IPERBOLE

DIO DALVI L'ITALIA DAGLI ITALIOTI CATTO-VATICANI


                      
 A mio rischio e pericolo, anche oggi mi son letto il solito malloppo di giornali e periodici vari, provando il consueto disgusto misto a rabbia e indignazione provocato dal nauseante comportamento di una classe politica inetta e autoreferenziale fagocitata dal grande macrofago, ormai diventata lo zerbino di un equestre circense che ha svuotato le “camere” dal Parlamento considerato alla stregua di un maneggio, una dependance in cui ha insediato un esercito di devoti scudieri e un’ignobile compagnia di nani e ballerine che recitano a soggetto seguendo un copione che ogni giorno di più risente della nefasta influenza del clericalume imperante. Opinione, questa mia, largamente condivisa soprattutto al di fuori dei confini patri, dove, non essendoci l’asfittica presenza di uno stato parassitario che vegeta a spese di un altro Stato, il vivere civile non risente di quell’insopportabile ingerenza che addomestica le coscienze e le piega al volere del potente di turno, un fariseo anch’egli succube più o meno consapevole (ma ciò non ne sminuisce le colpe) di un potere che crede di esercitare, quando poi anch’egli non è che un bue, anche se ricco capo branco, di un popolo bue per antonomasia. Si veda, ad esempio, il modo col quale sta andando avanti, la discussione sul ddl del testamento biologico. Se rimarrà così com’è (e tutto lascia prevedere che non una virgola verrà rimossa da un testo ispirato dal vaticano) la volontà espressa dal potenziale paziente non sarà vincolante: idratazione e alimentazione verranno considerate “forme di sostegno vitale” così come impone un’enciclica papale che, se non erro, non ha valore legale né fa giurisdizione in uno Stato ormai ex patria del Diritto, la cui Costituzione, non a caso sotto attacco, prevede (all’art. 32) sì il diritto alla cura, ma non il dovere alle terapie. Forse per vivere e morire con dignità bisognerà emigrare in Paesi dove il legislatore non sente sul collo il fetido fiato dei gerarchi catto-vaticani i quali, dopo aver sputato le solite sentenze vomitando strali e anatemi ora vorrebbero anche “scomunicare quelli che hanno provocato la morte di Eluana” perché colpevoli di “eutanasia”, anche se questo “peccato” non è bollato come tale dal codice di diritto canonico; ma si può sempre introdurlo chiedendo consiglio ad un certo silvio, un autorevole quanto discutibile solone che, seppure in odore di scomunica, è già andato volentieri a Canossa per baciare la pantofola al papa re sentendosi poi investito di un’autorità che gli ha consentito di proclamarsi “unto” del signore e mai untuosità fu più invocata a dimostrazione di un sudiciume incrostato di sozzo lindore, così come usano fare “i sepolcri imbiancati” d’oltretevere ad onta di ogni evangelico candore. Lormonsignori, quando sono a corto di argomenti, e questo accade spesso a chi ha fatto dell’ignoranza una dottrina, non sanno fare nient’altro che scomunicare: un’inezia al confronto dei roghi che accendevano furiosi per spegnere ogni dissenso. I piromani di santa romana chiesa non ergono più pire a Campo de’ Fiori, ma hanno trovato un modo più subdolo per incendiare gli animi e incenerire le menti di quei pavidi che si lasciano volentieri infiammare da gentaglia insuperabile nell’arte di abusare della credulità popolare. Continuano a comminare scomuniche come se fossero ancora al medioevo, il periodo più buio dell’umano ingegno, ma il più fecondo per una setta che proprio in quelle tenebre trovò il modo di legittimarsi facendo leva proprio sull’oscurantismo. Ci vorrebbe un nuovo secolo dei lumi per fugare i fantasmi incappucciati di una chiesa che si aggirano in processione con le candele accese, pronti a capovolgerle e a spegnerle con gran fragore sul pavimento mentre echeggiano formule di scomuniche che sembrano gli editti di una nuova caccia alle streghe. Fate buon uso delle vostre scomuniche, non disperdetele a destra e a manca; conservatele e riciclatele per quando non avrete più carta igienica. In mezzo a tanta immondizia, fa la sua porca figura la tivù spazzatura.Mi sia concesso un attimo la rima baciare e di straforo accennare ad un trepido poeta che a tempo perso si diletta di cultura essendo, il ravanello pallido, uno dei tantissimi disdicevoli voltagabbana che negli ultimi lustri sono andati ad infoltire le schiere di onorevoli manutengoli irreggimentati dal signore della biscia, un vate ispirato dalle muse prezzolate trovatosi suo malgrado a reggere le malferme sorti del minculpop. Ebbene questo cantore del nulla, appesantito dal “grande fardello” e assorto nel serale sottovuoto dei cervelli portati all’ammasso in quella discarica abusiva gestita dal grande demiurgo del pensiero dominante e dominato, mentre le coscienze di un intero paese venivano scosse dal lacerante grido di Antigone, lui era dinanzi al piccolo schermo e assisteva partecipe ad una farsa che il buon senso ricaccia nella suburra orwelliana. Non pago di cotanta sciatteria, ha sciorinato impudico la sua venerazione per un genere di programma dall’altissimo contenuto cul…turale, una buffonata che però ha titillato le corde più intime e nascoste del corifeo berlusconiano, invero così affine a quella fauna voyeuristica che si bea delle emozioni altrui tanto da far dire al ras dell’italica intellighenzia: “quando ho visto daniela lasciare il “grande fratello” ho provato tenerezza e partecipazione.”Meglio stendere il classico velo pietoso su questo bavoso personaggio in cerca d’autore, solo che così facendo inciampo in un’altra notiziola relativa al suo signore e padrone. Una di quelle notiziole che rivelano il carattere di un sedicente statista che sta allo Stato come al capone alla Legge. Da quando ha varcato il soglio chigiano, il ronzinante ha cambiato gli arredi. Avvalendosi della consulenza di un architetto ha dato una nuova disposizione agli elementi che impreziosiscono il soggiorno del sommo presidente del gran consilvio, provvedendo soprattutto a “smobilitare” quel che di Prodi restava. Forse la polvere! Il presidente del consilvio è un grande appassionato di antiquariato, c’è un pezzo in particolare della collezione Wurtz, di cui non si separa mai, quasi fosse un amuleto. Trattasi di un prezioso “chandelier in bronzo dorato e argento” che tiene sopra il suo altrettanto prezioso scrittoio. Particolare rivelatore non da poco: all’ingresso della prima sala, detta delle “Galere” (nomina sunt consequentia rerum?) fa bella mostra di sé un busto in bassorilievo di Nerone.L’imperatore che ebbe come precettore Seneca, era affetto da mania di onnipotenza, fra l’altro credeva di essere un artista e annoiava i suoi sudditi con la cetra; facile fare qualche accostamento, anche silvio in quanto a megalomania non è secondo a nessuno, perfino il suo estro artistico potrebbe superare quello di Nerone, atteso il suo passato di stonato chansonnier e un presente di intonato barzellettier. Come al solito per avere una visione più compiuta di quel che in Italia accade, stante il rischio sempre presente di un’informazione “addomesticata” bisogna leggere anche ciò che scrivono dell’ex belpaese i giornali esteri. Secondo il settimanale inglese Economist, in Italia la vicenda di Eluana è stata “un dramma nazionale” che ha messo in evidenza “la stabile influenza della chiesa cattolica e dell’insofferenza del premier verso le regole del diritto”. Sollecitato da questo brevissimo estratto, sono andato sul sito dell’Economist e ho cercato la pagina-link (http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=13110088) dell’articolo in questione. L’ho letto, una breve cronistoria della vicenda Englaro fa da corollario a delle considerazioni tutt’altro che scorrette e faziose (come invece asserisce tale margherita boniver, un’altra voltagabbana del clan berlusconi). Ma quel che più mi hanno colpito sono i commenti all’articolo, molto più salaci, sagaci e pungenti dell’articolo stesso. Da leggere: http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=13110088&mode=comment&intent=postTop.Riporto qualche estratto e rimando i più volenterosi alla lettura completa dei comments:“…The core point of the Englaro story is simply this: there are a lot of people among Catholics and there is a Catholic church which would like everybody to abide by catholic convictions even if he or she doesn't share them…”.…The only significant thing is Berlusconi's attempt to trample on the rule of law and the concept of separation of powers by questioning a decision taken by Italy's highest court…”“What happened this past days it's only political speculation”.“In Italy we say.. the mother of imbeciles is always pregnant..”“May God save Italy...from some Italians…” “I don't agree with the fact that Berlusconi is using this situation in order to gain support for a constitutional reform. The thing is much easier: center-right has been linked to the Church in a some kind of support trade. Center-right acts as the Catholics prefer in manners such the one of this case, the Church keeps its mouth closed about other problems that might be less convinient for the center-right (i.e. corruption, links with organized crime, etc)”“I agree on the right to have a decent and painless death. all the other discussion about the Italian Government are just speculations…”“Ok, we have this terrible influence of the Church, but what should we do if such a large number of Italians make their opinions following the Pope's suggestions? kill all catholics, or would it be enough to kill the Pope? As for this causing a National Drama's, more or less the same thing happened for Terry Schiavo in the USA where they don't have a Pope. Yeah, ok, but here it is Berlusconi's fault..."“The entire Englaro affair is an excuse to cow - allegedly - a state by a prime minister now on the verge of a huge tantrum, utilizing his abuse of power to subjugate Italy on a "I-don't-give-a-damn" (me ne frego!) ticket showing once again he is the worst evolution of Mussolini's policy ever present in his distorted mind…”. “unfortunately the situation in Italy is much more complicated than that. Mr Berlusconi passed in Parliament at the beginning of his mandate a piece of legislation called "Lodo Alfano", which protects him from the effects of the court judgements, in particular that of the Mills case in which he has been accused for corruption…”                          P. S. Mi sa che all’estero ne sanno più di noi.