Re Artù, i suoi valorosi cavalieri, il mago Merlino, la bella Ginevra: sono i protagonisti di un ciclo di racconti conosciuti come leggende della Tavola Rotonda (o anche “ciclo bretone”). Questi racconti furono messi in forma scritta circa mille anni fa, ma il loro protagonista era vissuto molti secoli prima di allora. Di re Artù come personaggio storico sappiamo poco, ma è molto, molto probabile che non fosse potente come il re della leggenda! IL VERO ARTÙPoche sono le notizie storiche su re Artù: visse dal 480 al 537 circa, probabilmente in Galles (o nella parte ovest dell’Inghilterra); era un guerriero e combatté valorosamente contro le tribù anglosassoni che venivano dall’Europa. Artù guidò i britanni in numerose battaglie contro gli invasori e morì proprio in battaglia, a Camlan, nel 537. Anche se nella leggenda Artù è presentato come re dei Britanni, nella realtà fu molto probabilmente solo il capo di uno dei numerosi, piccolissimi regni in cui il paese era suddiviso. LE LEGGENDELa figura storica di re Artù è citata solo di sfuggita in alcuni antichi libri gallesi. La prima raccolta in cui si narrano le vicende di Artù è La storia dei re della Britannia, scritta intorno al 1136 da Goffredo di Monmouth; in essa compaiono Artù, la bella Ginevra (sua moglie), il cattivo Mordred (suo nipote) e il mago Merlino (il suo protettore). Questi racconti si basano sulle storie che erano state tramandate oralmente e che avevano cominciato a circolare circa seicento anni prima, alla morte di Artù. Si diffusero molto velocemente in tutta Europa, in particolare in Francia e in Italia. Nel 1485 lo scrittore inglese Thomas Malory pubblicò il volume Le Morte d’Arthur (La morte di Artù), nel quale aveva riunito tutti i racconti e le leggende legati a questa figura mitica. NATO PER ESSERE RESecondo la leggenda, Artù è il figlio segreto del re dei britanni Uther Pendragon; nato nel castello di Tintagel, in Cornovaglia, ne era stato subito allontanato e tenuto nascosto. Il suo maestro è il mago Merlino, che diventerà suo consigliere. Raggiunta l’età adulta, Artù dimostra di essere il vero sovrano dei britanni estraendo una spada magica dalla roccia nella quale era stata conficcata; la spada si chiama Excalibur. Artù sale così al trono, sposa Ginevra e stabilisce la propria corte nel castello di Camelot. I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDADa Camelot, Artù esercita il proprio governo con l’aiuto dei suoi cavalieri. Essi sono soliti riunirsi attorno a una tavola rotonda, in modo che tutti abbiano la medesima importanza e non sorgano invidie o gelosie. Per questo sono chiamati “i cavalieri della Tavola Rotonda”. Essi sono coraggiosi e nobili, e seguono le regole della società cortese.Le leggende del ciclo bretone ci forniscono informazioni sulla personalità dei cavalieri e narrano molte delle loro avventure. Così, ad esempio, sappiamo che Gawain è onesto e leale, che in una delle sue avventure va alla ricerca del terribile Cavaliere Verde e che in un’altra è obbligato a sposare un’orrenda, vecchia strega che si trasforma poi in una bellissima dama. Ancora, sappiamo che Mordred, il nipote di Artù, è sleale e complotta contro il re. Il cavaliere più famoso è Lancillotto: è l’amico più caro di Artù e il cavaliere più coraggioso e intrepido, ma è anche segretamente innamorato di Ginevra, sposa di Artù. IL SACRO GRAAL E L’ULTIMA BATTAGLIAI cavalieri della Tavola sono alla ricerca del Sacro Graal, il calice che, secondo la tradizione, era stato usato da Gesù durante l’Ultima Cena. Secondo un’antica profezia, solo un cavaliere, quello dal cuore puro, riuscirà a trovarlo. Questo cavaliere sarà Galahad, figlio di Lancillotto. Con l’aiuto di Bors e di Percival (o Parsifal), Galahad riesce a venire in possesso del Graal, ma ormai i giorni di Camelot sono finiti. Mordred cerca di usurpare il trono; ne segue una feroce battaglia, nel corso della quale muoiono sia lui sia Artù. Artù viene portato sulla misteriosa isola di Avalon, dove acquisterà l’immortalità e da dove un giorno tornerà per regnare di nuovo sull’Inghilterra. Prossimo: “ L’ODISSEA “
Leggenda della Tavola Rotonda
Re Artù, i suoi valorosi cavalieri, il mago Merlino, la bella Ginevra: sono i protagonisti di un ciclo di racconti conosciuti come leggende della Tavola Rotonda (o anche “ciclo bretone”). Questi racconti furono messi in forma scritta circa mille anni fa, ma il loro protagonista era vissuto molti secoli prima di allora. Di re Artù come personaggio storico sappiamo poco, ma è molto, molto probabile che non fosse potente come il re della leggenda! IL VERO ARTÙPoche sono le notizie storiche su re Artù: visse dal 480 al 537 circa, probabilmente in Galles (o nella parte ovest dell’Inghilterra); era un guerriero e combatté valorosamente contro le tribù anglosassoni che venivano dall’Europa. Artù guidò i britanni in numerose battaglie contro gli invasori e morì proprio in battaglia, a Camlan, nel 537. Anche se nella leggenda Artù è presentato come re dei Britanni, nella realtà fu molto probabilmente solo il capo di uno dei numerosi, piccolissimi regni in cui il paese era suddiviso. LE LEGGENDELa figura storica di re Artù è citata solo di sfuggita in alcuni antichi libri gallesi. La prima raccolta in cui si narrano le vicende di Artù è La storia dei re della Britannia, scritta intorno al 1136 da Goffredo di Monmouth; in essa compaiono Artù, la bella Ginevra (sua moglie), il cattivo Mordred (suo nipote) e il mago Merlino (il suo protettore). Questi racconti si basano sulle storie che erano state tramandate oralmente e che avevano cominciato a circolare circa seicento anni prima, alla morte di Artù. Si diffusero molto velocemente in tutta Europa, in particolare in Francia e in Italia. Nel 1485 lo scrittore inglese Thomas Malory pubblicò il volume Le Morte d’Arthur (La morte di Artù), nel quale aveva riunito tutti i racconti e le leggende legati a questa figura mitica. NATO PER ESSERE RESecondo la leggenda, Artù è il figlio segreto del re dei britanni Uther Pendragon; nato nel castello di Tintagel, in Cornovaglia, ne era stato subito allontanato e tenuto nascosto. Il suo maestro è il mago Merlino, che diventerà suo consigliere. Raggiunta l’età adulta, Artù dimostra di essere il vero sovrano dei britanni estraendo una spada magica dalla roccia nella quale era stata conficcata; la spada si chiama Excalibur. Artù sale così al trono, sposa Ginevra e stabilisce la propria corte nel castello di Camelot. I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDADa Camelot, Artù esercita il proprio governo con l’aiuto dei suoi cavalieri. Essi sono soliti riunirsi attorno a una tavola rotonda, in modo che tutti abbiano la medesima importanza e non sorgano invidie o gelosie. Per questo sono chiamati “i cavalieri della Tavola Rotonda”. Essi sono coraggiosi e nobili, e seguono le regole della società cortese.Le leggende del ciclo bretone ci forniscono informazioni sulla personalità dei cavalieri e narrano molte delle loro avventure. Così, ad esempio, sappiamo che Gawain è onesto e leale, che in una delle sue avventure va alla ricerca del terribile Cavaliere Verde e che in un’altra è obbligato a sposare un’orrenda, vecchia strega che si trasforma poi in una bellissima dama. Ancora, sappiamo che Mordred, il nipote di Artù, è sleale e complotta contro il re. Il cavaliere più famoso è Lancillotto: è l’amico più caro di Artù e il cavaliere più coraggioso e intrepido, ma è anche segretamente innamorato di Ginevra, sposa di Artù. IL SACRO GRAAL E L’ULTIMA BATTAGLIAI cavalieri della Tavola sono alla ricerca del Sacro Graal, il calice che, secondo la tradizione, era stato usato da Gesù durante l’Ultima Cena. Secondo un’antica profezia, solo un cavaliere, quello dal cuore puro, riuscirà a trovarlo. Questo cavaliere sarà Galahad, figlio di Lancillotto. Con l’aiuto di Bors e di Percival (o Parsifal), Galahad riesce a venire in possesso del Graal, ma ormai i giorni di Camelot sono finiti. Mordred cerca di usurpare il trono; ne segue una feroce battaglia, nel corso della quale muoiono sia lui sia Artù. Artù viene portato sulla misteriosa isola di Avalon, dove acquisterà l’immortalità e da dove un giorno tornerà per regnare di nuovo sull’Inghilterra. Prossimo: “ L’ODISSEA “