Fioriscono le rose e le nuvole, si prepara un altro cielo di pioggia e io che domani pensavo di andarmene al mare dovrò inventarmi qualcosa di diverso per non sprecare un giorno di riposo. Rileggerò qualcosa, magari qualche pagina de "I Buddenbrook" il romanzo scritto da Thomas Mann che, ho saputo essere lo scrittore preferito dal nuovo Presidente della Repubblica.Il senatore a vita Giorgio Napolitano sarà il prossimo inquilino del Quirinale, l'undicesimo Capo dello Stato a dispetto dei suoi 81 anni svolgerà al meglio le funzioni che l'alto incarico istituzionale richiede. Certo avrei visto con favore l'elezione di qualcun altro, di certo più giovane e più avvezzo a districarsi fra i marosi di una politica che un certo caimano non perde occasione di trasformare in palude, ma che "il migliorista" saprà certo bonificare con il suo essere super partes. D'altronde la sua storia è lì a dimostrare una dirittura morale e intellettuale che gli permetterà di essere il rigoroso garante dell'Unità Nazionale e il fedele custode della Costituzione, nell'interesse del Paese e delle sue Istituzioni.Una certa somiglianza fisica lo avvicina a Umberto II di Savoia e il anche il fatto che sia stato eletto nel mese delle rose lo accomuna a quel "re di maggio" che un referendum popolare costrinse all'esilio. Un comunista per quanto post, ora si appresta a risiedere nel palazzo che fu di quel re e, non dimentichiamolo, di quei Papi la cui ombra si allunga Oltretevere per condizionare le scelte di un popolo che vorrebbe non essere suddito di nessuno.Il solito Silvio ha parlato di "occupazione sistematica del potere da parte della sinistra". Farebbe bene a rassegnarsi: per i prossimi sette anni avremo un Presidente il cui passato non ha certo bisogno di essere sdoganato per guadagnarsi la stima di qualcuno che deve ancora imparare il bello della democrazia e il senso dello Stato.Il romanzo di cui sopra porta come sottotitolo "Decadenza di una famiglia" e in sintesi descrive la storia della borghesia tedesca del XIX secolo alle prese col risveglio della classe popolare e di un sentimento spirituale che avrà nell'arte e nella poesia, gli strumenti che finiranno per minare le basi su cui si fondava un certo concetto di classe. Qui da noi invece, a dispetto del Tempo che ha sconfitto le ideologie, un "borghese nano nano" si ostina ancora a voler restaurare "l'ancien régime" e a gridare "al lupo, al lupo" se la Storia, cancellando il "fattore K" ha permesso perfino a chi è nato comunista di diventare Presidente della Repubblica Italiana".
L'UNDICESIMO E' IL MIGLIORISTA
Fioriscono le rose e le nuvole, si prepara un altro cielo di pioggia e io che domani pensavo di andarmene al mare dovrò inventarmi qualcosa di diverso per non sprecare un giorno di riposo. Rileggerò qualcosa, magari qualche pagina de "I Buddenbrook" il romanzo scritto da Thomas Mann che, ho saputo essere lo scrittore preferito dal nuovo Presidente della Repubblica.Il senatore a vita Giorgio Napolitano sarà il prossimo inquilino del Quirinale, l'undicesimo Capo dello Stato a dispetto dei suoi 81 anni svolgerà al meglio le funzioni che l'alto incarico istituzionale richiede. Certo avrei visto con favore l'elezione di qualcun altro, di certo più giovane e più avvezzo a districarsi fra i marosi di una politica che un certo caimano non perde occasione di trasformare in palude, ma che "il migliorista" saprà certo bonificare con il suo essere super partes. D'altronde la sua storia è lì a dimostrare una dirittura morale e intellettuale che gli permetterà di essere il rigoroso garante dell'Unità Nazionale e il fedele custode della Costituzione, nell'interesse del Paese e delle sue Istituzioni.Una certa somiglianza fisica lo avvicina a Umberto II di Savoia e il anche il fatto che sia stato eletto nel mese delle rose lo accomuna a quel "re di maggio" che un referendum popolare costrinse all'esilio. Un comunista per quanto post, ora si appresta a risiedere nel palazzo che fu di quel re e, non dimentichiamolo, di quei Papi la cui ombra si allunga Oltretevere per condizionare le scelte di un popolo che vorrebbe non essere suddito di nessuno.Il solito Silvio ha parlato di "occupazione sistematica del potere da parte della sinistra". Farebbe bene a rassegnarsi: per i prossimi sette anni avremo un Presidente il cui passato non ha certo bisogno di essere sdoganato per guadagnarsi la stima di qualcuno che deve ancora imparare il bello della democrazia e il senso dello Stato.Il romanzo di cui sopra porta come sottotitolo "Decadenza di una famiglia" e in sintesi descrive la storia della borghesia tedesca del XIX secolo alle prese col risveglio della classe popolare e di un sentimento spirituale che avrà nell'arte e nella poesia, gli strumenti che finiranno per minare le basi su cui si fondava un certo concetto di classe. Qui da noi invece, a dispetto del Tempo che ha sconfitto le ideologie, un "borghese nano nano" si ostina ancora a voler restaurare "l'ancien régime" e a gridare "al lupo, al lupo" se la Storia, cancellando il "fattore K" ha permesso perfino a chi è nato comunista di diventare Presidente della Repubblica Italiana".