IPERBOLE

PIERFURBY & C.


Invece di contestarlo dovremmo esser grati al presidente del  consilvio perché è riuscito a trasformare quella che era soltanto un'espressione geografica in una potente repubblica delle banane. Per essere equanimi dovremmo altresì manifestare tutta la nostra riconoscenza agli altri inquilini della cosiddetta casa delle libertà che in cinque anni di locazione hanno grandemente consentito al padrone del pollaio di starnazzare sguaiatamente e di legiferare nell'esclusivo interesse suo e della sua schiatta.Sentiamo di dover ringraziare in modo particolare il presidente Pierfurby, se siamo nei "casini" la colpa è anche sua; così come ci corre l'obbligo di porgere i nostri più deferenti omaggi al capo delle feluche, il quale senza secondi "fini" si è prodigato e continua a spendersi "in prima persona" perché questo Paese rimanga servilmente protettorato e colonia insieme.Noi irridenti sudisti erranti, sommessamente chiediamo invece di stendere un velo pietoso sulla componente legaiola della camarilla presieduta dal tricofilo magno. Avendo essi segnato in modo fortemente involutivo il processo unitario di questo Paese, un tempo Nazione, meritano tutta la nostra disapprovazione e il nostro dissenso. A loro un grazie (ri)sentito però lo dobbiamo, perché da veri becchini di questa repubblica, hanno riesumato il sistema "proporzionale" già sovranamente seppellito da un referendum popolare e fatto diabolicamente risorgere a nuova vita da quella che calderolisticamente è stata definita "una porcata". Sono stati "scelti per noi" personaggi dalla dubbia moralità, alcuni in odor di mafia, qualcuno li ha cortesemente definiti "impresentabili" ma ormai anche i termini più chiari hanno smesso di avere il significato che il vocabolario della lingua italiana riporta e suggerisce.E poi si imbizzarriscono e scalciano come vecchi, patetici ronzini infuriati se qualcuno dice chiaramente che intorno a loro c'è puzza di "onorata società". Basta leggere qualche capitolo delle loro vere "storie italiane" quelle in cui i "miracoli" avevano un non so che di penalmente rilevante per rendersene conto.Volevano giocare a "tre punte" e invece si trovano a sostenere un centravanti di sfondamento forzitaliota talmente vanesio e falloso che non solo ha fatto collezione di cartellini gialli e rossi, ma ha anche cambiato le regole del gioco squalificando prima l'arbitro e poi l'istituzione che rappresenta.Votati al più peripatetico catto-puttanesimo, si presentano con l'aria delle finte verginelle plurideflorate per circuire non solo i fedeli alla loro linea, ma anche quegli "indecisi" che non aspettano altro che di cadere nel trappolone dell'allarmismo sparso incoscientemente a piene mani da chi è istituzionalmente chiamato ad avere un comportamento all'altezza del ruolo che la sua funzione richiederebbe e che lui (caro Lei) ogni giorno di più dimostra ampiamente di non meritare.