Istituto per l’istruzione superiore di Padova, nato nel 1222 in seguito alla migrazione di un gruppo di universitari dall’Università di Bologna, ma fondato formalmente nel 1260 (i primi statuti conservati risalgono al 1331). Lo studio padovano rimase fedele al modello universitario bolognese, caratterizzato dalla presenza di due universitates o comunità, ultramontana e citramontana, ciascuna divisa a sua volta in dieci nazioni, e dall’ampia autonomia concessa agli studenti, che sceglievano i docenti Distinguendosi all’inizio soprattutto per l’insegnamento del diritto, nonché della retorica (importante fu la figura del grammatico Boncompagno da Signa, vissuto tra il 1165 e il 1250), nel corso del Trecento l’ateneo divenne un importante centro anche per lo studio della filosofia, dell’astronomia e della medicina. Fondamentale per la medicina fu la docenza di Pietro d’Abano e, per l’astrologia, quella di Giovanni Dondi dall’Orologio (XIV secolo), noto per aver ideato e costruito l’astrarium, un orologio astronomico. A partire dal 1405, con l’annessione di Padova a Venezia, le vicende dello studio furono strettamente legate alla storia della Repubblica veneta, che lo utilizzò come sede per formare la classe dirigente e la burocrazia di cui aveva bisogno. Nel secondo Quattrocento l’ateneo, strutturato nelle facoltà di diritto e di arti, conobbe una fase di grande splendore, divenendo una delle sedi dell’umanesimo italiano (vi insegnò, tra gli altri, l’umanista Francesco Filelfo). Pietro Pomponazzi, che si laureò a Padova e fu professore di filosofia naturale dal 1495 al 1509, ricoprì un ruolo centrale nella diffusione delle tesi materialiste volte a negare l’immortalità dell’anima. La Biblioteca universitaria ospita centinaia di migliaia di volumi, manoscritti e incunaboli.
UNIVERSITA' DI PADOVA
Istituto per l’istruzione superiore di Padova, nato nel 1222 in seguito alla migrazione di un gruppo di universitari dall’Università di Bologna, ma fondato formalmente nel 1260 (i primi statuti conservati risalgono al 1331). Lo studio padovano rimase fedele al modello universitario bolognese, caratterizzato dalla presenza di due universitates o comunità, ultramontana e citramontana, ciascuna divisa a sua volta in dieci nazioni, e dall’ampia autonomia concessa agli studenti, che sceglievano i docenti Distinguendosi all’inizio soprattutto per l’insegnamento del diritto, nonché della retorica (importante fu la figura del grammatico Boncompagno da Signa, vissuto tra il 1165 e il 1250), nel corso del Trecento l’ateneo divenne un importante centro anche per lo studio della filosofia, dell’astronomia e della medicina. Fondamentale per la medicina fu la docenza di Pietro d’Abano e, per l’astrologia, quella di Giovanni Dondi dall’Orologio (XIV secolo), noto per aver ideato e costruito l’astrarium, un orologio astronomico. A partire dal 1405, con l’annessione di Padova a Venezia, le vicende dello studio furono strettamente legate alla storia della Repubblica veneta, che lo utilizzò come sede per formare la classe dirigente e la burocrazia di cui aveva bisogno. Nel secondo Quattrocento l’ateneo, strutturato nelle facoltà di diritto e di arti, conobbe una fase di grande splendore, divenendo una delle sedi dell’umanesimo italiano (vi insegnò, tra gli altri, l’umanista Francesco Filelfo). Pietro Pomponazzi, che si laureò a Padova e fu professore di filosofia naturale dal 1495 al 1509, ricoprì un ruolo centrale nella diffusione delle tesi materialiste volte a negare l’immortalità dell’anima. La Biblioteca universitaria ospita centinaia di migliaia di volumi, manoscritti e incunaboli.