Quando un prete bastardo e figlio di puttana finisce in galera perché accusato di pedofilia, nell'intimo del mio cuore manifesto gratitudine al Buon Dio perché un altro lupo travestito da agnello è stato trattato con la dovuta ignominia che il caso richiede. Prego perché altri reverendi e non reverendi dediti alla più turpe delle nefandezze vengano presi, sbattuti dentro e affidati alle "amorevoli" cure degli altri detenuti, mai così felici di punire nel modo più abietto possibile chi si è reso colpevole di insidiare i bambini. La notizia della fuga di un alto prelato statunitense accusato di pedofilia da una corte di giustizia dello stato dell'Arizona per aver abusato di alcuni ex seminaristi, poteva anche passare inosservata se non fosse che questo degenerato monsignore era da un anno agli arresti domiciliari a Roma e soggiornava impunito in un appartamento nella disponibilità dello Stato della Città del Vaticano.La Corte di Cassazione, confermando la decisione della Corte di Appello di Roma che nello scorso gennaio era stata chiamata a decidere sul mandato di cattura internazionale, nei giorni scorsi, vivaddio, aveva dato il via libera all'estradizione negli Stati Uniti, quando però gli agenti si sono presentati nella "Casa del Divino Salvatore" per la notifica di estradizione, dell'alto prelato non c'era più traccia. Il 57enne monsignor pedofilo Joseph John Henn aveva pensato bene di tagliare la corda. Quella corda alla quale una volta riannodata, meriterebbe di essere impiccato senza altro processo che non quello del nodo scorsoio, ancor più giustificato da una fuga che non lascia spazio a dubbi sulla colpevolezza di questo latitante monsignore di santa romana chiesa. Le eminenze grigio pirla e gli emeriti reverendi del cactus sempre bravi a lanciare anatemi e scomuniche, sempre impegnati a "vedere la pagliuzza nell'occhio del fratello e non la trave che c'è nei loro occhi" sempre pronti a fare la morale agli altri, non trovano nient'altro di meglio che assicurare, rifugio e ospitalità ad un "wanted" in talare, accusato di pedofilia. Questo io lo chiamo favoreggiamento! Forse pensano di liquidare le pendenze che hanno con la giustizia nello stesso modo in cui, autoassolvendosi fra di loro, cancellano e rimettono i peccati ma, reverendi e impenitenti padri, ci sono dei peccati per i quali non può esserci indulgenza alcuna. Se è vero come è vero che già quel Cristo che indegnamente dite di rappresentare, affermò che "...se qualcuno scandalizzasse uno di questi piccoli, che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina d'asino e venisse sommerso nel fondo del mare". Matteo, cap. 18 vers 6.Altro che asilo e cristiana ospitalità!Con la loro copertura hanno favorito la fuga di un don bacherozzolo che sa bene cosa lo aspetta in Patria se, perfino il suo difensore (mi chiedo come facciano certi azzeccagarbugli a difendere simile gentaglia), ha dichiarato che se il suo assistito: "viene estradato in America rischia la vita, perché i preti accusati di pedofilia non sono simpatici ai detenuti dell'Arizona, visto che ci sono già stati tre omicidi del genere negli ultimi anni". Per certi reati l'unica pena possibile è quella suggerita dal Vangelo: la morte. Ogni altra alternativa non rende Giustizia.
REVERENDO WANTED
Quando un prete bastardo e figlio di puttana finisce in galera perché accusato di pedofilia, nell'intimo del mio cuore manifesto gratitudine al Buon Dio perché un altro lupo travestito da agnello è stato trattato con la dovuta ignominia che il caso richiede. Prego perché altri reverendi e non reverendi dediti alla più turpe delle nefandezze vengano presi, sbattuti dentro e affidati alle "amorevoli" cure degli altri detenuti, mai così felici di punire nel modo più abietto possibile chi si è reso colpevole di insidiare i bambini. La notizia della fuga di un alto prelato statunitense accusato di pedofilia da una corte di giustizia dello stato dell'Arizona per aver abusato di alcuni ex seminaristi, poteva anche passare inosservata se non fosse che questo degenerato monsignore era da un anno agli arresti domiciliari a Roma e soggiornava impunito in un appartamento nella disponibilità dello Stato della Città del Vaticano.La Corte di Cassazione, confermando la decisione della Corte di Appello di Roma che nello scorso gennaio era stata chiamata a decidere sul mandato di cattura internazionale, nei giorni scorsi, vivaddio, aveva dato il via libera all'estradizione negli Stati Uniti, quando però gli agenti si sono presentati nella "Casa del Divino Salvatore" per la notifica di estradizione, dell'alto prelato non c'era più traccia. Il 57enne monsignor pedofilo Joseph John Henn aveva pensato bene di tagliare la corda. Quella corda alla quale una volta riannodata, meriterebbe di essere impiccato senza altro processo che non quello del nodo scorsoio, ancor più giustificato da una fuga che non lascia spazio a dubbi sulla colpevolezza di questo latitante monsignore di santa romana chiesa. Le eminenze grigio pirla e gli emeriti reverendi del cactus sempre bravi a lanciare anatemi e scomuniche, sempre impegnati a "vedere la pagliuzza nell'occhio del fratello e non la trave che c'è nei loro occhi" sempre pronti a fare la morale agli altri, non trovano nient'altro di meglio che assicurare, rifugio e ospitalità ad un "wanted" in talare, accusato di pedofilia. Questo io lo chiamo favoreggiamento! Forse pensano di liquidare le pendenze che hanno con la giustizia nello stesso modo in cui, autoassolvendosi fra di loro, cancellano e rimettono i peccati ma, reverendi e impenitenti padri, ci sono dei peccati per i quali non può esserci indulgenza alcuna. Se è vero come è vero che già quel Cristo che indegnamente dite di rappresentare, affermò che "...se qualcuno scandalizzasse uno di questi piccoli, che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina d'asino e venisse sommerso nel fondo del mare". Matteo, cap. 18 vers 6.Altro che asilo e cristiana ospitalità!Con la loro copertura hanno favorito la fuga di un don bacherozzolo che sa bene cosa lo aspetta in Patria se, perfino il suo difensore (mi chiedo come facciano certi azzeccagarbugli a difendere simile gentaglia), ha dichiarato che se il suo assistito: "viene estradato in America rischia la vita, perché i preti accusati di pedofilia non sono simpatici ai detenuti dell'Arizona, visto che ci sono già stati tre omicidi del genere negli ultimi anni". Per certi reati l'unica pena possibile è quella suggerita dal Vangelo: la morte. Ogni altra alternativa non rende Giustizia.