Ritorno, anche perché sollecitato dall'attualità, sull'argomento di ieri e con il caldo che fa oggi qui in Terronia, ai margini citeriori dell'Impero Padano, certe diatribe rischiano di assumere gli indefiniti, incomprensibili contorni di un alterco nato fra due diverse correnti di pensiero, forse per un colpo di calore e destinato ad evaporare al sole di un'indifferenza difficile da comprendere anche dinanzi a questo mare che invoglia a mandare volentieri a quel paese i federali verdi di rabbia e di livore incliti per queste amate sponde.A volte più che le parole possono le immagini e la potenza che suscitano portano anche il più convinto sostenitore di una qualsivoglia e presunta giusta causa a ricredersi e ad accettare di ridiscutere i termini di questioni che, per partito preso, si riteneva fossero dottrina e al pari di questa accettate con tutti i dogmatismi del caso. E del capo! Mi riferisco ad un dvd da poco in circolazione, che consiglio vivamente a quanti, sostenitori "convinti" di un Si poco convintamene pronunciato per conto terzi, si apprestano a convalidare con il proprio assenso una riforma voluta da un manipolo di facinorosi per stravolgere l'Ordinamento di una Repubblica da sempre esposta al vento di una Storia che ritorna puntualmente, con i fantasmi di una destra massimalista e reazionaria, ad agitare il drappo dell'intolleranza razziale e territoriale. I convinti assertori di una riforma che ci porterebbe nell'Italia dei Comuni e delle Signorie (e magari anche alle lotte per le investiture), dovrebbero vedere il film-documentario "Camicie Verdi" Misteri e segreti della Lega Nord, dal celodurismo alla devolution".Un'ora e un quarto di insulso e squallido turpiloquio politico fatto passare per manifesto programmatico da una camarilla che ha sempre mostrato odio, odio puro, per chi risiede al di qua del Po e disprezzo per quella "Roma ladrona" che ha consentito ad una settaria fazione di bassa lega di sfornare sedicenti riformatori che fra una "porcata" e l'altra hanno trovato il modo di minare le fragili fondamenta di una Repubblica Italiana da soppiantare con la immaginifica "Padania". Una storia quasi incredibile, in cui si predica l'odio e la violenza, le cui immagini non sono mai state trasmesse dai "mezzi di disinformazione di massa" che ogni giorno ci propinano la voce del padrone e quella dei suoi servi, secondo uno schema che vuole da una parte i presunti buoni e dall'altra i certi cattivi. Un'Italia divisa e frammentata "divide et impera" ecco il preciso, attuato, disegno di chi continua a cavalcare l'onda della delegittimazione dell'avversario, di chi con la guerra delle parole sogna la Carinzia e il Tirolo, dimenticando il cimitero di Redipuglia. Meglio di qualsiasi altra considerazione la visione di "Camicie Verdi" spiega perché è necessario andare a votare ed esprimere doverosamente il proprio netto "NO" alla proposta di modifica costituzionale approvata dai fazendeiros e dai famigli della casata delle cosiddette libertà. Certo la Costituzione la si può cambiare ed emendare, ma prima la si deve compiutamente attuare, specie per quel che riguarda i "Principi Fondamentali" e poi si può anche pensare di modificarla, ma senza prestare il destro (e la destra!) ad un retroterra "kulturale" similceltico ed apertamente eversivo, non certo degno di una Nazione civile e democratica.
UN ALTRO MOTIVO PER VOTARE "NO"
Ritorno, anche perché sollecitato dall'attualità, sull'argomento di ieri e con il caldo che fa oggi qui in Terronia, ai margini citeriori dell'Impero Padano, certe diatribe rischiano di assumere gli indefiniti, incomprensibili contorni di un alterco nato fra due diverse correnti di pensiero, forse per un colpo di calore e destinato ad evaporare al sole di un'indifferenza difficile da comprendere anche dinanzi a questo mare che invoglia a mandare volentieri a quel paese i federali verdi di rabbia e di livore incliti per queste amate sponde.A volte più che le parole possono le immagini e la potenza che suscitano portano anche il più convinto sostenitore di una qualsivoglia e presunta giusta causa a ricredersi e ad accettare di ridiscutere i termini di questioni che, per partito preso, si riteneva fossero dottrina e al pari di questa accettate con tutti i dogmatismi del caso. E del capo! Mi riferisco ad un dvd da poco in circolazione, che consiglio vivamente a quanti, sostenitori "convinti" di un Si poco convintamene pronunciato per conto terzi, si apprestano a convalidare con il proprio assenso una riforma voluta da un manipolo di facinorosi per stravolgere l'Ordinamento di una Repubblica da sempre esposta al vento di una Storia che ritorna puntualmente, con i fantasmi di una destra massimalista e reazionaria, ad agitare il drappo dell'intolleranza razziale e territoriale. I convinti assertori di una riforma che ci porterebbe nell'Italia dei Comuni e delle Signorie (e magari anche alle lotte per le investiture), dovrebbero vedere il film-documentario "Camicie Verdi" Misteri e segreti della Lega Nord, dal celodurismo alla devolution".Un'ora e un quarto di insulso e squallido turpiloquio politico fatto passare per manifesto programmatico da una camarilla che ha sempre mostrato odio, odio puro, per chi risiede al di qua del Po e disprezzo per quella "Roma ladrona" che ha consentito ad una settaria fazione di bassa lega di sfornare sedicenti riformatori che fra una "porcata" e l'altra hanno trovato il modo di minare le fragili fondamenta di una Repubblica Italiana da soppiantare con la immaginifica "Padania". Una storia quasi incredibile, in cui si predica l'odio e la violenza, le cui immagini non sono mai state trasmesse dai "mezzi di disinformazione di massa" che ogni giorno ci propinano la voce del padrone e quella dei suoi servi, secondo uno schema che vuole da una parte i presunti buoni e dall'altra i certi cattivi. Un'Italia divisa e frammentata "divide et impera" ecco il preciso, attuato, disegno di chi continua a cavalcare l'onda della delegittimazione dell'avversario, di chi con la guerra delle parole sogna la Carinzia e il Tirolo, dimenticando il cimitero di Redipuglia. Meglio di qualsiasi altra considerazione la visione di "Camicie Verdi" spiega perché è necessario andare a votare ed esprimere doverosamente il proprio netto "NO" alla proposta di modifica costituzionale approvata dai fazendeiros e dai famigli della casata delle cosiddette libertà. Certo la Costituzione la si può cambiare ed emendare, ma prima la si deve compiutamente attuare, specie per quel che riguarda i "Principi Fondamentali" e poi si può anche pensare di modificarla, ma senza prestare il destro (e la destra!) ad un retroterra "kulturale" similceltico ed apertamente eversivo, non certo degno di una Nazione civile e democratica.