pernoidaarcangelo2

e per i miei amiche che sono sempre qui con me


Sempre caro mi fu quest'ermo colle,/e questa siepe, che da tanta parte/dell'ultimo orizzonte il guardo esclude./Ma sedendo e mirando, interminati/spazi di là da quella, e sovrumani/silenzi, e profondissima quiete/io nel pensier mi fingo; ove per poco/il cor non si spaura. E come il vento/odo stormir tra queste piante, io quello/infinito silenzio a questa voce/vo comparando: e mi sovvien l'eterno,/ e le morte stagioni, e la presente/e viva, e il suon di lei.Così tra questa/immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare.