IPERBOLE

COMME A' LA GUERRE


Il buonismo in politica non sempre paga, anzi è bene cancellare subito dalla mente che il politically correct debba essere applicato in una campagna elettorale in cui non mancano i colpi bassi, le prese per i fondelli rifilate ad arte e il quotidiano delirio di onnipotenza di un mistificante e distonico statista per caso e della sua  ineffabile compagnia di giro. Porgere l'altra guancia può anche andare bene, ma porgere anche l'altro gluteo non fa più parte della carità cristiana anzi, il non reagire è come accogliere a chiappe aperte chi non aspetta altro per infilartelo in quel posto e bene ha fatto il Romano bolognese a definire "delinquenza politica" gli attacchi e le falsificazioni del "cavalier menzogna" e dei suoi scherani. A la guerre comme à la guerre, si sarà detto. Forse per un attimo avrà perso la tramontana, ma le esalazioni della "trementina" non  contribuiscono a rendere salubre un'atmosfera fortemente inquinata dai gas venefici di chi sta trasformando l'agone politico in un ring per pugili suonati.Da giorni gli sparring partner del teleimbonitore stanno lavorando ai fianchi il pretendente al titolo di campione delle urne, lo hanno forse messo alle corde, ma difficilmente lo manderanno al tappeto. Ieri, come se non bastasse, è sceso in campo anche il pastore tedesco per dare il suo magistrale contributo a questa campagna elettorale già di per sé fibrillante. Un colpo di coda, un ringhio sovrano per accogliere gli adepti del partito popolare e mandare a cuccia tutti quegli altri bastardi e meticci che non hanno il pedigree della sua razza e del suo credo. In una vera democrazia  si parla e si discute di ideali e di programmi senza travisare il pensiero altrui, senza prestare l'interessato fianco all'interferente clericalume imperante, senza denigrare l'avversario usando la bassa cucina di chi non ha altri argomenti se non la propria falsità per spargere paura e veleno.Un cupio dissolvi che non sortirà l'effetto sperato, questa campagna elettorale drogata e falsata dagli interessi di una oligarchia attenta solo a perpetuare i privilegi di una casta, lascerà tante di quelle macerie morali e materiali da richiedere una profonda riforma del sistema Paese.Un commercialista specializzato in evasione fiscale e il suo mefistofelico demiurgo vogliono ricacciare all'inferno non solo la classe operaia che non vedrà mai il paradiso, ma anche quel ceto medio che rischia di espiare colpe non sue arrancando nel purgatorio del loro personalissimo, inarrivabile, nirvana.Non avendo altri ideali se non il proprio tornaconto il presidente del consilvio ha dichiarato: "Italiani, votate secondo i vostri interessi". Niente più ideali, solo interessi; la bancarotta delle idee e dei programmi, il dominio del particolare sul generale.Mi chiedo come facciano lorsignori a conciliare i tanto sbandierati principi catto-cristiani a cui dicono di ispirarsi con i loro interessi di bottega, mi chiedo se abbiano mai letto (e meditato) il Vangelo o Gli Atti degli Apostoli. Forse preferiscono leggere (e meditare) solo i listini di Borsa e le quotazioni delle loro onorate società.Vivendo di rendita non sanno e non possono fare altro!