IPERBOLE

MEDITAZIONI IN ODORE DI ERESIA


Il fonte battesimale della Cappella Sistina come il Giordano: accostamento irriverente per il fiume nel quale Giovanni Battista battezzò Gesù, soprattutto alla luce di quella “Giustizia” che, pur essendo una delle virtù cardinali della chiesa dei papi, resta malinconicamente alla porta di una “setta” che ha fatto dell’iniquità uno dei suoi misteri più insondabili, eppure il più praticato, sia pure mascherato da quel velo di ipocrisia che rende inverosimile il concetto stesso di “Giustizia” che, proprio perché inapplicabile, concede a ratzinger di relativizzarlo e di piegarlo ai suoi desiderata, dandogli quella parvenza di cosiddetta “giustizia” nel cui nome spesso si compiono le più crudeli ingiustizie condannando a priori quanti vedono nella chiesa cattolica un ostacolo al realizzarsi hic et nunc degli ideali evangelici.    “Conviene che adempiamo ad ogni Giustizia” dice Gesù a Giovanni che vorrebbe rifiutarsi di battezzarlo, riconoscendo nel Nazareno la figura dell’atteso Messia.“Io ti ho chiamato per la Giustizia ” scrive Isaia a proposito della vocazione del “servo” e, scorrendo ancora la liturgia della parola di oggi, si trova un altro passo delle sacre scritture rimasto, per la maggior parte, lettera morta: “Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la Giustizia , a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto” dice Pietro a casa del pagano Cornelio.La “giustizia” è il fine ultimo delle umane cose e, proprio perché ultimo, sembra essere di là da venire e quando finisce per essere “somministrata” da “giudici” più che interessati, come i preti, molto attenti alla forma più che al contenuto, perfino il Giudizio Universale di Michelangelo diventa una caricatura “escatologica”, un affresco messo lì per raccontare un prodigio ( la Giustizia ) che pur non essendo di questo mondo, si presta a fare da semplice sfondo alle “messe in scena” di santa romana chiesa che per commemorare il battesimo di Gesù compie una delle sue solite soperchierie, scegliendo di battezzare con il rito latino pre-conciliare 13 figli di dipendenti vaticani, forse per ricordare il carattere esclusivo di una religione in cui ci sono figli e figliastri.Per dare il senso della presunta “universalità” del cristianesimo avrebbero potuto scegliere altrettanti bambini provenienti dalle regioni più povere del Terzo e Quarto Mondo, o sceglierli dalle periferie degradate delle grandi metropoli verso cui il papa re, al di là della denuncia formale presentata durante il bacio della pantofola di veltroni e compagni, ha dimostrato e dimostra ben poca sensibilità.La Giustizia nei piccoli gesti quotidiani assume una valenza che ingigantisce anche quella che dovrebbe pacificare i cuori e le menti; mancando la prima, la più spicciola, anche la seconda, fatica a farsi strada nelle scelte più importanti e costituisce un “pregiudizio” soprattutto ai fini di una corretta comprensione del battesimo, sia nel suo significato teologico come nel suo vissuto esistenziale, e il fallimento della missione salvifica della chiesa si coglie in tutta la sua drammaticità nel fare ben poco per “deporre i poveri dalla Croce” condannando senza mezzi termini la Teologia della Liberazione come se fosse la più “comunista” delle ideologie.Il brano tratto dal profeta Isaia ha ricordato oggi ai catto-vaticani qual è il disegno di Dio che attraversa la Storia , il suo sogno per un’umanità rimasta irredenta da una inutile crocifissione: una comunità libera e liberante nella quale non ci saranno ciechi né prigionieri né ottenebrati.Nello sviluppo del pensiero biblico e nella coscienza stimolata dal messaggio evangelico, il senso della giustizia oltrepassa gli angusti confini della giustizia commutativa e distributiva che globalizza e regola lo scambio dei beni ponendosi come “azione di lotta” redentrice intrapresa per eliminare alla radice vecchi e nuovi squilibri sociali al fine di consentire condizioni di vita dignitose a tutti gli esseri umani, non solo ai battezzati, ai catto-cristiani, sempre più identificati con un occidente egoista, ingiusto e prevaricatore, così che sovente “la distribuzione dei beni “secondo giustizia” costituisce una ratifica dell’ingiustizia, una legittimazione dei processi iniqui di accumulo” (A. Rizzi) proprio a scapito di chi dovrebbe essere socialmente più tutelato.A leggere il Vangelo, il Dio di Gesù Cristo è un Dio giusto e giustificante, che proclama beati coloro che hanno sete di giustizia, la sua è una giustizia sorgiva e diventa il discrimine senza il quale il Dio dei cristiani diventa idolo e l’amore diventa elemosina.Il battezzato non dovrebbe sentirsi privilegiato né predestinato perché ha, come predicano certi teologi da strapazzo, l’esclusiva di un credo né pretendere di essere il depositario assoluto della verità rivelata, differenziandosi da chi professa altre religioni fino al punto da alimentare i “sacri” istinti di potenza e di aggressività propugnando crociate e guerre di religione, ma dovrebbe operare affinché si adempia “ogni Giustizia” combattendo soprusi e annullando gli egoismi di classe e le differenze sociali.Scrive don Aldo Antonelli, un prete scomodo per la chiesa di ratzinger, un Sacerdote per quanti ancora hanno sete di Giustizia: “Non sono cristiano quando io agisco perché il mondo diventi chiesa, ma quando opero e lotto perché il mondo sia se stesso, secondo il progetto del sogno di Dio. E poco importa se in questa lotta diventerò compagno di strada del pagano o dell’ateo o del miscredente, anzi sarà gioiosa sorpresa poter esclamare con Pietro: “Sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a Lui accetto”.Nonostante avesse ricevuto lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste, scrive ancora don Antonelli, Pietro solo ora si accorge ciò che prima gli era nascosto.Quando un cristiano, un vescovo, un papa, una chiesa riconosceranno la propria cecità ammettendo che solo “ora me sto rendendo conto” aprendo gli occhi su di un mondo nel quale loro più di altri hanno contribuito a creare ingiustizie e disuguaglianze?I “Profeti” che ci hanno preceduto nella nostra recente storia, due in particolare, da fronti opposti e con linguaggi diversi, concordano nel fondare sulla Giustizia il Cristianesimo e la Rivoluzione : il Battesimo di Spirito e il Battesimo di Sangue.Vale la pena di riassumere il loro pensiero riportando due brevissime citazioni:- “Se io credessi che Cristo, il suo Vangelo, la sua Chiesa fossero un ostacolo alla marcia del proletariato verso i suoi destini di giustizia e di felicità, leverei il crocifisso dall’altare e lo spezzerei davanti a tutti gridando: abbasso Cristo”.  (don Primo Mazzolari, Sacerdote)- “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. E’ la qualità più bella di ogni rivoluzionario. (Ernesto Che Guevara).