L’essere umano ha sempre usato il disegno per comunicare con gli altri, a volte accompagnandolo con le parole. Pensa, ad esempio, ai disegni rupestri della Valcamonica (in Lombardia), oppure alle vetrate delle chiese medievali o anche alle storie raccontate attraverso immagini e parole dagli antichi egizi, che raffiguravano, su immense pareti, strisce dove comparivano immagini accompagnate da geroglifici (il loro sistema di scrittura).Il fumetto, così come lo conosciamo oggi, nacque però solo verso la fine dell’Ottocento. COME SI FA UN FUMETTO?La creazione di un fumetto è opera della collaborazione di due persone: da un lato, il disegnatore, che si occupa di dar forma alle figure e alle scenografie; dall’altro, lo sceneggiatore, che scrive la storia. I fumetti sono costituiti da una serie di disegni disposti in strisce orizzontali; i disegni sono inseriti all’interno di vignette, o “quadretti”, mentre le parti scritte sono, in genere, racchiuse dentro nuvolette (balloons), che escono dalla bocca dei personaggi. Qualche volta, invece, il testo scritto compare separatamente, sotto la vignetta. Una caratteristica curiosa dei fumetti è il fatto che utilizzano un linguaggio molto particolare, che include simboli, come, ad esempio, una sega che taglia un tronco per esprimere che il personaggio sta dormendo. LA STORIA DEL FUMETTONel 1895 fece la sua comparsa, negli Stati Uniti, il primo fumetto: The Yellow Kid (Il bambino giallo), creato dal disegnatore Foucault per il giornale “New York World”. Più o meno nello stesso periodo, si diffusero, in Germania, le storie di due bambini chiamati Max e Moritz, ideate da Wilhelm Busch. I fumetti erano pubblicati sui giornali. In Italia, nel 1908 apparve il “Corriere dei piccoli”, che fu il primo giornale a pubblicare fumetti. Sulle sue pagine comparvero sia fumetti stranieri (ad esempio Bibì e Bibò) sia racconti di autori italiani, ad esempio le avventure del Signor Bonaventura, un personaggio creato da Sto (nome d’arte di Sergio Tofano). I fumetti continuarono a essere pubblicati anche sui giornali, sotto forma di strisce umoristiche. Nonostante generalmente fossero interpretate da protagonisti bambini, erano destinate a un pubblico adulto, di forte spirito critico. Una delle più famose è la serie dei Peanuts, creata nel 1950 da Charles M. Schulz: celebri sono i personaggi, non solo Charlie Brown, ma anche tutti i suoi amici, da Lucy a Linus, da Piperita Patty a Schroeder all’indimenticabile Snoopy. Di spicco sono anche Mafalda, dell’argentino Quino, che dal 1964 critica il mondo degli adulti, e l’italiano Lupo Alberto, creato nel 1973 da Silver. Prossimo “ L’Iliade “
FUMETTI
L’essere umano ha sempre usato il disegno per comunicare con gli altri, a volte accompagnandolo con le parole. Pensa, ad esempio, ai disegni rupestri della Valcamonica (in Lombardia), oppure alle vetrate delle chiese medievali o anche alle storie raccontate attraverso immagini e parole dagli antichi egizi, che raffiguravano, su immense pareti, strisce dove comparivano immagini accompagnate da geroglifici (il loro sistema di scrittura).Il fumetto, così come lo conosciamo oggi, nacque però solo verso la fine dell’Ottocento. COME SI FA UN FUMETTO?La creazione di un fumetto è opera della collaborazione di due persone: da un lato, il disegnatore, che si occupa di dar forma alle figure e alle scenografie; dall’altro, lo sceneggiatore, che scrive la storia. I fumetti sono costituiti da una serie di disegni disposti in strisce orizzontali; i disegni sono inseriti all’interno di vignette, o “quadretti”, mentre le parti scritte sono, in genere, racchiuse dentro nuvolette (balloons), che escono dalla bocca dei personaggi. Qualche volta, invece, il testo scritto compare separatamente, sotto la vignetta. Una caratteristica curiosa dei fumetti è il fatto che utilizzano un linguaggio molto particolare, che include simboli, come, ad esempio, una sega che taglia un tronco per esprimere che il personaggio sta dormendo. LA STORIA DEL FUMETTONel 1895 fece la sua comparsa, negli Stati Uniti, il primo fumetto: The Yellow Kid (Il bambino giallo), creato dal disegnatore Foucault per il giornale “New York World”. Più o meno nello stesso periodo, si diffusero, in Germania, le storie di due bambini chiamati Max e Moritz, ideate da Wilhelm Busch. I fumetti erano pubblicati sui giornali. In Italia, nel 1908 apparve il “Corriere dei piccoli”, che fu il primo giornale a pubblicare fumetti. Sulle sue pagine comparvero sia fumetti stranieri (ad esempio Bibì e Bibò) sia racconti di autori italiani, ad esempio le avventure del Signor Bonaventura, un personaggio creato da Sto (nome d’arte di Sergio Tofano). I fumetti continuarono a essere pubblicati anche sui giornali, sotto forma di strisce umoristiche. Nonostante generalmente fossero interpretate da protagonisti bambini, erano destinate a un pubblico adulto, di forte spirito critico. Una delle più famose è la serie dei Peanuts, creata nel 1950 da Charles M. Schulz: celebri sono i personaggi, non solo Charlie Brown, ma anche tutti i suoi amici, da Lucy a Linus, da Piperita Patty a Schroeder all’indimenticabile Snoopy. Di spicco sono anche Mafalda, dell’argentino Quino, che dal 1964 critica il mondo degli adulti, e l’italiano Lupo Alberto, creato nel 1973 da Silver. Prossimo “ L’Iliade “