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Post n°11 pubblicato il 18 Maggio 2008 da dinaforever
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CI RISIAMO! EMERGENZA CARCERI COME CONSEGUENZA DELLO SFASCIO DELLA GIUSTIZIA - SOVRAFFOLLAMENTO, STATO DI ABBANDONO, ILLEGALITA': TUTTO QUELLO CHE NON SI E' FATTO E CHE SI DEVE URGENTEMENTE FARE LA MINACCIA DEL "PACCHETTO SICUREZZA" L'EFFICACIA DI UNA RISPOSTA CHE RISPETTI I DIRITTI UMANI - Lunedì 19 maggio dalle 10 alle 15 sede del Partito Radicale – Via di Torre Argentina 76, Roma
ASSEMBLEA/CONVEGNO CON Paola BALDUCCI, già deputata Verde Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani
deputata Delegazione Radicale Gruppo PD Camera Gianni BETTO, Direttore Centro d'Ascolto dei Programmi Radiotelevisivi Desi BRUNO, avvocato, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Bologna Gian Domenico Caiazza, Presidente Camera Penale di Roma Jolanda CASIGLIANI, Segretaria Associazione Radicale Satyagraha Alfonso CELOTTO, ordinario di "Diritto costituzionale" - Università di Roma 3 Franco Corleone, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Firenze Elettra DEIANA, già parlamentare di Rifondazione Comunista Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino Ornella FAVERO, Coordinatrice di "Ristetti Orizzonti" Prof. Luigi FERRAJOLI, Ordinario di Filosofia del diritto e Teoria generale del diritto - Università Roma 3 Michele LEONARDI, avvocato Luigi MANCONI, già sottosegretario alla Giustizia Graziella MASCIA, già parlamentare di Rifondazione Comunista Bruno MELLANO, già deputato radicale della Rosa nel Pugno Mario PATRONO, Ordinario di Diritto pubblico, Università La Sapienza Gaetano PECORELLA, avvocato, deputato Popolo della Libertà Marco PERDUCA, senatore Delegazione Radicale Gruppo PD Senato Maria Enrica PUOTI, consigliere giuridico del Vice Presidente del Senato Emma Bonino Giuseppe Rossodivita, avvocato, Coordinatore Gruppo Piero Calamandrei Antonella SARAGAGLIA, Cooperativa Magliana '80 Sergio Segio, Gruppo Abele Gianfranco Spadaccia, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Roma Cesare SALVI, già senatore di Sinistra Democratica Claudia STERZI, Segretaria Associazione Radicale Antiproibizionisti Valter Vecellio, direttore di Notizie Radicali, giornalista RAI Elisabetta ZAMPARUTTI, deputata Delegazione Radicale Gruppo PD Camera
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Post n°10 pubblicato il 07 Maggio 2008 da dinaforever
Roma, 7 maggio 2008 • Dichiarazione di Claudia Sterzi, segretaria dell’Associazione radicale Antiproibizionisti e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani
Scrive ieri sull’Unità Luigi Manconi, commentando la costituzione di una associazione radicale di antiproibizionisti a Chianciano: “Giova ricordare che l’antiproibizionismo italiano non è mai stato quello “liberista” di Milton Friedman bensì un movimento dotato di una forte base sociale e, direi etica.” Ringrazio molto per l’annuncio, ma aggiungo che altrettanto gioverà riconoscere che gli evidenti danni prodotti dal proibizionismo, danni sociali e danni economici, dimostrano come strategie fallimentari sul livello economico difficilmente possono avere effetti positivi sull’umanità; lo sviluppo economico non è obbligatoriamente in concorrenza con lo sviluppo sociale ed umano. In Italia, mentre ancora oggi è stato arrestato e rinchiuso in carcere un coltivatore di dieci piante di canapa, l'antiproibizionismo produrrebbe una diminuzione sia dell’ enorme giro di denaro, illecito e fuori controllo, che il proibizionismo sulle sostanze stupefacenti e sulla prostituzione muove, sia dei malefici effetti sociali che la clandestinità e la illegalità del fenomeno provocano.
Post n°9 pubblicato il 05 Maggio 2008 da dinaforever
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Chianciano Terme, 4 maggio 2008 Nasce l’ARA, Associazione Radicale Antiproibizionista
Domenica 4 maggio 2008, al termine dei lavori dell’Assemblea dei Mille, presso il Centro Congressi Excelsior di Chianciano Terme, si costituirà l’ARA, Associazione Radicale Antiproibizionisti.
Claudia Sterzi, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e Responsabile dell’ARA, ha annunciato l’iniziativa nel corso del suo intervento a Chianciano: “Una forza politica laica, liberale, socialista e radicale non può e non deve aspettare a dare una risposta sensata a milioni di consumatori per lo più innocenti; la risposta, dopo anni di esperimenti desolanti di proibizionismo non può essere altra che riprendere e rilanciare la battaglia antiproibizionista radicale, dando sostegno alle altre forze antiproibizioniste che non hanno ancora trovato sponde nei loro uomini politici”.
“Cogliamo l’occasione dell’Assemblea dei Mille per lanciare l'iniziativa di una forte associazione antiproibizionista che continui a rifornire il dibattito politico di informazione, di analisi, di ricerca sul fenomeno dell’assunzione di sostanze psicotrope lecite ed illecite”, ha dichiarato Rita Bernardini, Segretaria Nazionale di Radicali Italiani aggiungendo che “noi radicali continueremo a portare avanti la lotta contro la criminalità politica e degli spacciatori, con gli strumenti della nonviolenza e della disobbedienza civile".
antiproibizionistiradicali@gmail.com |
Post n°8 pubblicato il 25 Aprile 2008 da dinaforever
Reato di agricoltura? Corte di Cassazione: è reato la coltivazione domestica di cannabis
Roma, 24 aprile 2008
La Cassazione "ha mantenuto una giurisprudenza molto negativa". Così Rita Bernardini, leader di Radicali italiani e neo eletta alla Camera nella fila del Pd, commenta la pronuncia della Suprema Corte secondo cui la coltivazione domestica di piante di cannabis è sempre reato.
"La nostra risposta di Radicali, non da soli speriamo - aggiunge Bernardini - la daremo nei prossimi giorni a Chianciano con l'Assemblea dei Mille lanciando l'iniziativa di una forte associazione antiproibizionista che continui a praticare l'informazione e la ricerca, in particolare sulla cannabis". "In quella sede - conclude la segretaria dei Radicali - rilanceremo la pratica della nonviolenza e della disobbedienza civile contro i crimini della politica e degli spacciatori".
Droga, Perduca: Cassazione in linea con la Fini-Giovanardi e prossimo governo
Roma, 24 aprile 2008
Dichiarazione di Marco Perduca, Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista e eletto radicale al Senato col Partito Democrato
La sentenza della Cassazione conferma l'impianto ultra-proibizionista della legge "Fini-Giovanardi" che arriva a penalizzare anche comportamenti che non ledono libertà o prerogative di altri che non siano la morale da stato etico tradotta in legge dal Governo Berlusconi nel febbraio 2006. Con queste premesse è chiaro che nella XVI legislatura il Popolo della Libertà non potrà che aggravare ulteriormente i fallimenti del "controllo delle droghe" con politiche sempre più repressive anche in onore delle necessità di promozione di leggi emergenziali per garantire la sicurezza in Italia. Questa reazione va contrastata con la nonviolenza gandhiana, ma anche col ricorso alle esperienze positive di altri paesi e sulla totale mancanza di argomenti scientifici dei dogmi proibizionisti. Nei prossimi mesi pubblicheremo alcuni studi e analisi sui dati dei fallimenti degli ultimi decenni relativamente al "controllo delle droghe".
Cannabis, Associazione Luca Coscioni: la Cassazione consegna i malati nelle mani della criminalità organizzata
24 aprile 2008
Dichiarazione di Alessandro Capriccioli e Josè De Falco, membri di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni
La Sentenza di oggi, con cui la Cassazione ha fatto prevalere una interpretazione restrittiva della legge sulla autoproduzione della cannabis, non è soltanto laconferma del clima proibizionista che regna nel nostro paese, ma arreca anche un grave danno a tutti i malati che potrebbero beneficiare degli effetti terapeutici della cannabis naturale, e saranno costretti a rinunciarvi, o alternativamente a rivolgersi alla criminalità organizzata.Si tratta dell'ennesima conferma del fatto che il proibizionismo, specie quando applicato al campo della salute, non ha altro effetto che quello di alimentare l'illegalità, limitando nel contempo le possibilità di cura di migliaia di persone che soffrono di gravi patologie.Su Soccorso Civile, il portale dei diritti dell'Associazione Luca Coscioni (www.soccorsocivile.it), sono disponibili tutte le informazioni sugli effetti terapeutici della cannabis, e le esperienze concrete di chi, dovendosi misurare congravi patologie,continua ad essere penalizzato da leggi proibizioniste che ne limitano la libertà di scelta e di cura.
24 / 04 / 2008 BELLA MANIFESTAZIONE, BRUTTA SENTENZA
I supremi Giudici, a corti riunite, hanno rigettato le sentenze precedenti e hanno stabilito, in piena sintonia con la linea politica espressa dagli ultimi risultati elettorali, che il proibizionismo in Italia non ha fatto abbastanza danni. E' secondo loro opportuno persistere e perdurare in un'ottica punitiva e coercitiva che entri nel privato degli individui censurando un fatto totalmente privato e privo di ogni conseguenza sugli interessi dei terzi, quale la coltivazione domestica di una pianta, la canapa, che vedeva l'Italia, agli inizi del Novecento, seconda nazione nel mondo, dopo la Russia, per la produzione. Di canapismo non è mai morto nessuno, anzi la canapa, in ogni sua varietà, ha dimostrato proprietà terapeutiche avanzate, oltre a una gamma di usi varia ed inconsueta. Non è più tollerabile una simile follia legislativa; gli effetti che essa produce sono controproducenti e dannosi; se si può discutere sulle modalità di legalizzazione delle droghe, non è possibile permettere la demonizzazione di un atto innocuo e personale come la coltivazione di una qualsiasi pianta sul proprio balcone o giardino. La coltivazione domestica libera potrebbe costituire una prima conversione da un sistema proibizionista ad uno liberale, a rischio minimo e nel rispetto dei diritti personali. Rinnovo l'invito a Chianciano il 2,3 e 4 maggio per l'Assemblea dei Mille e per la costituzione dell' Associazione radicale antiproibizionista Claudia Sterzi

Post n°7 pubblicato il 21 Aprile 2008 da dinaforever
| A partire dalle 9,30, in Piazza Cavour davanti alla Corte di Cassazione Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e neoeletta alla Camera dei Deputati, e dell'Avv. Giuseppe Rossodivita, Responsabile Giustizia della Giunta di RI Il 24 aprile prossimo sarà un momento importante per migliaia di giovani arrestati e processati per qualche piantina di cannabis coltivata sul proprio balcone. E' urgente una mobilitazione nazionale di RI e di tutte le Associazioni, i Partiti ed i Movimenti antiproibizionisti italiani.
Con provvedimento del Primo Presidente della Corte di Cassazione è stato rimesso alle Sezioni Unite, fissate per il prossimo 24 aprile, il ricorso vertente sulla configurabilità o meno del reato produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all'art. 73 del d.p.r. n. 309/1990 e successive modifiche, nel caso in cui si effettui la coltivazione di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti adducendo quale giustificazione la destinazione ad uso personale del prodotto ricavabile dalle stesse.
Sul punto, come noto, si era ingenerato un contrasto a seguito di alcune decisioni, assunte nel corso del 2007 dalla sesta sezione, che hanno ritenuto non riconducibile la specifica attività in questione alla nozione di coltivazione, bensì a quella di detenzione, con la conseguente possibilità di verificare la destinazione ad un uso esclusivamente personale. Essendosi la sezione quarta pronunciata, anche di recente, in senso difforme, il collegio della quarta sezione, con sentenza del 7 marzo ultimo scorso ha ritenuto di dovere evitare il protrarsi del contrasto richiedendo un intervento nomofilattico da parte delle Sezioni Unite, opzione condivisa dal Primo Presidente della Corte di Cassazione.
In attesa di una profonda riforma della legge sugli stupefacenti, così come modificata dal duo Fini-Giovanardi, e di un'iniziativa per la quale ci faremo virus nel PD, si consumerà, il 24 aprile, un momento decisivo per migliaia di giovani sotto processo per aver coltivato qualche piantina di cannabis, magari sul balcone della propria abitazione, pur di sottrarsi al mercato criminale alimentato dalle leggi proibizioniste. Sono possibili colpi di mano rispetto ad un orientamento non proibizionista, ragionevole e ragionato, di recente più volte ribadito dalla Sesta Sezione Penale della Corte.
Per queste ragioni giovedì 24 aprile a Roma, dalle ore 9.30, Radicali Italiani terrà una grande manifestazione alla quale hanno invitato tutte le Associazioni, i partiti e i movimenti antiproibizionisti italiani, per aspettare la sentenza delle Sezioni Unite davanti alla sede della Corte di Cassazione, in Piazza Cavour.
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Post n°6 pubblicato il 08 Aprile 2008 da dinaforever
Droga: Perduca unica idea innovativa è abolizione totale della legge Fini-Giovanardi |
Roma, 8 aprile 2008 Dichiarazione di Marco Perduca, Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista e candidato radicale al Senato nelle liste del Pd in Toscana Intervenendo al convegno ‘Sì alla vita No alla droga’ Carlo Giovanardi si è dichiarato aperto anche a idee innovative in merito alle tossicodipendenze, l’unica idea innovativa e seria è abolire la legge che porta il suo nome e che ha confermato il fallimentare impianto proibizionista portando i tossicomani a essere trattati come criminali. In tutta Europa ormai si è fatto avanti un modello alternativo alle politiche di ‘tolleranza zero’ proposte dal Pdl, contro la reazione punizioni sta occorre il rilancio della radicale riforma referendaria del 1993 recuperandone tanto gli aspetti socio-sanitari e la depenalizzazione totale dell’uso personale. Il 24 aprile organizzeremo a Roma una manifestazione su questo. |
Post n°5 pubblicato il 05 Aprile 2008 da dinaforever
Cannabis, Bernardini: 24 aprile gli antiproibizionisti in piazza, contro il mercato criminale delle droga e per i diritti dei malati |
Roma, 4 aprile 2008 • Dichiarazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, a Radio Radicale Dai microfoni di Radio Radicale, Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani ha rilanciato il tema caro ai radicali dell’antiproibizionismo, annunciando una mobilitazione generale per il giorno 24 aprile, a Roma davanti alla sede della Corte di Cassazione: “L’avvocato Giuseppe Rossodivita, radicale candidato anche al Comune di Roma, ci ha segnalato due sentenze contrastanti della IV e della VI sezione della Corte di Cassazione in merito alla coltivazione di piantine di cannabis sul proprio balcone di casa, contrasto che sarà risolto da un’interpretazione univoca delle sezioni unite della Corte di Cassazione, che si riuniranno il prossimo 24 aprile. Noi radicali che vogliamo riformare la normativa sul consumo di stupefacenti, ulteriormente peggiorata dalle modifiche apportate dalla Fini-Giovanardi, diamo appuntamento la mattina del 24 aprile in Piazza Cavour dov’è la sede della Corte di Cassazione. Questa della Corte sarà una sentenza molto importante, motivo per cui la mobilitazione non dovrà essere solo di Radicali Italiani, ma di tutte le associazioni, i partiti e i movimenti che, almeno a parole, si dichiarano antiproibizionisti o, comunque, contro la punibilità del consumo. C’è ancora chi finisce in galera anche solo per un paio di piantine coltivate sul balcone, nonostante queste stesse piantine impediscano che si alimenti il mercato criminale della droga: quello che sulle sostanze stupefacenti fa enormi affari. Ieri però abbiamo ricevuto una notizia positiva: la Regione Marche ha infatti dato il via libera alla cannabis a scopo terapeutico, in particolare pei i malati terminali di cancro. Questa è senza dubbio una conquista. Infatti sappiamo che in Italia solo alcune Asl prevedono il rimborso di farmaci a base di tetraidrocannabinolo, peraltro acquistabili solo all’estero, nonostante si tratti di farmaci molto efficaci per i malati di cancro che si sottopongono a chemioterapia, per i malati di Aids che soffrono di inappetenza e anche per gli affetti da sclerosi multipla. Non si capisce dunque perchè - per ragioni cosiddette “etiche”, di quella parte integralista che vuole impedire alle persone perfino di curarsi - questi farmaci siano vietati. La Regione Marche per poterli distribuire, dovrà acquistarli all’estero previa autorizzazione all’importazione del Ministero della Sanità : è una procedura incredibile e inaccettabile, a cui noi radicali ci opponiamo da sempre, certi di avere dalla nostra parte la maggioranza degli italiani”, ha concluso la Segretaria di Radicali Italiani, protagonista di molte azioni di disobbedienza civile. |
Post n°4 pubblicato il 02 Aprile 2008 da dinaforever
Droga, Bernardini e Rossodivita: il 24 aprile momento importante per migliaia di giovani arrestati e processati per un po’ di cannabis coltivata sul proprio balcone |
Roma, 1 aprile 2008 • Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e candidata alla Camera dei Deputati con il PD e dell'Avv. Giuseppe Rossodivita, Responsabile Giustizia della Giunta di RI Con provvedimento del Primo Presidente della Corte di Cassazione è stato rimesso alle Sezioni Unite, fissate per il prossimo 24 aprile, il ricorso vertente sulla configurabilità o meno del reato produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all'art. 73 del d.p.r. n. 309/1990 e successive modifiche, nel caso in cui si effettui la coltivazione di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti adducendo quale giustificazione la destinazione ad uso personale del prodotto ricavabile dalle stesse.
Sul punto, come noto, si era ingenerato un contrasto a seguito di alcune decisioni, assunte nel corso del 2007 dalla sesta sezione, che hanno ritenuto non riconducibile la specifica attività in questione alla nozione di coltivazione, bensì a quella di detenzione, con la conseguente possibilità di verificare la destinazione ad un uso esclusivamente personale. Essendosi la sezione quarta pronunciata, anche di recente, in senso difforme, il collegio della quarta sezione, con sentenza del 7 marzo ultimo scorso ha ritenuto di dovere evitare il protrarsi del contrasto richiedendo un intervento nomofilattico da parte delle Sezioni Unite, opzione condivisa dal Primo Presidente della Corte di Cassazione.
In attesa di una profonda riforma della legge sugli stupefacenti, così come modificata dal duo Fini-Giovanardi, e di un'iniziativa per la quale ci faremo virus nel PD, si consumerà, il 24 aprile, un momento decisivo per migliaia di giovani sotto processo per aver coltivato qualche piantina di cannabis, magari sul balcone della propria abitazione, pur di sottrarsi al mercato criminale alimentato dalle leggi proibizioniste.
Sono possibili colpi di mano rispetto ad un orientamento non proibizionista, ragionevole e ragionato, di recente più volte ribadito dalla Sesta Sezione Penale della Corte.
E' urgente e necessaria una mobilitazione nazionale di RI e di tutte le Associazioni, i Partiti ed i Movimenti antiproibizionisti italiani, per una grande manifestazione a Roma, a Piazza Cavour.
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Post n°2 pubblicato il 23 Marzo 2008 da dinaforever
| La Segretaria Nazionale di Radicali Italiani, Rita Bernardini, replica all'articolo pubblicato su Il Foglio del 22 marzo scorso, dal titolo 'Intruppati nel Pd, i Radicali sono superati a destra e sinistra'."A me pare che questo attacco del Foglio corrisponda più ai desideri del suo direttore – tutto impegnato nella battaglia per far dilagare l’aborto clandestino - che alla realtà dei fatti", risponde Bernardini. • da Il Foglio del 23 marzo 2008, pag. 4 Siamo in difficoltà, deboli, diluiti, spenti, tramontati, finiti. Siamo i radicali “intruppati” nel PD, presenti “soltanto” (?!) sul Tibet e superati a destra e a sinistra. E’ questo il ritratto che fa dei radicali Il Foglio di ieri e sceglie il mancato impegno sull’antiproibizionismo come segnale di questa disfatta mentre Bertinotti, con la sua “capacità comunicativa”, e la Sinistra Arcobaleno ne fanno in questi giorni di campagna elettorale una bandiera. A me pare che questo attacco del Foglio corrisponda più ai desideri del suo direttore – tutto impegnato nella battaglia per far dilagare l’aborto clandestino - che alla realtà dei fatti. Anche se non mi nascondo che fa parte del rischio che corrono i radicali, da decenni, l’ipotesi della definitiva scomparsa. Mi riprometto però di fare una raccolta di tutti gli articoli scritti in trent’anni sulla “fine dei radicali” e di farne regalo all’ultimo becchino in ordine di tempo. Peccato che Il Foglio, proprio sul tema dell’antiproibizionismo sia un po’ distratto e si lasci affascinare, più che dalla lotta costante e - per alcuni versi - vincente, che i radicali conducono da anni, dalla “lotta” dei soli giorni della campagna elettorale dei comunisti di ogni risma e, in primo luogo, del rifondatore del comunismo Bertinotti. Se fosse stato meno distratto, si sarebbe accorto che proprio chi scrive, cioè la Segretaria di Radicali Italiani, è stata più volte processata insieme a Marco Pannella per le disobbedienze civili in materia di stupefacenti, e che alcune sentenze di assoluzione hanno fatto giurisprudenza e sono servite a non far finire in galera giovani colpevoli solamente di essere consumatori di sostanze illegali ma certo non più dannose di alcol e tabacco regolamentate e diffuse. Non so cosa abbiano fatto i comunisti in questi anni, se non qualche spinellata in cui gridavano allo scandalo se un poliziotto si azzardava a fermarli per far applicare la legge. Quello che so è che 43 dirigenti e militanti radicali si sono fatti processare e che 13 condannati in via definitiva come me, Pannella, Della Vedova, Stanzani e Vigevano non possono più candidarsi ad elezioni regionali, provinciali e comunali. Ma per noi sono i prezzi che si pagano e si debbono pagare per chi fa lotta politica usando nonviolenza e disobbedienza civile. Una cosa dovrebbe far riflettere il Foglio, come fa riflettere noi radicali consapevoli del rischio costante di essere annientati: negli ultimi due anni Fausto Bertinotti ha parlato a Porta a Porta per 5 ore e 42 minuti mentre Marco Pannella, nello stesso periodo, ha avuto voce per 26 minuti (dati del Centro d’Ascolto). Sì, è probabile che si scompaia definitivamente ma, osservando la resistenza di cui siamo stati capaci noi radicali, il nostro saper essere “cellule staminali” che rigenerano i tessuti sociali, è possibile che le nostre idee di democrazia e di libertà non muoiano e che continuino a trovare gambe su cui marciare a lungo attraverso il vissuto di questo Paese. |
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Post n°1 pubblicato il 07 Marzo 2008 da dinaforever
 Bruxelles, 6 marzo 2008 • Dichiarazione di Marco Cappato L'International Narcotics Control Board, agenzia dell'ONU incaricata di verificare il rispetto delle Convenzioni sulle droghe da parte dei paesi membri, ha rilasciato ieri il suo rapporto annuale per il 2007. Il rapporto precede di alcuni giorni il meeting della Commissione ONU sulle droghe, che si volgerà a Vienna tra il 10 ed il 14 marzo, al fine di intraprendere un processo di valutazione della strategia decennale lanciata nel 1998, il cui slogan era "Per un mondo libero dalla droga, si può fare". Per valutare se il piano dell'ONU abbia raggiunto o meno gli obiettivi dichiarati, il gruppo dei Liberali e dei Democratici europei, su iniziativa del radicale Marco Cappato, di Chris Davies e dei deputati olandesi Jeanine Hennis-Plasschaert e Sophie In't Veld, ha promosso oggi un incontro pubblico nelle sale del Parlamento europeo. Tra gli oratori intervenuti, oltre ai rappresentanti di Commissione e Consiglio, Carla ROSSI, (rappresentante del Parlamento all'Osservatorio Europeo sulle Droghe e le Tossicodipendenze), Thanasis APOSTOLOU (Transnational Institute / Andreas Papandreou Foundation), Fredrick POLAK (Encod), Péter SAROSI (Hungarian Civil Liberties Union), Danny KUSHLICK (Transform, UK) e Kasia MALINOWSKA SEMPRUCH (OSI Director on harm reduction). Marco CAPPATO ha dichiarato: «L'INCB conferma che dal 1998 al 2007, dunque dall'inizio della strategia decennale dell'ONU per la "guerra alla droga", la produzione mondiale di oppio è aumentata del 102%, segnando, solo nel 2006-2007 aumenti del 33%. La produzione di cocaina è aumentata del 19% e quella di cannabis è passata da 26.200 tonnellate annue del 1999 alle 42.000 del 2007. A fronte di questi risultati fallimentari ci sono state spese enormi da parte dell'Europa nel settore della lotta alla coltivazione: nel 2005, solo in Afghanistan, l'investimento europeo è ammontato a 400 milioni di Euro. Nello stesso periodo per programmi di prevenzione e informazione volti a ridurre la domanda sul territorio europeo, sono stati stanziati solo 21mmilioni di euro. Questi dati denunciano il fallimento delle attuali politiche, controproducenti e criminogene, che ignorano la riduzione del danno e non sono sottoposti a nessuno strumento di valutazione del costo. Gli Stati sono responsabili di questa situazione, continuando a osteggiare la raccolta di dati omogenei e confrontabili che possano monitorare gli effetti delle politiche vigenti. Come abbiamo scritto nella dichiarazione finale della conferenza "gli Stati Membri dell'Unione Europea, le istituzioni dell'Unione Europea e le Nazioni Unite devono essere promotrici di iniziative per la revisione di strategie per la droga a livello nazionale, europeo e internazionale, specialmente in vista della revisione del Piano delle Nazioni Unite e del lancio di un nuovo Piano, richiedendo a tal fine anche una revisione delle Convenzioni delle Nazioni Unite». DICHIARAZIONE SULLE POLITICHE INTERNAZIONALI SULLE DROGHE Conclusioni della Conferenza tenutasi al Parlamento Europeo sul Piano 1998 delle Nazioni Unite "Per un mondo libero dalla droga per il 2008- si può fare" 6 marzo 2008, Parlamento Europeo Nel giugno 1998 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha convocato una Sessione Speciale sul tema delle sostanze stupefacenti, la quale ha lanciato un piano decennale che mira a raggiungere "risultati misurabili" nella lotta contro la droga, insieme ad una " riduzione significativa" della coltivazione di cannabis, cocaina e papaveri da oppio per l'anno 2008. Lo slogan del Programma sul Controllo delle droghe delle Nazioni Unite è: "Un mondo libero dalla droga, si puo fare". Il 10 marzo 2008 la Commissione Droga dell'ONU si riunirà a Vienna per definire la fase finale del programma in vista dell'incontro ministeriale che, nel 2009, sarà chiamato a giudicare il programma del 1998. Riteniamo che, a 10 anni dall'attuazione del piano, vi sia un forte bisogno di analizzare e valutare la strategia e i risultati ottenuti attraverso l'attuale rigoroso regime proibizionista. Il Parlamento Europeo ha già chiaramente espresso la sua posizione attraverso il voto di diverse relazioni, sostenendo un approccio scientifico al problema e la necessità di procedere ad una valutazione dei costi- benefici delle politiche attuali, dei progetti di prevenzione ed educazione, della riduzione del danno, delle strategie anti- proibizioniste, dei progetti- pilota, e allo stesso tempo criticando le strategie solamente repressive che violano i diritti umani (la Commissione per le libertà civili ha appena approvato una richiesta per l'Agenzia per i Diritti Fondamentali affinché quest'ultima svolga un'analisi a riguardo e sottolinea la necessità di "procedere verso una valutazione sulle attuali politiche sulla droga al fine di determinare quali strategie hanno ottenuto buoni risultati"). Per questa ragione abbiamo convocato il 6 marzo 2008 al Parlamento europeo un incontro con legislatori, ONG, azionisti e cittadini, al fine di valutare l'implementazione del Piano delle Nazioni Unite del 1998, offrire suggerimenti per il futuro e progettare una strategia per assicurare che le Nazioni Unite prendano in considerazione pienamente tali suggerimenti. Conclusioni della Conferenza: - adeguati rapporti e valutazioni sottolineano che il Piano delle Nazioni Unite e la Convenzione delle Nazioni Unite sulla quale sono basate le attuali politiche nazionali europee e leggi, non ha raggiunto gli obiettivi dichiarati preposti, specialmente ove vengono applicate rigide politiche proibizioniste; - la loro revisione è di conseguenza urgente e necessaria al fine di ricercare alternative e nuovi approcci legislativi e normativi; - gli Stati Membri dell'Unione Europea, le istituzioni dell'Unione Europea e le Nazioni Unite devono essere promotrici di iniziative per la revisione di strategie per la droga a livello nazionale, europeo e internazionale, specialmente in vista della revisione del Piano delle Nazioni Unite e del lancio di un nuovo Piano, richiedendo a tal fine anche una revisione delle Convenzioni delle Nazioni Unite. Marco CAPPATO Chris DAVIES Jeanine HENNIS- PLASSCHAERT Sophie INT'veld
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