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Storie cancellate

Post n°70 pubblicato il 24 Dicembre 2011 da appestato.am

A qualcuno non è piaciuto il mio articolo sul 1946 (intitolato «Erba nei fossi e forche in piazza») che affronta un tema poi riproposto ne "I giorni dell'ira".
Con l'arroganza poco democratica di chi detiene un potere inteso non come servizio ma come difesa di posizioni privilegiate (che non sono soltanto economiche), di recente mi è stato fatto notare che "la storia si fa con i documenti".
Ho risposto pubblicamente sul web che, a Rimini, i documenti sono stati fatti sparire. Questo il testo pubblicato un mese fa.

«Mi si dice da persona autorevole, a proposito di certe storie riminesi di guerra e del dopoguerra, che la Storia si fa in base ai documenti. I documenti ci sono e smentiscono gli autocompiacimenti delleautobiografie.
Il problema è che molti documenti sono stati fatti sparire, dalle raccolte dei giornali conservati nelle biblioteche e dalla serie di atti pubblici (ovvero ufficiali) posseduti dalle stesse biblioteche.
E quindi, questi autorevoli personaggi che sostengono gli autocompiacimenti delle autobiografie, come spiegano quello che ora non c'è più?»

Vorrei aggiungere ora che, di certi episodi del 1944, a Rimini non si è mai parlato.

I primi a tacerne sono stati i repubblichini più in vista.
Cito dal "Giornale di Rimini" (I, 1) dell'8 luglio 1945, il pezzo sulla lunga lettera inviata da Paolo Tacchi al sindaco di Rimini, lettera che si concludeva che l'accenno ad «altre tre uccisioni avvenute» in città.
Giuffrida Platania in un testo inviato la segretario del fascio repubblichino (posteriore al 20.5.1944), scrive di «Altre azioni che per opportunità non è il caso di menzionare...».

Un personaggio antifascista noto per le sue posizioni polemiche verso la dirigenza antifascista postbellica, Elio Ferrari, scriveva in un fax inviato alla redazione del settimanale "il Ponte" il 28 aprile 1997, che un concittadino aveva fatto vivere momenti drammatici ai figli di un capo dell'antifascismo riminese (di questo "capo" faceva nome e cognome nel fax, come pure del "concittadino").
Lo stesso nome e lo stesso cognome del "capo" antifascista, faceva un generale e partigiano a chi lo intervistava, accusando quel signore "concittadino" citato da Ferrari, di aver sparato ad uno dei due figli di quel medesimo capo dell'antifascismo riminese.

C'è infine anche chi riferisce che, per quei colpi d'arma da fuoco, nel marzo 1944 ci scappò un morto, e non era il defunto l'obiettivo dell'azione. Forse si tratta di una di quelle «altre azioni che per opportunità non è il caso di menzionare...», secondo quanto scriveva Platania.


Rimini ieri. Cronache dalla città
Indice

 
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Rimini stranissima

Post n°69 pubblicato il 04 Novembre 2010 da appestato.am

Città stranissima, Rimini.

In un precedente post, ho parlato di Rimini "città molto strana".

Città stranissima, aggiungo oggi. Per raccontare come alcune (due, suppongo) recensioni apparse a mia firma sul settimale "il Ponte" a cui collaboro dal 1982, abbiano destato scandalo. Spiego il perché.

Prima recensione. In essa scrivo che una citazione riportata ha in originale un senso opposto a quello che le si attribuisce.

Seconda recensione. Scrivo che in quel libro c'è un itinerario ben esaminato negli anni '70, che vide in Elemire Zolla (1926-2002) uno studioso di punta, oggi utilizzato in ambito esoterico, come paladino della condanna della cultura della "modernità". Non so se per colpa della prima o della seconda recensione, ma non me ne hanno chieste più al giornale. E sono passati parecchi mesi.

 
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Grandi manovre

Post n°68 pubblicato il 04 Agosto 2010 da appestato.am

Ho annunciato sul "Ponte" l'imminente pubblicazione di una storia di Rimini nei 150 anni dall'Unità d'Italia ad oggi.
Sembra che la cosa abbia provocato sospetti, ne parla anche il mio oroscopo.
Tranquilli, quella storia l'ho già scritta e pubblicata in volume nel 2004.
Tante grandi manovre (con l'arrivo al giornale di una "grande" firma) per niente, dunque...

 
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Bavagli e grembiuli

Post n°67 pubblicato il 08 Luglio 2010 da appestato.am

Giornata del silenzio. Da lettori, e da vecchi inutili cronisti con mezzo secolo di cose scritte, ripetiamo che non ci piacciono i bavagli. Crediamo di averlo dimostrato. Per questa nostra libertà di visione a 360 gradi, sulla carta stampata ci siamo presi allegramente i calci in faccia da parte di solerti censori talmente cretini da confondere fischi con fiaschi, la Resistenza con il Risorgimento, la Costituzione con l'autoritarismo ad personam.

Spesso succede però quello che ha dichiarato Barbara Spinelli il 2.10.2009: "si ha l'impressione che i giornali italiani si censurino in anticipo, temendo chissà quali ritorsioni".
I giornali evitano il bavaglio, ma mettono talora il grembiule, ovvero la divisa del "tutti in riga", nell'obbedienza al pensiero unico. Talora quel grembiule ha la forma del grembiulino.

La Stampa in Romagna esce in panino con l'omonimo Corriere. Per farci pubblicare una lettera ("Radici cristiane, frutti proibiti") abbiamo atteso tre invii, tre settimane e l'aiutino del vice direttore, Pietro Caricato. Non parliamo di bavagli, di grembiulini, ma di disguidi.

Wikio ci ha contattati. Il nostro blog sulla Stampa era in salita nella classifica di luglio. Abbiamo risposto: come mai, se è tanto tempo che non lo aggiorniamo, elencando una serie di motivi.
Dopo qualche giorno ci hanno fatto sapere, su nostra sollecitazione, che le loro previsioni erano sbagliate. Il nostro blog è in discesa. Non parliamo di bavagli, di grembiulini, o di disguidi, ma di cambiamenti di opinione. Anche nelle cifre batte un cuore.

Giornata del silenzio. Ma ce ne sono di cose da dire su questi silenzi.
Al nuovo direttore della Stampa inviammo un caloroso augurio, lo seguivamo con attenzione su Repubblica, leggiamo il foglio torinese dal 1964, ci siamo affezionati, si siamo anche formati sulle sue pagine. Non abbiamo mai ricevuto risposto alla domanda: come vede il mondo dei blog?

Abbiamo aperto tra i primi un blog sulla Stampa-web, certe nostre cose sono piaciute, ma si è tollerato che per questo l'autore fosse offeso da altri blogger della Stampa. Come succede nei siti più squallidi ed inutili. Questo in nome della democrazia e della mancanza di bavagli alla libertà di informazione, lasciando dire a qualcuno che il sottoscritto aveva espresso opinioni che per la verità mai erano apparse sul blog.
Oltre ai maniaci sessuali, ci sono anche i maniaci verbali, che non tollerano la discussione pacata. Preferiscono la via breve dell'offesa e della diffamazione. In nome della mancanza di bavagli, si applicano maschere ridicole. Qualcuno non ha trovato di meglio che scrivere a destra ed a manca contro quel pravdiano di Montanari.
Non si considerino paladini della libertà d'espressione quanti usano il falso per accusare le persone con cui non sono d'accordo.

Siamo fisicamente sgraditi da molti che ci conoscono di persona, come i colleghi del Carlino riminese che ci hanno evitati per le loro celebrazioni, a cui avremmo potuto portare un piccolo contributo dato che vi collaborammo mezzo secolo fa...
Possono non amarci con tutta la tranquillità che deriva dal fatto che neppure Wikio, un mondo fatto di numeri, non ci ammira, ma alla fine ci ascolta nel farci retrocedere dopo che li abbiamo avvertiti di persona che non meritavamo il premio di avanzamento di carriera...

 
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Ammirabile ammiraglio

Post n°66 pubblicato il 29 Maggio 2010 da appestato.am

Ammiraglio, impari a nuotare
(nel latino delle scritte)


Prendo spunto dalla lettera di quell'ammirabile ammiraglio esperto in battaglie navali giornalistiche, che ha scritto al periodico riminese "il Ponte" (a cui collaboro dal 1982), per deridermi e suggerirmi di leggere qualche libro di Storia.
In questi casi, si possono invocare due tipi di perizia.

Il primo è quello tecnico, mirante all'accertamento delle caratteristiche della persona offesa (il sottoscritto). Nel mio caso, posso documentare una tesi di laurea in Storia della Filosofia di seicento pagine (1966), e tutta una serie di pubblicazioni di Storia che l'ammirabile e stupefacente ammiraglio non conosce, e che sono uscite negli anni, con un contenuto essenzialmente originale.
Aggiungo: per laurearmi ho frequentato i corsi di Storia moderna e medievale della grande maestra Gina Fasoli (assistente era l'ora famoso Paolo Prodi), sostenendo i relativi esami. Non c'era il 18 politico, anzi c'era un presame scritto di selezione rima dell'orale…

Il concetto di originalità dei miei lavori, va inteso in questo senso: che ognuno dei testi firmati dal sottoscritto ed usciti a stampa, presenta questioni e documenti mai esaminati prima.
Se l'ammirevole ammiraglio non si fosse fidato delle persone che frequenta e che lo hanno preso in giro, fornendo notizie false e calunniose sul sottoscritto (seconda un'usanza attestata da atti giudiziari e documentabile attraverso pure fonti a stampa), non avrebbe fatto la ridicola figura che ha fatto, consigliandomi la lettura di qualche libro di Storia.
E tutto è accaduto soltanto per aver io deriso il principino ballerino savoiardo, testimone del cretinismo imperante in questi tempi un po' ovunque, dalla politica alla televisione ed alle private istituzioni economico-culturali.

A questo punto, il secondo tipo di perizia riguarda il soggetto che, sentenziando a vanvera, offende l'altrui onorabilità professionale, poiché la disputa coinvolge non un qualsiasi mentecatto della bocciofila di quartiere o del circolo navale di un qualsiasi porto adriatico, anche il più malandato.
Questo secondo tipo di perizia potrebbe considerare non soltanto il soggetto che offende, ma pure il contesto in cui esso agisce, facendosene condizionare a tal punto per cui potrebbe dal medesimo soggetto essere invocato come attenuante l'essersi sottomesso ad un parere altrui, diffamatorio nei confronti del sottoscritto.
In tanti dicono male di Montanari, possono aver pensato i sobillatori di professione, che anche lei mirando ammiraglio può accodarsi agli stessi sobillatori e dire peste e corna del medesimo Montanari.

È vero che non esiste più il reato di plagio, ma non è una attenuante il peccato di disinformazione generato da un contesto in cui (per ricevere congratulazioni) è necessario gettare fango sopra una persona non scelta a caso ma con scopo preciso, appunto quella di screditarla mediante una (presunta) autorevolezza che si presuppone garantita da una pubblica carriera.

Ma l'ammiraglio che si crede capace di navigare anche nel mare della Storia, è finito poi (come accaduto a lui) sugli scogli della non conoscenza (altrimenti detta ignoranza) della differenza tra Resistenza e Risorgimento (come da pubblico atto a stampa).

In tal modo ha fatto una figura barbina di cui non cale giustamente nulla a lui perché l'ambiente che lo apprezza e lo utilizza è al suo grado di non conoscenza (altrimenti detta ignoranza) delle cose. Un ambiente in cui si cerca di diffamare chi lavora in modo onesto, serio ed originale, perché pure in quell'ambiente vale l'aurea massima che governa certe loschi pubblici affari: "Stai attento a quello, che è una persona onesta e ci può mettere nei guai".

La non conoscenza (altrimenti detta ignoranza) della Storia che dovrei, a detta del predetto ammirabile ammiraglio, studiare io, non attenua la responsabilità morale dell'arroganza di chi si alza a giudicare materia che risponde a verità dei fatti (le colpe di casa Savoia).

Una perizia medico-legale in questo caso potrebbe accertare un atteggiamento dettato da suggestioni non culturali, ma collegabili al contesto in cui l'ammirevole ammiraglio opera. In quel contesto si richiede ogni tanto un gesto di coraggio e di notorietà, molto simile a quello del salto del cerchio infuocato per i gerarchi fascisti.
Siamo sempre a quell'Italia lì, fatta di retorica, falsità, idiozie, che poi gli "altri" pagano dolorosamente e senza averne colpa.

Sappia l'ammirabile ammiraglio che dalla fondazione di cui è stato chiamato a far parte, il sottoscritto non ha mai ricevuto un centesimo né di lira né di euro. Che nella stessa fondazione sono stati allevati personaggi che poi, grazie alla protezione di cui godevano e dei soldi che essa pagava a certi giornali, sono riusciti a fare pubblicare cose false e diffamatorie contro il sottoscritto.

C'è un cronista che io chiamo "il repubblichino" il quale ha scritto una volta che era stato pubblicato "un libello" contro certe pagine storiche del sottoscritto.
Il "libello" si è poi rivelato soltanto una mail, quando "il repubblichino" ha dovuto spiegarmi le cose.
Lo stesso cronista poi attribuì la mail a persona diversa dall'autore vero (ma taciuto). La persona era ben legata all'ambiente da cui la mail proveniva. L'autore vero, io l'ho fregiato da allora con il titolo accademico di "più famoso autore di lettere anonime" di tutta la provincia, come pochi giorni fa ho specificato "de visu" ad alte autorità politiche attive oggi. Facendone nome e cognome.

Ammiraglio, impari a nuotare nel mondo della cultura: non si fidi delle scialuppe che le offrono gli amici per fare a battaglia navale con qualcuno che non è gradito a chi tiene i cordoni della borsa e che può pertanto permettersi il lusso di mantenere anche un servizio di controspionaggio (di cui ho le prove documentali, con tanto di lettere inviatemi dagli interessati, ovvero quelli che fanno spiare).
Si occupi di cose più serie, come fare le barchette di carta per i bambini degli asili. È un passatempo che può risultare utile all'umanità intera.

Post scriptum. Ella, dottissimo in storia, e esperto navigatore come da titolo professionale, non si è accorto che la vecchia sede dell'Istituto nautico ora passata all'università ha l'orribile scritta "Navigare necesse"? In latino si dice "navicare". Queste sono le giuste battaglie (navali) da fare per la cultura. Ma forse pretendo troppo.

***

DOSSIER

Sarei pure fascista (2 marzo 2010)

L'accusa per aver criticato il principino canterino e ballerino
Un mio articolo apparso sul periodico riminese "il Ponte", pure pubblicato sul mio network internazionale di blog, ha provocato la scomposta reazione di un lettore del giornale. Si tratta della nota dedicata al cittadino Savoia, esibitosi al festival della canzone a Sanremo.

Il lettore mi accusa di non aver avuto cristiana pietà verso il suddetto cittadino Savoia. Di essermi lasciato abbacinare dalla condizione di "cattolico adulto". Di voler una Repubblica non democratica e non nata dalla Resistenza.

Per rispondere al lettore ho inviato al giornale tre righe di testo che riproduco in calce. E che spero di poter vedere pubblicate.
Intanto qui aggiungo qualcos'altro. Credo nel cristianesimo del farsi pusilli. Quel lettore vuol prendere per i fondelli il sottoscritto, inserendo la definizione di "cattolico adulto" per accusarmi di prodismo.

En passant osservo che l'accusa è un onore, ma soprattutto un onere. Perché vedo che insomma o da destra o da sinistra, il professore bolognese sta sullo stomaco a parecchie persone. Ed allora la situazione è molto divertente. Quando si rompono le palle del biliardo, allora è un grande successo personale.

Non ho mai avuto tessere né da adulto né da infante della parrocchietta democristiana o post. Per cui il lettore riminese che ha protestato con il direttore del "Ponte", scrive cose inesatte, proiezioni di suoi fantasmi, metafore di una situazione che non mi appartiene.

Nessun partito mi avrebbe mai sopportato per più di tre giorni. Ho imparato la lezione da mio zio, che dopo la fine della guerra doveva essere il primo sindaco di Rimini. Ai compagni del partito (nel senso di compagni del pci) disse: "Ragazzi, chi ruba va in galera". Non lo candidarono.

Cattolici per cattolici, come suol dirsi, per fare paragoni. Meglio essere "adulti" e spiati da malfattori, che malfattori e fare le spie. Succede oggi (vedi caso Boffo), succedeva ieri (contro Prodi), e pure temporibus illis, quando personaggi adesso serenamente illustri, inviavano al ministero degli interni le informative sulle conferenze del dissenso cattolico tenute nella città.

Ecco la protesta del lettore de "il Ponte":
"Al Sig. Antonio MONTANARI. Complimenti per la sua alta concezione di carita' cristiana. Ora, se posso vorrei darle un parere, non un consiglio. Un cattolico adulto non ha bisogno di consigli. Prima di parlare di storia cerchi almeno d'informarsi un po'. Non molto un po'. Comunque, dal suo scritto, si evince che a lei questa Repubblica (costituzionale e resistenziale) non piace. Lei mira ad un'altra Repubblica. Cordialmente la saluto".

Ecco infine la mia risposta al lettore:
"Alla Costituzione nata dalla Resistenza, deve ispirarsi la Repubblica. Il lettore erra quando mi attribuisce mire verso un'altra forma di Stato. Ha sbagliato indirizzo. Forse non mi ha mai letto in precedenza. E non ha compreso nulla di quanto ho scritto circa il ridicolo principino canterino e ballerino. Da oltre mezzo secolo ho la cattiva abitudine di leggere e studiare libri di Storia. Per cui respingo al mittente l'accusa di non essere informato. Antonio Montanari"


Punto sul Ponte (31 marzo 2010)
Faccio il punto circa gli attacchi ai miei articoli sul "Ponte"



Per aver criticato il cittadino Savoia principino ballerino, mi sono preso del fascista da parte di un signor ammiraglio. Alla cui prima lettera (su fascismo, Resistenza, dopoguerra ed appunto principino canterino), risposi: "Alla Costituzione nata dalla Resistenza, deve ispirarsi la Repubblica".

Con seconda lettera di replica l'ammiraglio mi definisce "scarsino in storia risorgimentale".
A questo punto alzo bandiera bianca, e mi arrendo. Mai parlato di Risorgimento, ma soltanto di Resistenza. Se l'ammiraglio confonde, sono fatti suoi, non problemi miei.
Il tutto si legge ne "il Ponte" in edicola da oggi.

La missiva del lettore.
Puro e duro signor Antonio Montanari ho letto la sua risposta, ma rimango convinto che Lei sia scarsino in storia risorgimentale. Comunque oggi volevo sottolineare la sua “leggera” faziosità? Lei ha ragione quando dà vergogna a quei giovani che hanno vilipeso l’immagine del giudice Borsellino. Purtroppo gli imbecilli sono presenti in ogni compagine. Maleducati e male informati. Veri ignoranti. Ma sarebbe bello che la sua indignazione andasse anche quando altri giovani calpestano e bruciano le bandiere nazionali o di altri paesi, urlando slogan tipo “10 100 1000 Nassirya”. Quelli che odiano gli altri solo perché hanno idee diverse. Le posso assicurare che esistono cuori, menti e pensieri solidali, fraterni ed onesti anche in persone che parteggiano per posizioni politiche differenti. Tanti auguri e saluti.

La mia risposta.
La polemica è del tipo classico: "Superior stabat lupus". Ci si sottrae alle argomentazioni logiche. E si inventano omissioni. Un testo di 2.450 battute non è come la "Commedia" dantesca che ha tutto su tutti. Al cretino di destra non posso contrapporre ogni volta un cretino di sinistra. Nella certezza che spesso il primo deriva dal secondo. Come la storia politica recente testimonia. Per la questione risorgimentale, il direttore non mi concede spazio. Ma soltanto aumento di stipendio.

© by Antonio Montanari 2010. Mail.

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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