IPERBOLE

LO STRABISMO DELL'ANNUNZIATA


                 
Dinanzi alle immagini di morte e distruzione che giungono dalla Striscia di Gaza è impossibile non provare pietà per le vittime e rabbia per i carnefici; è umanamente impossibile “giustificare” un massiccio ricorso alle armi per annientare un nemico praticamente inerme. Ogni altro sentimento, ogni altro tentativo di vagliare torti e ragioni passa in secondo piano, diventa vuota retorica, neghittosa accondiscendenza e strumentalizzazione politica e davvero non capisco lo strabismo e la cecità di quanti, soprattutto in Italia, negano l’evidenza di un massacro che, purtroppo, ha tutte le caratteristiche della ritorsione e della rappresaglia, una indiscriminata punizione collettiva, una bestiale vendetta dettata dalla pedissequa, fanatica applicazione della legge del taglione.Un nuovo olocausto offerto al dio degli eserciti da un popolo eletto, il quale sembra aver dimenticato (nonostante ogni Vad Yashem e ogni Memoria condivisa) di essere stato vittima sacrificale della follia umana, diventato nel frattempo crudele carnefice di un altro popolo che forse ha solo il torto di rivendicare il proprio diritto all’esistenza entro confini certi e sicuri.Le sofferenze, l’arbitrio la disperazione e la privazione regione durano ormai da troppo tutti coloro che in quella tormentata regione subire senza reagire.Ho visto recentemente il film “Il giardino dei limoni” che può anche non piacere agli strabici cinefili di casa nostra, ai cosiddetti amici di Israele, ai fascisti vecchi e nuovi, ma è pur sempre emblematico di un modo di intendere il principio di autorità che nel caso specifico diventa autoritarismo; emblema, nel suo piccolo, di quello che in questi giorni sta accadendo a Gaza e nei territori occupati. I Palestinesi sono purtroppo abituati a questo genere di cose, li si vorrebbe ancora più remissivi e si sta facendo di tutto per ridurli all’impotenza; si sta facendo di tutto per sterminarli, c’è chi parla di genocidio e accusa senza mezzi termini Israele di crimini di guerra. D’altronde, non si può fare altrimenti con uno Stato che non pago delle stragi di Sabra e Chatila e delle cluster bomb rilasciate nell’ultimo conflitto contro gli ezbollah libanesi, continua a bombardare insediamenti civili, scuole, ospedali e sedi Onu nella Striscia di Gaza usando impunemente armi di distruzione di massa come le micidiali bombe al fosforo bianco e le famigerate mini atomiche “tascabili” meglio note come “Dime”.Armi non convenzionali e armi impiegate in via sperimentale da veri e propri criminali di guerra in una zona ad altissima densità abitativa; sorge il dubbio che questa guerra lampo sia stata programmata proprio per sperimentare qualche altro micidiale ordigno bellico.Le foto pubblicate, le immagini strazianti di morti e feriti, i corpi estratti dalle macerie e le testimonianze degli operatori sanitari non lasciano spazio a dubbi di sorta: gli effetti sull’organismo di quei micidiali ordigni bellici rivelano l’impiego di armi di armi che la Ragione fatica a ritenerle frutto dell’ingegno umano. Che razza di uomo è mai quello che si spreme le fottute meningi per inventare e costruire strumenti di morte?Intanto si scava fra le macerie, si scoprono altri cadaveri, si recupera quel poco che si è salvato dalla furia distruttrice: un libro di scuola, un peluche impolverato, tracce di una vita vissuta al limite dell’umana sopportazione sapendo di essere costantemente sotto tiro.A parte lo strabismo di qualcuno che pure è sintomatico di un malessere che impedisce agli italiani di analizzare la realtà senza i paraocchi di un’informazione irreggimentata, quel che fa più specie è la sguaiata reazione di una certa parte politica che, evidentemente, ha molto da farsi perdonare proprio perché trae linfa e fondamento da una tradizione fascista e antisemita.I soloni con le facce di bronzo e i culi di pietra poggiati nei salotti buoni della politica discettano di strategie belliche e di guerra contro hamas, mentre l’esercito israeliano bombarda gli ospedali, e c'è ancora chi si pronuncia sul diritto di Israele all'autodifesa.Il signor gianfranco fini ha definito “indecente” e osceno il taglio giornalistico dato da Michele Santoro nella scorsa puntata di “Anno Zero” considerata nell’argomento trattato (“la guerra dei bambini”) troppo filopalestinese, e per questo da biasimare e censurare.Indecente Una lezione di giornalismo, seppure condizionata dalle emozioni, inevitabili nella formazione delle opinioni, è stata considerata da una onorevole pennivendola “mestatoria e confusiva, tesa a creare la criminalizzazione dello Stato di Israele”. Ma, non è certo un’indecente puntata televisiva per quanto faziosa a cambiare la realtà dei fatti, chi afferma il contrario nega l’evidenza, avalla il sopruso e diventa complice di uno Stato che si criminalizza da sé scatenando guerre e occupando territori, così come avviene da quarant’anni a questa parte in spregio ad ogni risoluzione delle Nazioni Unite.E poi hanno anche l’ardire di gridare al complotto antisemita!Chi ha seminato morte e distruzione cinicamente si scusa del “disagio” creato e assicura agli abitanti di Gaza “cibo e aiuti umanitari”. Come se tutto fosse stato un terribile, inevitabile equivoco, un’errata scelta tattica che evidentemente non ha sortito l’effetto sperato.Tutto è rimandato a data da destinarsi, nell’attesa hanno ammazzato il tempo e con esso i sogni e le speranze delle donne incinte, delle mamme, dei papà e dei bambini della Palestina.di uno Stato di Israele che sopravvive forza e alla propria capacità di alla stessa Ragion d’essere e rappresenta il più Non si tratta più di essere filo-Palestinesi o anti-Israeliani, la posta in gioco è troppo alta e in gioco c’è la dignità violata di un Popolo costretto a vivere in una prigione a cielo aperto, in gioco c’è l’etica fondamentale del genere umano, l’unico “fondamentalismo” per il quale vale davvero la pena di battersi.