IPERBOLE

LETTERA APERTA CON...CILIEGINA FINALE


             
Qualche giorno fa ho ricevuto per conoscenza e a stretto giro di mail una lettera aperta, datata 16 luglio 2007, scritta da un gruppo di teleutenti e indirizzata al direttore del TG1 con la quale i firmatari hanno inteso protestare per la cattiva informazione religiosa propinata dalla testata giornalistica della rete ammiraglia di “mamma rai” che, giova sempre ricordarlo, continua ad avere come editore di riferimento il vaticano o, meglio, la tentacolare influenza che il clericalume imperante esercita sulla politica e sui partiti italioti dei quali la rai (quindi l’informazione telepropinata) è immagine, riflettendone gli umori e i difetti peggiori e lasciandosi di volta in volta lottizzare da quelli che un giorno sì e l’altro pure si chiamano “democrazia cristiana”.I governi cambiano, apparentemente; lo spoils system partitocratico “occupa” sistematicamente le poltrone, le poltroncine e i strapuntini delle stanze del potere e le sue dependance; il casato delle cosiddette libertà (di delinquere) succede a se stesso innestandosi sull’ulivo unionista, il tutto con il beneplacito del papa re che, di fatto, continua a governare “la colonia italia” e guarda con occhio benevolo quanti si mostrano sensibili alle istanze del regno pontificio e si inchinano ossequiosi per il bacio della pantofola, pertanto si guardano bene dal pestare i piedi dei monsignori “passando” delle notizie che potrebbero urtare la loro suscettibilità.Per esperienza diretta so che l’edizione del TG1 delle ore 20 è l’unico telegiornale che si può vedere nei conventi, nei monasteri e nei seminari ed è forse questo dato di fatto che spinge il direttore di turno ad offrire un’informazione parziale, paludata, servendo “panini” alla mimun-maniera con contorno di incenso e acqua santa o confezionando agiografici “polpettoni alla riotta” infarciti  di reverendi e di santini: i primi e i secondi piatti di un’informazione da bassa cucina buona solo per riempire la pancia dei soliti benpensanti dal ruttino facile, ma difficile da digerire per lo stomaco di quegli avventori che preferiscono la “finestra” di internet e dell’informazione alternativa all’immangiabile minestra riscaldata dalle redazioni di mamma rai.All’origine della lettera aperta, che riporto integralmente, c’è la scelta della rete ammiraglia del cosiddetto servizio pubblico italiano di non trattare, come il caso richiedeva, la clamorosa notizia dell’accordo extragiudiziario e del relativo risarcimento milionario (il prezzo del segreto e del silenzio) pagato lo scorso mese di luglio dalla diocesi di Los Angeles alle oltre 500 vittime di abusi sessuali compiuti dalla pretaglia amerikana; accordo che ha bloccato l’apertura dei primi 15 processi per i casi di abuso con l’imbarazzante prospettiva di un dibattimento pubblico che avrebbe costretto l’arcidiocesi a rendere pubblici molti documenti coperti dal “segreto pontificio” e al cardinale roger mahony l’umiliazione di essere citato come teste a carico.  Un “buco informativo” riempito da un lancio di agenzia, pochissime righe per ridimensionare la portata di una decisione alla quale gli stessi organi di stampa vaticani hanno invece dedicato ampio risalto.A volte essere più papisti del papa può essere controproducente per gli stessi papisti, ma tant’è!A costoro non importa curvare la schiena, sembra lo facciano di buon grado pur di apparire più lecchini dello stesso arlecchino: il servo sciocco dei soliti due padroni i quali sono tali solo perché al mondo c’è ancora gente che continua a recitare, senza vergognarsi più di tanto, il ruolo del servo e del lacché.Eppure il signor gianni riotta, già vice direttore del corsera, passava per uno al quale dava fastidio l’informazione incompleta e di parte, ma evidentemente soggiornare dalle parti di “Saxa Rubra” non gli ha impedito di affinare l’arte del ruffiano, senza per questo arrossire più di tanto come invece imporrebbe il topos…loci e l’atteggiamento proclive adottato dal suo inguardabile tiggì che ha preferito sorvolare su quel buco, dedicando ampio spazio alle vacanze del papa re, turista in cerca di dio sulle bianche vette del Cadore.                                           Lettera aperta a Gianni Riotta, direttore del TG1              “Caro direttore,come utenti del TG1 della Rai e come paganti il canone, crediamo di avere il diritto di pretendere dal “nostro” telegiornale un’informazione corretta. Ci rendiamo ben conto come, in una realtà tanto complessa come l’attuale, fare informazione sia difficile, malgrado la buona volontà dei giornalisti e la perizia del direttore; ma, certamente, se è arduo chiedere la perfezione, è facile notare scelte del tutto inammissibili, eticamente e professionalmente.Nel pomeriggio di domenica 15 luglio tutte le agenzie del mondo informavano che l’arcidiocesi cattolica di Los Angeles aveva accettato di pagare la cifra record di 660 milioni di dollari a 508 vittime di molestie sessuali da parte di membri del clero, per i bambini abusati dal 1940 ad oggi; un indennizzo stipulato con un accordo extragiudiziale, per evitare una causa che sarebbe dovuta iniziare proprio oggi, con il “pericolo” che il cardinale Roger Michael Mahony, guida della diocesi, fosse chiamato a deporre, mettendo così in enorme imbarazzo lui, l’intera gerarchia cattolica statunitense e, forse, la stessa Santa Sede.La notizia era davvero “notizia”. Come l’ha data, ieri, il TG1 delle 20?Mentre il TG3 delle 19 già nei “titoli” di copertina annunciava la vicenda, il TG1 nei “titoli” parlava delle vacanze del papa in Cadore e dei suoi prossimi viaggi (nessuno dei quali”clamoroso”) ma taceva su Los Angeles.Ora, lo sanno anche i sassi, è evidente che una notizia sparata in copertina acquista maggior peso e visibilità. Nel corso del TG, tuttavia la notizia era data, seguita subito da un più corposo servizio sul papa in ferie.Questa mattina, poi, il TG1 delle 8,00 ha parlato del pontefice in vacanza (che notizia importante!) ripetendo sostanzialmente il servizio della sera precedente; ma, guarda caso, nessuna parola sulla gravissima vicenda di Los Angeles.Già in passato avevamo avuto molte perplessità a proposito dell’informazione “vaticana” data dal TG1; dubbi che, dopo i fatti appena narrati, diventano certezze.Infatti, l’esempio riportato ci conferma come Lei si “autocensuri” nel dare notizie spiacenti al Vaticano o spiacenti, Lei forse ritiene, a un certo mondo politico ossequioso oltre ogni dire, verso i desiderata di Oltretevere, e le sue attese vere o supposte. Di grazie, infatti, vorrebbe spiegare a noi e a milioni di utenti la “filosofia” che, a proposito dei fatti di Los Angeles, ha guidato la sua scelta del TG1 di ieri e poi quella di stamattina? Saremmo curiosi di saperlo e chissà che Lei non ci dia delle motivazioni per cambiare l’opinione che abbiamo maturato e cioè, che le Sue scelte di ieri e di stamani, screditano la dignità professionale di chi, alla Rai, tenta di minimizzare o occultare notizie su fatti che pur fanno gridare le pietre.Potrebbe dirci se Lei sia sottoposto a censura o se si autocensuri, su argomenti “caldi” per il Vaticano; il risultato, comunque, per la gente, non cambia: il TG1, nel campo dell’informazione religiosa, è a sovranità limitata.Stiamo meditando se e come adire le massime Autorità della Rai, per difendere il nostro diritto ad essere correttamente informati dal TG1 anche sulle questioni che toccano le chiese e le religioni. Distinti saluti.                                             Roma, 16 luglio 2007”Seguono le firme di ottanta telespettatori fra cui mi piace ricordare quelle di Giovanni Franzoni, ex abate di San Paolo fuori le mura e di don Aldo Antonelli.La “riottizzazione” come lottizzazione del pensiero dominante e dominato, purtroppo, non è una novità nel panorama informativo del regime mediatico; cambiano i nomi, ma il metodo è sempre lo stesso: amplificare la voce del padrone, cantare il peana del potente di turno, badando a mascherarne i vizi presentandoli come virtù.Se proprio non se ne può fare a meno perché certi fatti “fanno gridare le pietre” allora si mantiene il basso profilo, facendoli passare per “bagattelle” sminuendoli di quella credibilità che non fa onore a chi si presta a quel gioco, coartando la coscienza, ammesso e non concesso che ne abbiano una!Impossibile pretendere la “verità” da parte di chi fa di tutto per mascherarla con la consueta ipocrisia, specie se la “verità” diventa il tema di un meeting clerico-amicale riconducibile alla chiesa catto-vaticana la quale pretende di essere depositaria esclusiva della “verità” rivelata, senza però riuscire “a rendere testimonianza” a quella Verità di cui parla Giovanni, se è vero, com’è vero, che l’interrogativo “socratico” di Pilato: “Che cos’è la verità” è rimasto senza risposta.La verità spesso fa male, era questo, più o meno, il refrain di una vecchia canzone, e il buon riotta avrà pensato di fare un favore alle gerarchie vaticane, glissando sui fatti di Los Angeles e sui risvolti di una vicenda che è meglio non approfondire per non turbare le menti e le coscienze dei seminaristi o dei novizi, i quali non devono sapere a quali turpi bassezze sono dediti i preti della chiesa cattolica o se lo sanno è meglio che "i panni sporchi vengano lavati in famiglia".Un esimio cantore” di quel mondo che scrive libri con i papi di Roma, in un’intervista pubblicata la settimana scorsa da “ La Stampa ” ha parlato di “concetto ipocrita di pedofilia” come se l’ipocrisia non fosse il loro pane quotidiano e la pedofilia la più turpe delle nefandezze che diventa ancor più atroce proprio perché vede fra i suoi cultori i preti e i loro esegeti da strapazzo.L’infelice sortita di messori che si muove sulla scia del vescovo-generale di corpo d’armata bagnasco per il quale “omosessualità uguale pedofilia” non rende giustizia alla “verità” di quell’80% di gay che, secondo il parere dell’esimio agiografo catto-vaticano, frequentano i seminari e che a me, personalmente, sembra un'esagerazione bell'è buona.Probabilmente lui bazzica ambienti in cui abbondano i pederasti e per questo si sente autorizzato a disegnare la realtà con cognizione di causa, soprattutto alla luce di un libello che è da un po’ in circolazione: “NO! NO! NO! RATZI NON E’ GAY!” scritto da Angelo Quattrocchi per Malatempora Edizioni.Strano che non l’abbiano ancora sequestrato!                                     
Dalla recensione del catalogo libri del sito www.malatempora.com “Perché è omofobo da sempre? Perché si è preso un segretario così bello che lo segue ovunque e gli aggiusta il mantello? Perché ha una dottrina così rigida e una sartoria così garrula, praticamente un coming aut sartoriale? In questo libro le risposte. Dai tempi di “Le chiavi di San Pietro” di Roger Peyrefitte (1955) mai era uscito un testo così irridente”.