IPERBOLE

SILVIO E IL PARADISO


                      
Più per deliziarmi della lettura dell'ultima barzelletta sul Cavaliere, dal medesimo raccontata, che per altro, ho letto "lo sfogo di Silvio" un colloquiale tete à tete pubblicato oggi con grande enfasi da un quotidiano, noto per l'infeltrito aplomb del suo direttore e per la titolazione tipicamente longobarda, sguaiata e ad effetto, che spesso accompagna gli "scoop" presunti e strillati di un giornalettismo d'area al servizio di una "disinformazia" che ha spacciato come vera "farina" quella crusca di sottomarca sismi buona solo per arricchire di fibre il pastone di qualche pollo dall'alvo particolarmente stitico. Visto l'argomento trattato non potevano scegliere un titolo migliore per solleticare l'interesse del lettore occasionale e così quel "Mi manca un killer" pronunciato da un silvio in vena di confidenze, è lessicamente e politicamente il modo migliore per fargli dire che "serve un uomo di coraggio che dia a Prodi il colpo di grazia, ma non c'è". Il senso figurato dell'espressione nulla toglie all'ossessione che il cavaliere ha per "il mortadella" per questo vedrebbe con molto favore qualcuno "disposto a sferrare il colpo mortale"."Il Gesù di Arcore" così definito dall'estensore dell'articolo, ha finito di scrivere la sua autobiografia, titolo "Il calvario della libertà" e "occhio al singolare, perché la libertà è una sola: o c'è sempre e su tutto o non è". Libertario, libertino, liberale e liberista, un "tana libera tutti" non poteva scegliere un giornale che dicesi "libero" per annunciare urbi et orbi il suo addio alla "politica operativa...Certo che torneremo al governo, ma non sarò io a rientrare a Palazzo Chigi e non andrò mai al Quirinale. L'annunciato addio alle armi di silvio (oggi smentito dallo stesso silvio e dal suo portavoce che ha definito "panzane" le affermazioni riportate da "Libero" che invece ha confermato querelando l'imbarazzato portavoce)  ed altre perle colloquiali, dai sondaggi alla cena con i ventidue brindisi nella dacia dell'amico Putin (indovinate chi fra i due ha retto meglio l'alcool) non sono comunque niente al confronto della barzelletta "Silvio e il Paradiso". Merita di essere riportata per intero, è un riassunto della succitata biografia."Silvio muore e va in paradiso, l'angelo lo accoglie nel centro smistamento inferno-purgatorio-paradiso. Funziona così.Uno arriva e mette la sua carta d'identità nel computer celeste che sa tutto di te. Pochi secondi e c'è il responso. L'angelo però blocca Silvio: abbiamo un problema di caricamento dati.Sa, secondo il computer lei ha tredici case. Silvio conferma.Vabbè, fa l'angelo, ma qui risultano quattordici piscine. In effetti, spiega Berlusconi, in una casa ne ho due, una coperta e l'altra scoperta.E dei quattro jet cosa mi dice? Si, è così, ma guardi che uno è rotto.E i sei panfili? Vero, ma sa, con tutti gli ospiti che vanno e vengono...e poi guardi che ho sempre lavorato e pagato tutto.Sì, sì ma mi parli dei suoi collaboratori. Davvero sono 56 mila?Tra lavoro, case, aerei e barche credo di sì, ma avvisi il capo che sono tutti in regola. E la squadra di calcio? Vero, si chiama Milan, sono il presidente che ha vinto più trofei al mondo. E quella di pallavolo? Certo, campioni d'Italia e d'Europa.E quella di hockey? Si, anche in questo caso campioni d'Italia e d'Europa.Parliamo dei film, possibile che ne abbia prodotti più di cento? Centodieci, per l'esattezza.Scusi, Berlusconi, qui risulta che lei si è fidanzato con il sessanta per cento delle attrici dei suoi film...Guardi, so che è peccato ma se non lo dice a mia moglie, glielo confermo, sa com'è quel mondo. Ok, ma non mi dica che lei ha più di duemila conti in banca. Credo proprio di sì ma sa, viaggiavo molto e le necessità erano tante ogni giorno. A questo punto l'angelo si rassegna: la scheda sul computer era esatta.Prego, passi pure, dice a Silvio.Il quale inserisce la sua carta e attende il verdetto. Luce verde: paradiso!Lo sapevo che Dio mi avrebbe capito, esclama il cavaliere che si avvia a salire le scale del cielo. Ma l'angelo lo richiama. Mi scusi, Berlusconi, volevo darle una brutta notizia, gli sussurra all'orecchio: guardi che noi qui lo chiamiamo paradiso, ma temo che lei lo troverà un cesso".Questa, nelle intenzioni di Silvio, dovrebbe essere una barzelletta, lo spirito di patata trasuda da ogni parola e quel "cesso" finale è il luogo ideale nel quale confinare lui e il suo finissimo umorismo. P.S. Giusto per rimanere in tema e a sua imperitura consolazione, mi permetto         dedicargli un versetto tratto dal Vangelo di Matteo, cap.19-24        "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago,          che un ricco entri nel regno dei Cieli".