IPERBOLE

IN...UTILI


              
Questa storia del voto “utile” reclamato e preteso con un’arroganza verbale senza pari, è perlomeno reazionaria e intrinsecamente antidemocratica, la logica intimidatoria che sottende va oltre le schermaglie della campagna elettorale e risponde unicamente agli interessi di bottega del caw, la premiata ditta silvio & walter; il carattere di “utilità” da loro attribuito ai soli voti espressi a favore dei due rispettivi partiti, manifesta la volontà di entrambi i contendenti di sbarrare il campo ad ogni altro eventuale terzo incomodo, ritenere le altre forze in campo numericamente “inutili” e ininfluenti per il risultato elettorale che verrà, indica uno scarso rispetto per le idee altrui e la cosa risulta ancor più paradossale se si considera l’accidentale richiamo esercitato da quegli orpelli di cui si fregiano i loro partiti: “democratico” e “libertà” i quali orpelli, quasi fossero degli specchietti per le allodole, sono stati entrambi inseriti nella denominazione dei due partiti di plastica, svuotati del loro contenuto semantico e di ogni altro ideale legato al concetto di “democratico” e di “libertà” per fungere unicamente da attrattiva elettorale.Gli appelli al voto “utile” si sprecano a favore del super ego di silvio (quello del “come me nessuno mai”) mentre il w...alter ego di veltroni già conta i v(u)oti a perdere che dovrebbero comunque consentirgli di unire l’utile al dilettevole permettendo ad entrambi di celebrare un matrimonio che già sa di combine, con l’ovvia benedizione del papa re. Già prima che iniziassero le schermaglie, quando ancora il titubante pierfurby era in predicato di rientrare nell’ovile casaliberista, il signor burlesconi (quello che continua a farsi burla di una Nazione intera), se ne uscì con un intimidatorio: “chi non è con me è contro di me”. Non è la prima volta che il bis…unto del signore, “il Messia che libererà la sinistra dai comunisti”, saccheggia i sacri testi; ma stavolta, essendo egli il degno epigono di benito (del quale scimmiotta cadenza verbale, postura e, da ultimo, anche abbigliamento), ha fascistamente inserito nel dibattito politico la stessa frase che benito mussolini amava citare per zittire sul nascere ogni forma di dissenso: “Chi non è con noi è contro di noi”.Si dice che tutti siamo inutili, ma nessuno è indispensabile, eppure c’è ancora chi, come l’ex presidente del consilvio, continua a ritenersi “indispensabile” per dare il colpo di grazia alla democrazia incompiuta e inaugurare, l’era della monarchia elettiva, magari con l’aiuto di walter, così che a silvio succederà piersilvio, in una sorta di successione dinastica che vede tutti gli altri pretendenti al trono del vicereame italiota, comportarsi alla stregua di cortigiani per i quali il voto non è che una porcata da espletare turandosi il naso, una pura formalità con la quale avallare scelte che evidentemente vengono decise nelle sacrestie dei vari partiti, nelle lobby affaristico finanziarie della repubblica delle banane, nei cosiddetti sacri palazzi apostolici in cui vive e regna il vero sovrano assoluto della repubblica dei baciapile, il papa re, che con i suoi attendenti e plenipotenziari, concede agli aspiranti parlamentari di suo gradimento, il placet del clericalume imperante e l’elezione quasi certa a deputato e senatore per quei candidati trasversalmente iscritti al più grande partito dei vescovi.Intanto si compilano liste di candidati impresentabili: fra soubrette e farisei, pregiudicati e prescritti, politici presuntuosi e attempati, spregiudicati e inquisisti, antiaboristi e autonomisti, è difficile trovare qualcuno che abbia la veste davvero candida e abbia davvero a cuore le sorti di questo povero Paese, ma forse è proprio questo che spinge i maggiorenti del sistema partitocratico a parlare di “voto utile”, laddove il voto, prescindendo da ogni valenza programmatica, etica e ideologica, col consenso del popolo bue, diventa un grimaldello per scardinare lo stato di diritto, saccheggiare il bene comune, assicurare impunità varie, eliminare ogni confronto dialettico, imporre i principi della morale dogmatica; la stessa par condicio che dovrebbe assicurare condizioni di pari opportunità a tutti i partiti impegnati nella competizione elettorale, viene stravolta a favore del duopolio facente capo a silvio & walter.Il tentativo andato a buon fine di monopolizzare l’informazione televisiva truccando le regole del gioco ed escludendo le formazioni più piccole dal dibattito elettorale, è la dimostrazione più evidente del concetto che i cosiddetti “democratici” hanno della tanto sbandierata democrazia.Nel frattempo c’è chi ha trovato il modo di sfruttare anche le tragedie e i drammi della vita per ritagliarsi un quarto d’ora di notorietà arrivando a formare una lista di scopo (il fine giustifica i mezzi) e la chiama “pro-life” come se tutte le altre liste fossero mosse da istinti omicidi.Non solo, questo pennivendolo avendo per sua stessa ammissione “testicoli piccoli e grandi mammelle” è convinto di essere affetto dalla sindrome di Klinefelter, la stessa malattia diagnosticata al feto abortito a Napoli qualche giorno fa, un aborto terapeutico che quelli della sua risma considerano un omicidio dettato dall’eugenetica. Ma la scempiaggine concettuale dimostrata da questo fanatico paladino del fariseume trionfante va oltre, il giornalista noto per essere uno dei più ferventi atei devoti, ha deciso che pubblicherà sul foglio per il quale scrive la foto dei suoi testicoli, emblema, secondo lui, della malattia per la quale un “bambino è stato ucciso” e scucchiaiato dall’utero materno.Attribuirsi una gravissima malattia e strumentalizzarla “utilmente” a fini elettorali, da qui la lista di scopo, rivela una mancanza di sensibilità e di rispetto verso quelle famiglie che soffrono per la presenza di figli affetti da trisomie e da altre tare genetiche; la provocazione del signor ferrara e degli antiaboristi per partito preso, offende innanzi tutto le donne divenute madri loro malgrado di figli pluridisabili, condannate a partorire dall’imperizia e dalla malvagità di medici incapaci di refertare un’ecografia o resi ciechi da un’obiezione di coscienza che spesso diventa un comodo paravento per giustificare colpevoli omissioni. Credo che chi parla a vanvera di aborto e di eugenetica, lo faccia senza cognizione di causa, la mia esperienza( e il buon senso) mi porta a dire che tutte le donne aspirano ad esser madri di figli soprattutto sani, non ho mai sentito donne chiedere di avere figli con i capelli biondi e gli occhi azzurri.Invito i preti e i loro crociati a smetterla di crocifiggere le donne, a non guardarle come puttane o infanticide, ogni volta che li sento parlare di temi che esulano dalla loro sfera di azione, provo innanzitutto rabbia, mi prende poi una stretta al cuore proprio perché conosco i drammi e le tragedie che in certe famiglie si consumano nella solitudine e nell’indifferenza più totale, proprio perché so di donne che se avessero potuto scegliere fra l’aborto e un figlio nato malformato, avrebbero consapevolmente scelto l’aborto terapeutico.  Spesso mi viene in mente una vecchia copertina dell’Espresso, vorrei tanto che la riproponessero perché è l’icona della maternità sfruttata e messa in croce dal cinismo maschilista e dal falso perbenismo clerico-borghese: una donna crocifissa nuda col pancione bene in vista e, come didascalia, un significativo: ecce Mater .Invece di sproloquiare questi moralisti dalla doppia morale, dovrebbero inginocchiarsi ai piedi di quella croce e dopo andare nei reparti di terapia intensiva neonatale, nelle rianimazioni, nei reparti di neuropsichiatria infantile per riflettere e meditare sulla via crucis che quei bambini e le loro mamme ogni momento della loro vita sono costretti a fare avendo come unica meta il quotidiano calvario. Ah! Già, dimenticavo, per lorsignori la sofferenza avvicina a Dio, ma tenetevelo pure il vostro dio e pregatelo affinché tenga lontano da voi quel calice che a tutti i costi volete che beva chi abbia avuto  in sorte anche una croce da portare e semmai capiterà anche a voi una di quelle croci, beh allora, solo allora capirete la condanna che oggi affliggete.Nei giorni scorsi si è svolto il tradizionale ricevimento per celebrare l’anniversario dei patti lateranensi, un pattizio leonino, un contratto capestro che vincola lo Stato Italiano alla cosiddetta santa sede e la foraggia annualmente versando miliardi di euro nei forzieri catto-vaticani. Ebbene, in questa occasione, dicono le cronache, si è parlato di politica interna ed estera, di elezioni e di liste elettorali; scorrendo i nomi degli intervenuti, si incontra fra gli altri quello del divorziato più amato dal vaticano, tale casini, il quale “ha chiesto alle gerarchie ecclesiastiche sostegno sul piano elettorale” e anche quello di un certo mastella “che salvò il vaticano dal rischio di ritrovarsi i Dico fuori le mura e che è andato fin lì per chiedere aiuto…molti in vaticano vogliono che sia salvato”. E poi dicono che la chiesa non fa politica e non ingerisce, salvo pretendere che i cattolici impegnati in politica seguano i diktat vaticani e si adeguino di conseguenza rispettando l’agenda politica stabilita oltretevere.Con la solita ipocrisia che contraddistingue ogni loro atto, hanno anche parlato della “moratoria sulla pena di morte” esprimendo soddisfazione per il ruolo avuto dallo Stato Italiano nell’assemblea dell’Onu, dimenticando che il catechismo della chiesa cattolica all’articolo 2267 prevede il ricorso alla pena capitale: “L’insegnamento tradizionale della chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani…” Parlano tanto di difesa della vita fin dall’atto del concepimento e poi non escludono il ricorso alla pena di morte.C’è qualcosa che non mi quadra, così come non mi convince il riferimento al Salmo 71 adottato dal signor bertone di professione cardinale e segretario di stato della chiesa dei papi, secondo il quale “il politico cattolico deve prendersi cura dei più deboli, dei più poveri, salvando la vita ai miseri”.Trovatemi un politico cattolico, di più, ditemi di un cardinale della chiesa dei papi che si comporta come suggerisce il Salmo 71 e io ritorno in seminario.Per il momento un simile invito, lo ritrovo nel programma dei politici impegnati nella sinistra radicale, per questo credo sia molto più utile votare la “sinistra arcobaleno” che non per quelli inseriti nella nomenklatura stabilita dai due “oni” della politica italiana.Il voto “utile” così utilmente reclamato da veltroni e berlusconi, è la negazione stessa di quel principio elementare che anima ogni competizione elettorale, poiché ha in nuce il difetto di voler attribuire una patente di validità solo a quei voti che risulteranno funzionali agli interessi dei due partiti maggiori e delle liste a loro collegate.Sconcerta il modo col quale viene ripetutamente rivolto all’indirizzo del popolo bue, l’ossessiva reiterazione dell’invito a votare per i due partiti di silvio e di walter è il sintomo più evidente di una democrazia malata, ancorché incompiuta, in cui il popolo bue, essendo carne da voto, non può far altro che tirare il carro e l’aratro lasciandosi ancora una volta fregare da quei mandriani che pensano solo ad aumentare il rispettivo parco buoi e si circondano per questo di tanti utili idioti che si prestano al mercimonio delle coscienze tanto che “l’utile” viene declinato nell’eccezione di “profitto” e in questo, è risaputo, i politicanti italioti non sono secondi a nessuno.