LETTERA A MIA MADRE Ciao, mamma, mi ritrovo spesso a chiedermi se sia in quel posto decantato da molti e rinnegato da altri e se da lì, possa vedermi. Sono passati più di 20 anni, un’infinità… 20 anni in cui sono cresciuta ed ho dovuto imparare a fare a meno di te, a ricominciare a ridere, a dimenticare il modo meraviglioso in cui lo facevi tu per non stare più male, ad inventarmi un carattere che non era il migliore che potesse capitarmi e che da quando sei partita, posso dirti si è tramutato in una personalità chiusa, introversa, colma di paure e di dubbi. Gli stessi dubbi che mi assalgono ancora, oggi che sono anagraficamente una donna e che dovrei sapermi fare delle domande e fornirmi risposte adeguate. Invece no, mamma adorata… sono qui e mi viene voglia di sbattere la testa contro il muro. Lotto con l’ansia, con i sintomi legati ad una malattia che non capisce nessuno a meno che non l’abbia provata… combatto con me stessa, con quello che sono diventata senza di te, che eri la mia luce, l’unica persona che desiderassi abbracciare e tenere stretta a me, quella che mi portava il caffè la sera e che lo beveva insieme a me, mentre ora, la sera è diventata un incubo da affrontare quotidianamente. Non credo di poter reggere a lungo, sai? Non ho nemmeno il coraggio di chiedere aiuto… non so chi potrebbe (ammesso che ci riuscisse) offrirmelo, lo vedi anche tu, se mi vedi. Chi amo tanto si è allontanato e non lo ha fatto per ferirmi, la vita ci conduce dove vuole durante questo lungo (o a volte breve) cammino… oppure è qui, accanto a me ma non le riesce di capirmi, perché profondamente diversa. Mi sono innamorata una sola volta, nella vita, di un uomo che non avrò mai accanto, che ho sfiorato varie volte (mai abbastanza) e che, ne ho preso atto, resterà un sogno eterno. Adesso, penso a tante cose… cose importanti che vorrei risolvere, per dare una parvenza di senso a questa vita così vuota, così colma della tua assenza rumorosa. Vorrei chiederti quei consigli che non ho mai potuto avere da te, perché te ne sei andata troppo presto e che sarebbero saggi e sicuramente volti al mio bene. Vorrei poterti spedire questa lettera scritta di getto e invece, mi toccherà affidarla a quello che una volta era il vento… ad internet. Un mondo nel quale mi sono rifugiata e che comunque non potrà mai essere abbastanza. Ho paura di stare per cedere, mamma… non so se ti è dato di farlo, dove sei ma se è così, ti chiedo di aiutarmi. Ti mando un bacio ed un treno carico di abbracci… tutti quelli che fortunatamente ti ho dato quando c’eri e tutti quelli che non ho potuto darti in questi quasi 21 anni. Con infinito amore, la tua figlia sgangherata…
Oggi, va così... devo mandarti questa lettera.
LETTERA A MIA MADRE Ciao, mamma, mi ritrovo spesso a chiedermi se sia in quel posto decantato da molti e rinnegato da altri e se da lì, possa vedermi. Sono passati più di 20 anni, un’infinità… 20 anni in cui sono cresciuta ed ho dovuto imparare a fare a meno di te, a ricominciare a ridere, a dimenticare il modo meraviglioso in cui lo facevi tu per non stare più male, ad inventarmi un carattere che non era il migliore che potesse capitarmi e che da quando sei partita, posso dirti si è tramutato in una personalità chiusa, introversa, colma di paure e di dubbi. Gli stessi dubbi che mi assalgono ancora, oggi che sono anagraficamente una donna e che dovrei sapermi fare delle domande e fornirmi risposte adeguate. Invece no, mamma adorata… sono qui e mi viene voglia di sbattere la testa contro il muro. Lotto con l’ansia, con i sintomi legati ad una malattia che non capisce nessuno a meno che non l’abbia provata… combatto con me stessa, con quello che sono diventata senza di te, che eri la mia luce, l’unica persona che desiderassi abbracciare e tenere stretta a me, quella che mi portava il caffè la sera e che lo beveva insieme a me, mentre ora, la sera è diventata un incubo da affrontare quotidianamente. Non credo di poter reggere a lungo, sai? Non ho nemmeno il coraggio di chiedere aiuto… non so chi potrebbe (ammesso che ci riuscisse) offrirmelo, lo vedi anche tu, se mi vedi. Chi amo tanto si è allontanato e non lo ha fatto per ferirmi, la vita ci conduce dove vuole durante questo lungo (o a volte breve) cammino… oppure è qui, accanto a me ma non le riesce di capirmi, perché profondamente diversa. Mi sono innamorata una sola volta, nella vita, di un uomo che non avrò mai accanto, che ho sfiorato varie volte (mai abbastanza) e che, ne ho preso atto, resterà un sogno eterno. Adesso, penso a tante cose… cose importanti che vorrei risolvere, per dare una parvenza di senso a questa vita così vuota, così colma della tua assenza rumorosa. Vorrei chiederti quei consigli che non ho mai potuto avere da te, perché te ne sei andata troppo presto e che sarebbero saggi e sicuramente volti al mio bene. Vorrei poterti spedire questa lettera scritta di getto e invece, mi toccherà affidarla a quello che una volta era il vento… ad internet. Un mondo nel quale mi sono rifugiata e che comunque non potrà mai essere abbastanza. Ho paura di stare per cedere, mamma… non so se ti è dato di farlo, dove sei ma se è così, ti chiedo di aiutarmi. Ti mando un bacio ed un treno carico di abbracci… tutti quelli che fortunatamente ti ho dato quando c’eri e tutti quelli che non ho potuto darti in questi quasi 21 anni. Con infinito amore, la tua figlia sgangherata…