Qualche sera fa nel vespasiano del ronzante neo, l'erremosciante presidente rifondarolo, ha invitato il pastore alemanno ad essere più disponibile verso le coppie di fatto e meno prevenuto in fatto di Pacs et similia. La cosa ha scatenato la reazione dei vescovi e il giornale del partito dei prelati, puntualmente finanziato dallo Stato italiano, ha accusato la terza carica istituzionale di voler "dare lezioni al Papa". L'accusa di lesa maestà papale, una volta si pagava con la scomunica e per uno che ha fatto dell'infallibilità un dogma, sentire un ex sindacalista, per giunta comunista, che laicamente esprime un'opinione tesa al riconoscimento di una forma di convivenza che non passa dalle cancellerie delle curie vescovili, suona quasi come blasfema ed irriverente.Prolusioni, direttive, richiami, lettere pastorali e obblighi di precetto: orpelli ed esegesi di una burocrazia in abito talare che con la religione hanno ben poco da spartire. Come sempre all'origine c'è lo sterco del diavolo che le loro eccellenze eminentissime hanno imparato ad impastare senza sporcarsi più di tanto le mani. Vi dice niente l'otto per mille? Se viene meno il concetto di famiglia da loro inteso, diminuiscono anche i matrimoni religiosi (con quel che ne consegue) e con essi si inaridisce un'altra fonte per il loro reddito di parassiti dello spirito. Se una coppia omo o eterosessuale convive "more uxorio" vive nel peccato, non così invece il prete che divide il tetto (e il letto) con una perpetua o un segretario "tuttofare" ma anche quella è una convivenza e se i secondi scopano tanto quanto i primi, anche quella dei don è una coppia di fatto. Naturalmente i reverendi padri si scandalizzano perchè sono più abituati a vedere la pagliuzza nell'occhio del fratello che a guardare invece la trave che c'è nel loro. Ciliegina sulla torta (e trave nell'occhio): nella notte di giovedì scorso a Roma la polizia ha fermato un monsignore, dipendente della segreteria di stato del Vaticano, che stava per copulare con una transessuale a Valle Giulia. Ma questo non è un peccato e sui gusti non si discute.Il prelato, fermato per un controllo, per non essere scoperto ha pensato bene di scappare provocando un incidente stradale in cui ha tamponato tre autovetture; raggiunto dagli agenti, ha reagito aggredendoli tanto da mandarli all'ospedale. Il monsignore verrà processato per oltraggio e resistenza. Secondo il rapporto della polizia, il monsignore aveva riposto l'abito talare in vettura: è proprio vero, l'abito non fa il monaco ma a volte è meglio non dare nell'occhio. Il don aveva scelto Valle Giulia, zona nota per la prostituzione maschile e le trans per incontrare a suo dire: "solo maggiorenni e non minorenni".Excusatio non petita, accusatio manifesta! In fatto di morale sessuale i preti predicano malissimo e razzolano peggio, in duemila anni di ipocrisia hanno alimentato una innaturale sessuofobia, finendo fra la schiera degli inqualificabili protagonisti della più aberrante delle perversioni sessuali: la pedofilia. Gli ultimi casi di cronaca lo stanno a dimostrare, i sacerdoti che abusano del "sinite parvulos ad me venire" sono sempre più numerosi e ben accetti nelle patrie galere, peccato che poi finiscano agli arresti domiciliari. Avrebbero diritto a ben altro trattamento! E ancora non ho sentito la benché minima condanna di siffatta nefandezza da parte di qualche eminentissimo cardinale più avvezzo a dettare l'agenda politica al governo italiano, a deplorare "l'equiparazione dei diritti delle coppie omosessuali con quelli delle famiglie" e per questo meno abituato a vedere la trave nell'occhio dei suoi confratelli e a nettare il letamaio in cui sguazza il clericalume imperante.
PREDICANO E RAZZOLANO MALISSIMO
Qualche sera fa nel vespasiano del ronzante neo, l'erremosciante presidente rifondarolo, ha invitato il pastore alemanno ad essere più disponibile verso le coppie di fatto e meno prevenuto in fatto di Pacs et similia. La cosa ha scatenato la reazione dei vescovi e il giornale del partito dei prelati, puntualmente finanziato dallo Stato italiano, ha accusato la terza carica istituzionale di voler "dare lezioni al Papa". L'accusa di lesa maestà papale, una volta si pagava con la scomunica e per uno che ha fatto dell'infallibilità un dogma, sentire un ex sindacalista, per giunta comunista, che laicamente esprime un'opinione tesa al riconoscimento di una forma di convivenza che non passa dalle cancellerie delle curie vescovili, suona quasi come blasfema ed irriverente.Prolusioni, direttive, richiami, lettere pastorali e obblighi di precetto: orpelli ed esegesi di una burocrazia in abito talare che con la religione hanno ben poco da spartire. Come sempre all'origine c'è lo sterco del diavolo che le loro eccellenze eminentissime hanno imparato ad impastare senza sporcarsi più di tanto le mani. Vi dice niente l'otto per mille? Se viene meno il concetto di famiglia da loro inteso, diminuiscono anche i matrimoni religiosi (con quel che ne consegue) e con essi si inaridisce un'altra fonte per il loro reddito di parassiti dello spirito. Se una coppia omo o eterosessuale convive "more uxorio" vive nel peccato, non così invece il prete che divide il tetto (e il letto) con una perpetua o un segretario "tuttofare" ma anche quella è una convivenza e se i secondi scopano tanto quanto i primi, anche quella dei don è una coppia di fatto. Naturalmente i reverendi padri si scandalizzano perchè sono più abituati a vedere la pagliuzza nell'occhio del fratello che a guardare invece la trave che c'è nel loro. Ciliegina sulla torta (e trave nell'occhio): nella notte di giovedì scorso a Roma la polizia ha fermato un monsignore, dipendente della segreteria di stato del Vaticano, che stava per copulare con una transessuale a Valle Giulia. Ma questo non è un peccato e sui gusti non si discute.Il prelato, fermato per un controllo, per non essere scoperto ha pensato bene di scappare provocando un incidente stradale in cui ha tamponato tre autovetture; raggiunto dagli agenti, ha reagito aggredendoli tanto da mandarli all'ospedale. Il monsignore verrà processato per oltraggio e resistenza. Secondo il rapporto della polizia, il monsignore aveva riposto l'abito talare in vettura: è proprio vero, l'abito non fa il monaco ma a volte è meglio non dare nell'occhio. Il don aveva scelto Valle Giulia, zona nota per la prostituzione maschile e le trans per incontrare a suo dire: "solo maggiorenni e non minorenni".Excusatio non petita, accusatio manifesta! In fatto di morale sessuale i preti predicano malissimo e razzolano peggio, in duemila anni di ipocrisia hanno alimentato una innaturale sessuofobia, finendo fra la schiera degli inqualificabili protagonisti della più aberrante delle perversioni sessuali: la pedofilia. Gli ultimi casi di cronaca lo stanno a dimostrare, i sacerdoti che abusano del "sinite parvulos ad me venire" sono sempre più numerosi e ben accetti nelle patrie galere, peccato che poi finiscano agli arresti domiciliari. Avrebbero diritto a ben altro trattamento! E ancora non ho sentito la benché minima condanna di siffatta nefandezza da parte di qualche eminentissimo cardinale più avvezzo a dettare l'agenda politica al governo italiano, a deplorare "l'equiparazione dei diritti delle coppie omosessuali con quelli delle famiglie" e per questo meno abituato a vedere la trave nell'occhio dei suoi confratelli e a nettare il letamaio in cui sguazza il clericalume imperante.