IPERBOLE

CAMPAGNA ACQUISTI


  
Il tricofilo minor è abituato a comprare ogni cosa e ogni casa di pregio, meglio se con l'aiuto di qualche tutore che invece di tutelare come da mandato "la tutelata" si danna il corpo e l'anima per agire in nome e per conto di chi offre di più, permettendo al novello creso di cominciare ad acquisire tutto l'acquisibile: dall'ex monastero benedettino alla villa ai Carabi, passando per un convento dei certosini, dalle case editrici a quelle della cosiddetta libertà, dalle banche alle compagnie assicurative, dalle squadre di calcio a quelle di rugby, dagli aerei top class ai mega yacht. Un macrofago, l'insaziabile magnate, che divora anche le "schede bianche" e fagocita tutto ciò che è funzionale alla sua sete di potere e alla brama di possedere la repubblica delle banane e il paese delle vongole. Se è vero che "dietro grandi fortune ci sono grandi delitti" le sue "inindagabili ricchezze" gli hanno consentito di soggiogare al meglio il popolo bue e di accaparrare con le menzognere lusinghe del vuoto pecoreccio mediatico, la benevolenza di una torma di confusi nostalgici, scientificamente obnubilati dall'aria fritta e dalla certezza di avere a che fare con un altro improvvido salvatore della patria. Quando si ha un impero mediatico dalla propria e tanti servi sciocchi quanto fedeli e vieppiù venalmente grati e disponibili ad essere comprati, ci vuol poco a costruire un consenso che sgretola e demolisce ogni argine che si frappone alla deriva antidemocratica e demagogica di un abile e spregiudicato riccastro sfondato.   Per lui tutto ha un prezzo e tutto si compra, niente è impossibile ad un burattinaio che al foro boario sta per lanciare una "terrificante imboscata" (riporto volutamente le parole di uno dei suoi piccoli scribacchini lombardi) per ottenere il controllo azionario di un teatrino della politica che ogni giorno, specie in fatto di plurimae leges ad personam, decide pilatescamente di non decidere, finendo per essere complice del boia che ha tentato di uccidere la democrazia.Quel che fa specie in questo mercato delle occasioni sprecate e dell'usato non garantito, non è tanto il comportamento commendevole del ricco mandriano che di per sé meriterebbe seduta stante un dorato "vaffanculo" per la pretesa di voler aggiungere, costi quel che costi, qualche altro paio di corna spuntate alla sua collezione di "magnifici cornuti" quanto l'atteggiamento di chi si vende peggio di una puttana (senza offesa, beninteso, per chi meritoriamente esercita il mestiere più antico del mondo) e di chi si fa comprare per uno scipito piatto di scotte lenticchie.Aveva organizzato la "spallata" per far cadere "il mortadella" (che sta facendo di tutto per affettarsi da solo, alla Tavazzi maniera) ma causa forza maggiore, non è riuscito a fargli neanche uno sgambetto e così per protestare contro la "stangata" ha deciso l'adunata delle camicie verdi e nere che marceranno su Roma,  "maschie" e compatte, a passo marziale, nel giorno di Santa Bibiana, giorno solitamente piovoso, come recitano i vecchi almanacchi del Barbanera, per gridare "governo ladro" che con la prevedibile pioggia del benevolo Giove Pluvio, si arricchirà di un bagnatissimo "piove, governo ladro" l'ennesimo, patetico tentativo di cavalcare la protesta per proporsi come l'unico teleimbonitore in grado di vendere e propinare impermeabili assorbenti e ombrelli bucati.  Prima del 2 dicembre viene, però il 24 novembre, una data che bisognerebbe segnare per non mancare all'appuntamento in edicola con l'uscita di un numero speciale di "Diario" che conterrà un dvd e un libro, nei quali sarà documentato il tentativo, parzialmente riuscito, di un certo "caimano" di modificare pro domo sua, dati alla mano, i risultati dell'ultima tornata elettorale, quella generata da una calderolistica porcata, partorita da un obbrobrio legislativo e certificata da un "broglio" informatico che dovrebbe far riflettere e vergognare in primo luogo quanti fanno finta di masticare di Democrazia e Libertà, senza riuscire a digerire quell'essenziale principio di Uguaglianza che insieme a norme e regolamenti, ne realizzano compiutamente gli Ideali. L'attesissimo film-inchiesta, un docu-thriller politico, si intitola "Uccidete la democrazia" e sviluppa per immagini, quanto pubblicato nel libro "Il Broglio" scritto da un non meglio identificato "Agente Italiano" che dimostra di essere persona molto ben informata sui fatti, anzi sui fattacci che nella notte fra il 10 e l'11 aprile scorso trasformarono lo spoglio elettorale nel grande imbroglio delle schede bianche, miracolosamente trasformate in schede "votate" e magicamente assegnate al partito azienda.Nel film si sostiene che le elezioni politiche di quest'anno sarebbero state scientificamente truccate: un programma informatico inserito ad hoc "nella rete di trasmissione dati del Viminale, avrebbe in automatico trasferito una quota delle schede bianche nei voti di Forza Italia. Il processo si sarebbe interrotto in extremis nella notte, lasciando all'Unione il margine di 24 mila voti alla Camera". Il dvd contiene i dati comunicati dalle prefetture, provincia per provincia, numeri che il Viminale pubblica di solito "dopo 40 giorni" ma fino ad oggi sono rimasti inspiegabilmente (sic) riservati, proprio perché "impresentabili".Non è una questione di sindrome da complotto ma di numeri e cifre che col passare delle ore trasformano la notte della repubblica in quella dei "lunghi coltelli" dove un ministro abbandona per la prima volta nella storia la sede istituzionale per precipitarsi, convocato, nella residenza privata del capo, qui viene aspramente redarguito perché il padrone del vapore "non è disposto a perdere per una manciata di voti". Le cortesie e le giaculatorie si sprecano fra un "vigliacco" e un "traditore" fino all'arrivo di uno degli onorevoli legulei del collegio difensivo del "cavalier menzogna" al quale viene commissionato un decreto "per sospendere il risultato elettorale fino ad un nuovo conteggio" con la certezza che avrebbe avuto dalla sua l'appoggio del Colle. Per tutta risposta, dal Colle più alto fanno sapere che di una cosa del genere non vogliono neanche sentir parlare.E' stato forse evitato un golpe? Chissà! Considerando i personaggi, gli interpreti e soprattutto il regista, che da furbo populista, continua a calcare le scene come se nulla fosse e a dirigere l'inevitabile malcontento scaturito da una "finanziaria" purtroppo draconiana, non è assolutamente il caso di svendere ancora una volta al peggior offerente la Libertà e il futuro di una Nazione intera.