Finalmente qualcuno ha trovato il modo di bucare il muro di gomma del calcio e di sgonfiare i tanti palloni gonfiati che rimbalzano sul terreno di un gioco in cui lo sport è solo un pretesto per alimentare introiti e gonfiare di audience i palinsesti di certe pay tv che senza le dirette di quelle partite di "giro" non avrebbero nient'altro di più intelligente da proporre. Sotto le mentite spoglie di uno sport che col tempo ha perso ogni ...rigore morale, si nascondono personaggi spregiudicati e maneggioni che vegetano spennando una gallina dalle uova d'oro attorno al cui pollaio ruotano interessi colossali che alimentano un sistema che sta diventando una vera palla al piede per gli "addetti ai favori" e alle combines arbitrali. Multinazionali quotate in borsa, spa e società sull'orlo del fallimento, tutti si baloccano per ricavare ogni possibile utile da una sfera di cuoio che ha fatto le fortune di certi nababbi che nella vita non hanno fatto altro che prendere a calci un pallone. Ventidue giocolieri della pelota, appoggiati dai comprimari di un baraccone che sarebbe bene sfasciare quanto prima, sguazzano nel letamaio del facile guadagno, spesso complici e vittime di scommesse e di accordi sotto banco, una volta "intercettati" e sputtanati negano l'evidenza e ostentano una tranquillità che solo un corposo conto in banca sa mascherare.Non bastavano più gli illeciti, le scommesse e la frode sportiva, la distorsione del mercato con offese e minacce, ora ci sono anche il falso in bilancio e la cocaina, magari sniffata nel dopo partita, così giusto per...tirarsi un po' e per non precipitare nel deliquio di una colossale boutade in cui l'unico a uscirne fottuto e mazziato è proprio il cosiddetto tifoso che ha contribuito a rendere sempre più inguardabile uno spettacolo che serve solo ad ingrassare un esercito di parassiti in mutande griffate, un paio di tycoon e la loro felice e ammanicata progenie. Personalmente da tempo non guardo e non leggo più di calcio, di partite, di contratti milionari, di puponi e di veline, di arbitri cornuti e corrotti, di moviole e di off side; ad essere fuori gioco ormai è solo la brutta copia di uno sport che pensa di essere un asso piglia tutto.Quello che sta venendo fuori in questi giorni dovrebbe far riflettere quanti ancora pensano che il calcio sia uno sport. Ha smesso di essere tale quando è diventato merchandising, un modo per far soldi che loschi figuri inventatisi manager hanno trovato per riciclare e riciclarsi fra le maglie di una rete in cui ogni goal è moneta sonante che va ad arricchire personaggi dalla dubbia moralità.Ci vorrebbe una provvidenziale epidemia...tifoide per boicottare e svergognare un ambiente in cui circolano troppi soldi, bisognerebbe disertare gli stadi e mandare a lavorare tutti quei parassiti che rincorrono il guadagno facile, bisognerebbe far crollare gli incassi, l'audience e lo share su cui si fonda un impero da prendere letteralmente a calci.
IL CALCIO E' OFF SIDE
Finalmente qualcuno ha trovato il modo di bucare il muro di gomma del calcio e di sgonfiare i tanti palloni gonfiati che rimbalzano sul terreno di un gioco in cui lo sport è solo un pretesto per alimentare introiti e gonfiare di audience i palinsesti di certe pay tv che senza le dirette di quelle partite di "giro" non avrebbero nient'altro di più intelligente da proporre. Sotto le mentite spoglie di uno sport che col tempo ha perso ogni ...rigore morale, si nascondono personaggi spregiudicati e maneggioni che vegetano spennando una gallina dalle uova d'oro attorno al cui pollaio ruotano interessi colossali che alimentano un sistema che sta diventando una vera palla al piede per gli "addetti ai favori" e alle combines arbitrali. Multinazionali quotate in borsa, spa e società sull'orlo del fallimento, tutti si baloccano per ricavare ogni possibile utile da una sfera di cuoio che ha fatto le fortune di certi nababbi che nella vita non hanno fatto altro che prendere a calci un pallone. Ventidue giocolieri della pelota, appoggiati dai comprimari di un baraccone che sarebbe bene sfasciare quanto prima, sguazzano nel letamaio del facile guadagno, spesso complici e vittime di scommesse e di accordi sotto banco, una volta "intercettati" e sputtanati negano l'evidenza e ostentano una tranquillità che solo un corposo conto in banca sa mascherare.Non bastavano più gli illeciti, le scommesse e la frode sportiva, la distorsione del mercato con offese e minacce, ora ci sono anche il falso in bilancio e la cocaina, magari sniffata nel dopo partita, così giusto per...tirarsi un po' e per non precipitare nel deliquio di una colossale boutade in cui l'unico a uscirne fottuto e mazziato è proprio il cosiddetto tifoso che ha contribuito a rendere sempre più inguardabile uno spettacolo che serve solo ad ingrassare un esercito di parassiti in mutande griffate, un paio di tycoon e la loro felice e ammanicata progenie. Personalmente da tempo non guardo e non leggo più di calcio, di partite, di contratti milionari, di puponi e di veline, di arbitri cornuti e corrotti, di moviole e di off side; ad essere fuori gioco ormai è solo la brutta copia di uno sport che pensa di essere un asso piglia tutto.Quello che sta venendo fuori in questi giorni dovrebbe far riflettere quanti ancora pensano che il calcio sia uno sport. Ha smesso di essere tale quando è diventato merchandising, un modo per far soldi che loschi figuri inventatisi manager hanno trovato per riciclare e riciclarsi fra le maglie di una rete in cui ogni goal è moneta sonante che va ad arricchire personaggi dalla dubbia moralità.Ci vorrebbe una provvidenziale epidemia...tifoide per boicottare e svergognare un ambiente in cui circolano troppi soldi, bisognerebbe disertare gli stadi e mandare a lavorare tutti quei parassiti che rincorrono il guadagno facile, bisognerebbe far crollare gli incassi, l'audience e lo share su cui si fonda un impero da prendere letteralmente a calci.