IPERBOLE

BRAVO "BAMBI"!


Di Zapatero purtroppo ce n'è uno, tutti gli altri sono nessuno.Il pastore alemanno è a Valencia per concludere il quinto congresso internazionale delle famiglie e questa visita papale fa parlare più per la decisione del Primo Ministro spagnolo di non partecipare alla messa di domani che per la presenza del papa nella cattolicissima Spagna. Sospettato a torto di mollezza dai suoi detrattori, anche se il soprannome "Bambi" gli fu affibbiato da un suo vecchio compagno di partito, il socialista Zapatero ha dimostrato di avere oltre alla coerenza, anche gli attributi giusti per tenersi alla larga da una chiesa che pretende di condizionare l'agenda politica di uno Stato Sovrano e di limitare i diritti e le libertà dei singoli.Perfino la più che defunta e religiosissima Elisabetta di Castiglia se fosse ancora viva avrebbe qualche motivo in più per apprezzare la coerenza, dote rarissima in politica, del Primo Ministro della Real Casa. Zapaterismo è ormai sinonimo di laicismo, solo qui in Italia, nella sede della più ipocrita e falsa delle chiese, il suo nome viene ignobilmente e offensivamente associato a quanti, laicamente, pensano che le Leggi dello Stato sono una cosa ben diversa dalla dogmatica dottrina di una chiesa e condannano senza mezzi termini un'ingerenza secolare che altrove viene giustamente considerata per quello che è: un bieco, moralisteggiante tentativo di tenere in vita un'autorità che per investitura umana pretende di pontificare in nome di Dio. Assistere ad una messa più per conformismo che per convinzione, non è nelle corde di José Luis Zapatero, una scelta criticata dai soliti bacchettoni, baciapile nostrani, che a dispetto di una poco integerrima condotta morale, si fanno vedere spesso in prima fila nelle basiliche e nelle piazze dove si dovrebbe officiare la Parola e il Sacrificio di un Dio che ogni volta, di certo, fugge via inorridito dinanzi a tanto fariseume. Se fossi a Valencia per esprimere il mio dissenso alla visita di un papa che parla di famiglia per sentito dire e senza averne cognizione, esporrei volentieri alla finestra uno di quei tanti cartelli che in queste ore stanno diventando il simbolo di una protesta che non conosce confini: "JO NO T'ESPERE". Neanch'io ti aspetto, santità!Se proprio volete parlare di famiglia, prima sposatevi, poi potrete anche dire la vostra. Troppo comodo convivere more uxorio, come fate voi con le cosiddette perpetue e i segretari "tuttofare".Anche la vostra è un'unione di fatto, perché condannare tout court gli altri se poi voi, nella vostra poco santa intimità, ne combinate di cotte e di crude?E dire che prima ero uno dei vostri. Ringrazio il Buon Dio per averci dato non un pontefice, di cui peraltro, non so che farmene, ma uno Zapatero che in fatto di moralità e di coerenza avrebbe certo di che insegnare, soprattutto a quei tantissimi preti, vescovi e cardinali portatori sani e malati di un peccato che non conosce assoluzione.