitabile nasce il desiderio di spingersi al di là del cielo per trovare ancora la voglia di amare e diradare quel velo oltre al quale appena traspare la fioca luce delle stelle che illumina un frammento di te.Notte senza luna, la mia vita di buio si copre e riapre una ferita che nessuna mano ha curato, l'angoscia mi prende e con violenza fra gli scogli mi scuote il ricordo del mio passato.Mi rifugio negli anfratti di un sogno, fra le falesie a picco sul mare, per non cadere alla tua mano mi aggrappo, ma lo stesso precipito perché tu, ridendo, mi lasci andare. Al mio mare racconto di te e di questo mio sogno ricorrente che incubo diviene quando chiudo gli occhi per non vedere il giorno del nostro addio.Con fatica trascorro i miei giorni e la sera logora giunge a piegare i fogli di un calendario ingiallito di un anno bisesto, quello che ti portò via nel silenzio del vento. Faccio l'appello degli amici di ieri, i più cari e sinceri; chiamo a raccolta le speranze e le illusioni di un Amore ormai rancore e mi accorgo di sopravvivere solo per riempire di ricordi i miei giorni senza tempo.Assaporo gli istanti che sanno di sale e l'egoismo stanotte brucia il mio mare; sordo a tutti i richiami, chiudo gli occhi per non vedere, mi arrocco per difendermi quasi da me stesso e dalla paura di riconoscere che finora non ho fatto altro che vivere a immagine di quella follia che tutto sommerge e placa.
AL MIO MARE
Era da tanto che non venivo qui, vicino al mio mare.Un conto è vederlo profilarsi all'orizzonte e indovinarne il moto, ben altra emozione suscita il sentirne la risacca nel cuore e ascoltare le onde frangersi fra i pensieri screpolati dal sale.C'è un po' di vento, il profumo si fa più intenso, inevitabile nasce il desiderio di spingersi al di là del cielo per trovare ancora la voglia di amare e diradare quel velo oltre al quale appena traspare la fioca luce delle stelle che illumina un frammento di te.Notte senza luna, la mia vita di buio si copre e riapre una ferita che nessuna mano ha curato, l'angoscia mi prende e con violenza fra gli scogli mi scuote il ricordo del mio passato.Mi rifugio negli anfratti di un sogno, fra le falesie a picco sul mare, per non cadere alla tua mano mi aggrappo, ma lo stesso precipito perché tu, ridendo, mi lasci andare. Al mio mare racconto di te e di questo mio sogno ricorrente che incubo diviene quando chiudo gli occhi per non vedere il giorno del nostro addio.Con fatica trascorro i miei giorni e la sera logora giunge a piegare i fogli di un calendario ingiallito di un anno bisesto, quello che ti portò via nel silenzio del vento. Faccio l'appello degli amici di ieri, i più cari e sinceri; chiamo a raccolta le speranze e le illusioni di un Amore ormai rancore e mi accorgo di sopravvivere solo per riempire di ricordi i miei giorni senza tempo.Assaporo gli istanti che sanno di sale e l'egoismo stanotte brucia il mio mare; sordo a tutti i richiami, chiudo gli occhi per non vedere, mi arrocco per difendermi quasi da me stesso e dalla paura di riconoscere che finora non ho fatto altro che vivere a immagine di quella follia che tutto sommerge e placa.