Nel buio...

Letteratura italiana: NOVECENTO


Il passaggio dall’Ottocento al Novecento fu segnato da una reazione ai valori del verismo e alla pretesa di spiegare e conoscere la realtà umana, così complessa, solo mediante la scienza. Al movimento che si contrappose al verismo è stato dato il nome di decadentismo.  TRA OTTOCENTO E NOVECENTOUno dei massimi interpreti del decadentismo in Italia fu Gabriele d’Annunzio (1863-1938). Poeta, romanziere e drammaturgo, ma anche uomo pubblico con uno spiccato gusto per i gesti teatrali, Una sensibilità decadente emerge anche nei romanzi di Antonio Fogazzaro (1842-1911), in particolare in Malombra (1881) e Piccolo mondo antico (1895). LA PRIMA METÀ DEL NOVECENTOLa coscienza della crisi e della complessità dell’uomo fu al centro delle opere di Luigi Pirandello (1867-1936) e di Italo Svevo (1861-1928). Nel romanzo Uno, nessuno, centomila (1925), ad esempio, Pirandello sottolineò che ciascuno di noi è visto e giudicato dagli altri in numerosi modi diversi. Svevo pose al centro delle vicende rappresentate nei suoi romanzi l’inconscio e l’io.  Nel primo dopoguerra si sviluppò la corrente poetica dell’ermetismo. Le poesie degli ermetici erano oscure e di difficile comprensione: in questo modo i poeti intendevano riprodurre la complessità della realtà. L’esponente più significativo del movimento ermetico fu Salvatore Quasimodo (1901-1968), negli stessi anni ricordiamo Umberto Saba (1883-1957), Giuseppe Ungaretti (1888-1970) ed Eugenio Montale (1896-1981; premio Nobel nel 1975), che inaugurarono una nuova stagione della poesia italiana. IL SECONDO DOPOGUERRALa seconda guerra mondiale e la Resistenza determinarono un nuovo clima culturale, che trovò espressione nel neorealismo. Il neorealismo fu una tendenza letteraria che si sviluppò dal 1940 al 1950. Gli autori neorealisti offrivano una testimonianza della realtà della guerra, della Resistenza e del dopoguerra, e riflettevano su uno dei momenti più tragici della vita del popolo italiano. La letteratura divenne così uno strumento di denuncia e di impegno sociale. Nell’ambito neorealista si distinsero anche altri scrittori come Beppe Fenoglio (1922-1963), Vasco Pratolini (1913-1991), Ignazio Silone (1900-1978) e Carlo Levi (1902-1975).  Silone descrisse le condizioni di miseria in cui vivevano i contadini della Marsica (in Abruzzo) durante il fascismo.  La seconda guerra mondiale lasciò tracce profonde nella letteratura anche attraverso le testimonianze storiche dirette, tra cui ricordiamo quelle di Mario Rigoni Stern (1921) e dello scrittore torinese, di origine ebraica, Primo Levi (1919-1987). Mario Rigoni Stern e scrisse le più toccanti e significative testimonianze letterarie della ritirata di Russia. Italo Calvino (1923-1985) appartiene a quella schiera di autori che non parteciparono all’esperienza del neorealismo, ma non per questo fu meno importante. Nella sua prima opera narrativa. Oltre a Calvino, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta ebbero un notevole successo letterario due romanzi che avevano come temi la memoria e la meditazione storica: Il giardino dei Finzi-Contini (1963) di Giorgio Bassani (1916-2000) e Il Gattopardo (1958) del siciliano Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957). Siciliani erano anche Vitaliano Brancati (1907-1954) e Leonardo Sciascia (1921-1989), che, seppure in maniera assai diversa, proposero nelle loro opere un interessante spaccato della vita siciliana. LA LETTERATURA ITALIANA CONTEMPORANEAVerso la fine degli anni Cinquanta si aprì la stagione dello sperimentalismo e con gli anni Sessanta si affermarono le istanze culturali della neoavanguardia. I rappresentanti della neoavanguardia elaborarono nuove tecniche espressive, sperimentarono cioè nuovi linguaggi, combinando generi e stili diversi, per stravolgere le regole letterarie tradizionali.  Un altro nome importante della letteratura italiana contemporanea è Antonio Tabucchi (1943). Tabucchi ha tradotto in italiano le opere dello scrittore portoghese Fernando Pessoa (1888-1935) e ha ambientato molti dei suoi romanzi in Portogallo. Le sue opere risentono della storia civile e politica di quel paese. Ad esempio, Sostiene Pereira (1994) è un romanzo che narra le vicende di un giornalista di Lisbona, Pereira appunto, all’epoca del regime di Salazar, dittatore portoghese dal 1932 al 1968. Tra gli scrittori delle ultime generazioni sono da segnalare Pier Vittorio Tondelli (1955-1991), Aldo Busi (nato nel 1948), Stefano Benni (nato nel 1947), Alessandro Baricco (nato nel 1958) e Susanna Tamaro (nata nel 1957). Infine, non si può dimenticare Dario Fo (1926), attore, regista e drammaturgo, che nel 1997 ricevette il premio Nobel per la letteratura. Il suo capolavoro è Mistero buffo (1969), opera teatrale che riprende la grande tradizione popolare comico-satirica dei giullari medievali. Prossimo: Alice nel mondo delle meraviglie