Il borioso Silvio ha avuto un'altra puntura di spillo, da vero pallone gonfiato continua lentamente a sgonfiarsi e ora è li nel corner di quel campo in cui con baldanza discese non più "a miracol mostrare" ma per cambiare, da vero baro, le regole di una competizione che ora lo vede magnifico perdente.Non avendo più assi nella manica, si sta giocando il tutto per tutto e da ultimo ha usato la sua faccia di bronzo ammuffito come specchietto per le allodole in una città in cui di allocchi, grazie a Dio, non ce ne sono abbastanza per farsi ancora abbindolare da uno come lui.. Continua a fare lo spaccone, dopo aver diviso il Belpaese, voleva dividere anche una città in cui già c'è "spaccanapoli" che contribuisce da par suo a rendere unica e bella una Neapolis sempre più "Rosa".Si è presentato come capolista per fare da traino al suo partito- azienda, un flop. Un bauscia nordista con simpatie legaiole nella città del Sole: una paradossale presa in giro pei i sudisti borbonici, decisamente un ossimoro duro da masticare anche per quei partenopei decisamente di...parte. Sprezzante il giudizio con cui il candidato sindaco della sua fazione ha commentato la sconfitta: "E' la solita città delle sceneggiate". Questo è il rispetto che lorsignori hanno per il voto popolare: una sceneggiata!Ma il tricofilo, ex magno, si è salvato in calcio d'angolo, ha mantenuto alcune piazze ma ne ha perse altre decisamente più storiche, almeno per la sua parte politica, penso alla città dello Stretto e a quel "boia chi molla" che negli anni ruggenti fu il grido di battaglia di una destra che mostrava i muscoli, non disdegnando lo scontro fisico con i celerini, mandati negli anni sessanta per sedare la rivolta di Reggio. Ha rimpiazzato con "Letizia" un opachissimo primo cittadino forzitaliota che per darsi visibilità sfilava in mutande sulle passerelle di moda. Se la fischiatissima suffraggetta lady M. amministrerà la città del biscione nello stesso modo con cui, da contestata ministro, ha gestito la scuola pubblica, ci sarà veramente poco da esser...lieti. Ha mantenuto la Trinacria, ma sono lontani i tempi del sessanta a zero, anche lì si sentono gli scricchiolii di un cedimento strutturale che è nell'ordine delle cose fatte per altri "inindagabili" scopi.Quando si fa politica pensando più al potere come mezzo, il "do ut des" diventa la cartina di tornasole che evidenzia la grettezza di un disegno politico che prima implode e meglio è. Il collasso del casotto delle libertà non mi sorprende, anzi mi gratifica sapere che l'aennino dei Parioli sia riuscito a farsi eleggere consigliere comunale, per un ex ministro sedere anche sugli scranni della sala "Giulio Cesare" in Campidoglio sarà pur sempre consolante.Certo poteva diventare il primo cittadino dell'Urbe, ma un alemanno in riva al Tevere c'è già, ed è di troppo, figuriamoci due! E che dire degli uddiccini, affermano di essere cresciuti, ma per me rimangono i piccini casini di sempre, che sono riusciti a rompere anche il loro "bottiglione" rimediando una figura ben più che barbina in riva al Po.Così come non era indicato mettere un meneghino sul Vesuvio, anche un terrone come Rocco sulla Mole non ci poteva stare. In compenso qui, a Sud del Sud, nell'ex roccaforte di Massimo, quello degli Affari Esteri, hanno fatto il...pieno eleggendo come sindaco un petroliere, ex grande elettore del "deputato di Gallipoli" passato sull'altro fronte dopo essere stato folgorato sulla via di Silvio. Già presidente della locale squadra di calcio, approdata in C1, nonché consigliere regionale e senatore eletto nel condominio delle liberta, ora anche sindaco, che Barba! Ma come farà a conciliare tutte queste cariche, mah!
"RIPERDITA"
Il borioso Silvio ha avuto un'altra puntura di spillo, da vero pallone gonfiato continua lentamente a sgonfiarsi e ora è li nel corner di quel campo in cui con baldanza discese non più "a miracol mostrare" ma per cambiare, da vero baro, le regole di una competizione che ora lo vede magnifico perdente.Non avendo più assi nella manica, si sta giocando il tutto per tutto e da ultimo ha usato la sua faccia di bronzo ammuffito come specchietto per le allodole in una città in cui di allocchi, grazie a Dio, non ce ne sono abbastanza per farsi ancora abbindolare da uno come lui.. Continua a fare lo spaccone, dopo aver diviso il Belpaese, voleva dividere anche una città in cui già c'è "spaccanapoli" che contribuisce da par suo a rendere unica e bella una Neapolis sempre più "Rosa".Si è presentato come capolista per fare da traino al suo partito- azienda, un flop. Un bauscia nordista con simpatie legaiole nella città del Sole: una paradossale presa in giro pei i sudisti borbonici, decisamente un ossimoro duro da masticare anche per quei partenopei decisamente di...parte. Sprezzante il giudizio con cui il candidato sindaco della sua fazione ha commentato la sconfitta: "E' la solita città delle sceneggiate". Questo è il rispetto che lorsignori hanno per il voto popolare: una sceneggiata!Ma il tricofilo, ex magno, si è salvato in calcio d'angolo, ha mantenuto alcune piazze ma ne ha perse altre decisamente più storiche, almeno per la sua parte politica, penso alla città dello Stretto e a quel "boia chi molla" che negli anni ruggenti fu il grido di battaglia di una destra che mostrava i muscoli, non disdegnando lo scontro fisico con i celerini, mandati negli anni sessanta per sedare la rivolta di Reggio. Ha rimpiazzato con "Letizia" un opachissimo primo cittadino forzitaliota che per darsi visibilità sfilava in mutande sulle passerelle di moda. Se la fischiatissima suffraggetta lady M. amministrerà la città del biscione nello stesso modo con cui, da contestata ministro, ha gestito la scuola pubblica, ci sarà veramente poco da esser...lieti. Ha mantenuto la Trinacria, ma sono lontani i tempi del sessanta a zero, anche lì si sentono gli scricchiolii di un cedimento strutturale che è nell'ordine delle cose fatte per altri "inindagabili" scopi.Quando si fa politica pensando più al potere come mezzo, il "do ut des" diventa la cartina di tornasole che evidenzia la grettezza di un disegno politico che prima implode e meglio è. Il collasso del casotto delle libertà non mi sorprende, anzi mi gratifica sapere che l'aennino dei Parioli sia riuscito a farsi eleggere consigliere comunale, per un ex ministro sedere anche sugli scranni della sala "Giulio Cesare" in Campidoglio sarà pur sempre consolante.Certo poteva diventare il primo cittadino dell'Urbe, ma un alemanno in riva al Tevere c'è già, ed è di troppo, figuriamoci due! E che dire degli uddiccini, affermano di essere cresciuti, ma per me rimangono i piccini casini di sempre, che sono riusciti a rompere anche il loro "bottiglione" rimediando una figura ben più che barbina in riva al Po.Così come non era indicato mettere un meneghino sul Vesuvio, anche un terrone come Rocco sulla Mole non ci poteva stare. In compenso qui, a Sud del Sud, nell'ex roccaforte di Massimo, quello degli Affari Esteri, hanno fatto il...pieno eleggendo come sindaco un petroliere, ex grande elettore del "deputato di Gallipoli" passato sull'altro fronte dopo essere stato folgorato sulla via di Silvio. Già presidente della locale squadra di calcio, approdata in C1, nonché consigliere regionale e senatore eletto nel condominio delle liberta, ora anche sindaco, che Barba! Ma come farà a conciliare tutte queste cariche, mah!