Creato da archeowall il 08/09/2005

GIRA CHE TI RIGIRA

di tutto un pò, come mi gira: Cammini, ricerche, foto, Storia e Natura

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Post N° 146

Post n°146 pubblicato il 13 Novembre 2008 da archeowall
 

  

 
 
 

SPERANZA ...

Post n°145 pubblicato il 05 Novembre 2008 da archeowall
 

  
Elezioni USA... un avvenimento storico!

In un momento così critico per l'Italia, così privo di prospettive e certezze mi sento contenta per i risultati raggiunti da Obama.

Non sò se riuscirà a realizzare il suo programma, se avrà tempo per farlo.  Non sarà facile per lui, ma è pur sempre una vera opportunità di cambiemento che gli americani si sono scelti. Consapevoli o meno, ma ci provano.

Per quanto riguarda la situazione italiana mi trovo d'accordo con un artista italiano in Norvegia che in un suo recente post afferma

Quanto a noi, qualunque cosa accada, non possiamo che ripetere con Debord le parole di Marx a Ruge: «Non si può certo dire che io abbia troppo in stima l'epoca presente; ma se non dispero di essa, ciò è per la sua situazione disperata, che mi riempie di speranza».


vedi in     http://rescuezone.weblogg.no/

 
 
 

PREMIO CREATIVITA'

Post n°144 pubblicato il 03 Novembre 2008 da archeowall
 

ciaobettina    ……. un vulcano di creatività

 

grazie e grazie per il tuo pensiero, per il premio che mi hai assegnato!

 PREMIO CREATIVITA

 

Scelta difficile per me, ma lo assegnerò a:

 odio_via_col_vento     scrive e mi fa viaggiare col cuore

 ariel63m    creativa, anche con i bambini

calipso81     non si arrende mai

elsewhere_perhaps     belle foto del blog

jawas.reloaded      racconta l’arte in un modo unico

ilbisognodiparlare   pittura e musica

oranginella  mamma dei nostri tempi

panpanpi creatività e fantasia

1) nel ricevere il premio, devi scrivere un post mostrando il premio e citando il nome di chi ti ha premiato;
2) devi scegliere un minimo di 7 bloglive (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nei loro design. Esibisci il loro nome e avvisali di aver ottenuto il premio "Creatività".
 

 

 
 
 

FRA' MICHELE PICCIRILLO

Post n°143 pubblicato il 28 Ottobre 2008 da archeowall
 

 

Lontano dalla Giordania e dai suoi mosaici, dal deserto, dai suoi colori, dalla sua sabbia e dal suo vento… andarsene via per l’ultimo viaggio, così lontano dalle cose che sono state la tua vita. Sembra impossibile.

A te è accaduto. Domenica notte.

Se ne va un altro grande archeologo, un uomo che della sua fede ha fatto strumento di cultura tra la gente. E la cultura è stata strumento di condivisione, di pace in quei territori dove è dura la convivenza tra popoli e religioni diverse. Padre Michele era divenuto famoso per le sue ricerche in Terra Santa, per i suoi scavi sul Monte Nebo – Siyagha - in Giordania. Si interessava di archeologia biblica ed era un ottimo docente universitario. Instancabile, una persona piena di idee ed energia, entusiasta della vita e del suo lavoro. Insegnava a Roma, alla Pontificia Università ma passava lunghi mesi dividendosi tra Gerusalemme e la Giordania, dove per anni migliaia di studenti hanno potuto conoscerlo e lavorare con lui. Tra i mosaici del Monte Nebo, tra le rovine di Umm al Rasas, le incredibili rovine della fortezza di Macheronte e molti altri siti ancora. Un Jeep scassata accompagnava sul campo, poi vento e sabbia, caldo e sudore per ore ed ore. Aspettavamo felici la pausa del te, il te con la menta che solo gli arabi hanno la maestria di saper preparare così gustoso in mezzo al nulla.

Entusiasmo per la vita e per ogni cosa che vivi ogni giorno. Padre Michele era un archeologo, ma soprattutto un padre francescano. Quella Porziuncola d’oriente costruita tra Siria e Turchia è anche un suo messaggio. Di pace e di gioia di vivere.

Buon viaggio, Michele e buon ritorno sul Monte Nebo, alle sorgenti di Mosè.

 

Post 106 Mount Nebo

http://blog.libero.it/archeowall/view.php 

 
 
 

ANTEFISSA

Post n°142 pubblicato il 21 Ottobre 2008 da archeowall
 

 

Un messaggio dal nostro passato

 
 
 

ARCHEOLOGI SI NASCE O SI DIVENTA?

Post n°141 pubblicato il 20 Ottobre 2008 da archeowall
 

Il mio bimbo (quello in blu)con alcuni amichetti, tutti insieme dediti al loro lavoro preferito: scavare!

 

Nel vederli mi chiedo se archeologi si nasce o si diventa. Per  quel che mi riguarda: si nasce. Non sono mai stata archeologa, io, ma ho l'archeologia nel sangue e nel naso nel senso che mi piace l'odore della terra smossa, della polvere, delle cose che riaffiorano insieme al  loro corredo di storia. Tutta la mia vita è stato un tortuoso percorso per arrivare a dire che in fondo ho sbagliato a non seguire il mio istinto, la mia passione. In casa mia nessuno si è mai occupato di archeologia. Uno zio era filologo e al mio 6 compleanno mi regalò un bel dizionario di Italiano. Copertina blu, edizioni Garzanti. Lo trovai bellissimo. Era una magia: aprire a caso le pagine, quelle di carta sottile quasi impalpabile, e scoprire una parolona o una parolina a me sconosciute. E ne avevo di sconosciute, a soli 6 anni sapevo a malapena leggere! Il primo vero incontro con l'Archeologia è avvenuto a 12 anni.

In un'edicola mi ritrovai tra le mani Civiltà sepolte di C.W. Ceram. Lo sfogliai per un pò, incuriosita. A sera ne parlai con mia madre, volevo comperarlo. Ti serve?, mi chiese lei. Si, si mi serve.

Civiltà sepolte. Il romanzo dell'archeologia

Poi però si cresce, tra dubbi ed indecisioni sino alla soglia dell'università dove tra le due porte ho scelto quella sbagliata: A come Architettura, non A come Archeologia. Vuoi per non deludere babbo e mamma che, poveri operai, fanno studiare i figli, vuoi per vergogna mia, vuoi per testardaggine... sono andata avanti, avanti e ancora avanti per anni ed anni. Finchè sono tornata indietro, ai miei 12 anni, alla mia passione. Che ora voglio seguire, perchè si vive una sola volta.

Perchè archeologi si nasce


 
 
 

ANCORA VIA VANDELLI

Post n°140 pubblicato il 18 Ottobre 2008 da archeowall
 

Una foto dei muri di contenimento di uno dei piani inclinati iniziali. Si tratta di muri costruiti tutti a secco, con pietrame locale (marmo delle Apuane) spaccato e messo in opera direttamente da mani molto esperte. Non è stata usata malta, né sabbia né terra. I muri sono autoportanti. Una meraviglia di tecnica costruttiva, sicuramente sostenibile, in simbiosi con il paesaggio e documento insostituibile di cultura locale.

 

 
 
 

LA PORZIUNCOLA D'ORIENTE

 Siamo in pieno Medioevo. Una piccola chiesa, malridotta, giace abbandonata in quella enorme pianura che abbraccia il colle su cui si erge la città di Assisi, cinta da mura e protetta da una fortezza. Francesco si mette al lavoro e con l’aiuto di alcuni amici riesce a restaurare il piccolo edificio che diviene così la sua prima chiesa.

 Una notte, una lontana notte del 1216, Francesco prega nella sua Porziuncola  quando una vivissima luce illuminò l’oscurità e l’anima del Santo. Davanti ai suoi occhi apparvero Cristo Maria circondati da Angeli. Da quella visione e dalla risposta data da Francesco, la Porziuncola è diventata famosa in tutto il mondo per il privilegio di Indulgenza, noto come “il perdon di Assisi”, che il 2 di agosto e da oltre 7 secoli attira qui migliaia di pellegrini. La bella chiesetta medievale, racchiusa entro la Basilica di S. Maria degli Angeli nel sec. XIX, con la sua semplicità di forme ed ornamenti rappresenta ancora oggi una efficace rappresentazione del pensiero francescano tradotta in un adeguato modello architettonico.

 

Dopo quasi 800 anni, una nuova Porziuncola è stata costruita sulle montagne tra Siria e Turchia, a Kafar Sayidah. La località si trova sulle falde settentironali del Jabal al-Ansariyah non lontano dal'autostrada che unisce Aleppo al porto di Latachia. La cappella,costruita i margini del bosco, si apre sulla pianura ed abbraccia a vista il porto dell'antica Antiochia, alla foce dell'Oronte.

Sulle orme di Francesco, un ponte invisibile tra Oriente ed Occidente…

 
 
 

LA VIA VANDELLI

Post n°138 pubblicato il 16 Ottobre 2008 da archeowall
 

Le Apuane sono attraversate da una moltitudine di sentieri, ma la Via Vandelli è un percorso progettato e realizzato dagli uomini con il grande intento di unire Modena a Massa e creare così uno sfogo sul mar Tirreno per il ducato di Parma e Modena.

Fu progettata da Domenico Vandelli e la sua costruzione iniziò intorno alla metà del 1700. Un'opera quasi faraonica vista l'impervietà dei luoghi e l'impossibilità di procedere ai lavori per lunghi mesi, a causa delle sfavorevoli condizioni climatiche.

La strada inizia dal paese di Resceto (Massa), incastonato nell'alta valle dell'omonimo canale, e attraverso un ripido e lungo piano inclinato sale attraverso tornanti sino al Passo del Monte Tambura a quota 1654 mt.

Il piano della strada è tutto lastricato e lavorato con una particolare tecnica costruttiva, riscontrabile in molti altri percorsi delle Apuane. I tornanti della strada sono infatti realizzati con la cosi detta tecnica del "ricciato", in cui le pietre sono disposte con una particolare cura.

 

Nella foto, l'avvio della Vandelli con la salita che porta ai primi tornanti. Sembra una muraglia attaccata alla montagna e rende l'idea di quanto lavoro e quanta fatica siano stati necessari per la sua costruzione.

Nelle intenzioni del granduca, la strada doveva essere una sorta di asse commerciale tra Modena e Massa. In realta la strada non fu mai percorribile con carrozze e solo i muli più resistenti riuscivano a trasportare sino al passo la loro soma.

Durante la Seconda Grande Guerra, quando per oltre un anno il fronte si fermò a Massa quale ultimo caposaldo della Linea Gotica,  la strada fu di grande aiuto per la popolazione apuana che caricandosi sulle spalle un pò di sale, un fiasco d'olio, un lenzuolo di linone del corredo valicava il passo Tambura  per raggiungere Modena e barattare le poche cose con un sacco di farina. Una merce rara ed inesistente nei territori di frontiera, grazie a cui si poteva sperare di sfamarsi un pò e sopravvivere.

 

 
 
 

FARFALLA AZZURRA

Post n°137 pubblicato il 16 Ottobre 2008 da archeowall
 

 

ANCHE CON LE ALI ROTTE

A VOLTE

SI PUO'  VOLARE

 
 
 

NUOVI MULINI A VENTO ..

Post n°136 pubblicato il 10 Settembre 2008 da archeowall
 

Haute Corse

La dove c'erano i mulini a vento, come quelli del Don Chisciotte, oggi ci sono centinaia di pale eoliche       che sfidano i crinali montuosi alla ricerca del vento.

Tanto per avere idea di come sarà la Toscana tra poco.

Con la differenza che in Corsica le pale eoliche sono inserite in un paesaggio scarsamente urbanizzato e           a quote più elevate, mentre in Toscana ce le troviamo davanti alla finestra. E neppure tira tanto vento!

Bene le fonti di energia alternativa, ma sempre nel rispetto del paesaggio!

Invece in barba alla VIA e al nuovo Codice dei Beni culturali, siamo assistendo

ad uno scempio preannunciato! Sempre e comunque in nome deL DIO SOLDO!

   

 
 
 

SIGURD E IL MARE

Post n°135 pubblicato il 29 Luglio 2008 da archeowall
 

 

 
 
 

FATIMA CAMMINA...

Post n°134 pubblicato il 29 Luglio 2008 da archeowall
 

SULLE SPIAGGE DEL NORD

 
 
 

CAMMINARE LENTO...

Post n°133 pubblicato il 25 Luglio 2008 da archeowall
 

«Passeggiare non significa

abbandonarsi al mondo ma,

 

              al contrario,

 

permettere al mondo di entrare dentro

 

noi stessi […]

perché vedere è lasciarsi scuotere».

 

[R. Walzer, La passeggiata]

 Fiore di cappero sulle mura del castello

 

Amo camminare, nella luce bianca del sole

a piedi lungo i sentieri delle Apuane

nelle belle giornate estive, nelle fresche mattinate della Primavera.

Camminare in silenzio ascoltare

sentire gli odori e i suoni della natura

pensare respirare a ritmo lento.

 
 
 

PALLINE COLORATE

Post n°132 pubblicato il 17 Luglio 2008 da archeowall
 

..... COLORATE COME LA VITA!  

 

 
 
 

PORTA ROSSA

Post n°131 pubblicato il 01 Luglio 2008 da archeowall
 

 

 
 
 

LO SPAVENTAPASSERI

Post n°130 pubblicato il 30 Giugno 2008 da archeowall
 

 

Quasi del tutto scomparsi, sono ormai una rarità che vado cercando per le campagne. Una bella mostra fotografica di qualche anno fa, in Maremma, raccoglieva un repertorio colorato e nutrito di esempi, ma la fotografia credo non sia sufficiente a documentare questa testimonianza della cultura contadina. Oggi si parla di etnoarcheologia o di beni etnodemoantropoligici, insomma dei bei paroloni per riferirsi a strumenti, oggetti che molto spesso si riferiscono alla vita contadina di un tempo che da poco e diventato "tempo che fu".

La fotografia è utile, ma più interessante sarebbe poter campionare le varie tecniche costruttive adoperate dai contadini. Non esiste mai uno spaventapasseri uguale all'altro.

Qualche anno fa ho visto un cortometraggio, lo spaventapasseri per l'appunto, da un certo punto di vista terribile ma di un realismo non troppo impossibile: siccome anche i volatili non hanno più paura del vecchio statico spaventapasseri, un imprenditore agricolo uso ad utilizzare manodopera a basso costo (immigrati neri), pensò bene di utilizzarne uno come spaventapasseri.

Il poveretto con una pentola in testa ed un bastone infilato tra le maniche e la schiena della maglia consunta se ne stava così in piedi, in posizione crocifissa muovendosi e articolando versi incomprensibili per neutralizzare l'attacco dei famelici volatili e proteggere così il grano del padrone.

Ogni tanto, preso da noia e stanchezza intonava una delle sue natie canzoni e toglieva la pentola dal capo, ma il padrone impassibile lo fulminava con lo sguardo.

Un cortometraggio che mi ha impressionato perchè penso che in qualche sperduta landa della nostra meravigliosa penisola tecnologica, robotica e virtuale esista almeno uno spaventapasseri umano, messo in croce per guadagnare due centesimi all'ora.

Anche questa e demoetnoantropologia.

 
 
 

QUIZ PER ODY E PER TUTTI: UNA MISTERIOSA INCISIONE SU PIETRA...

Da un pò sto cercando di capire che cosa rappresenta questo graffito inciso sul rocco di una colonna di una famosa chiesa toscana, ma non arrivo ad una conlcusione.

... Un simbolo di... una corporazione medievale... una parte anatomica, l'elsa di una spada.. mah!

Se passate di qui, avete voglia di aiutarmi?

Grazie

Ecco la foto:

 

 
 
 

SOLA, UNA PICCOLA STONEHENGE NORVEGESE

Post n°128 pubblicato il 28 Giugno 2008 da archeowall
 

A Sola nel Rogaland è stato riscoperto e ricostruito un particolare monumento megalitico formato da un cerchio di pietre.

Si tratta di una singolare struttura in cui campeggiano 24 monoliti disposti a cerchio lungo una circonferenza di circa 64 m, uniti da piccole pietre chiare (in maggioranza di quarzo) che dividono  anche il cerchio in otto settori. Al centro, altre 8 pietre di quarzo formano un cerchio pià piccolo al cui interno si trova una grande pietra quadrata, assimilabile ad un tavolo/altare.

LA ricostruzione è stata realizzata dopo oltre 10 anni di ricerche e studi da parte della Sola Historielag society. L'interesse per questo monumento risale però al 1790 e sino alla seconda metà del 1800 si hanno documenti che ne descrivono stato di conservazione e forma. L'apporto più importante per lo studio del misterioso cerchio si deve però ad Anders L. Lorange, un conservatore del Museo di Bergen, che nel 1879 si recò a Sola e con l'aiuto di un abitante riuscì a ritrovare il cerchio di pietre proprio nei pressi della strada. Oltre ad una accurata descrizione, Lorange eseguì un ottimo rilievo delle pietre che è stato basilare nella ricostruzione attuale.

Ecco il rilievo di Lorange:

 

Dopo Lorange, il monumento fu poi dimenticato e presto avvolto dalla folta vegetazione.

Il sito fu rintracciato alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, grazie alla tenacia e curiosità di Kåre Myklebust della Sola Historic Society. Dopo numerose ricognizioni nella zona di Sola, egli individuò un sito che presentava divese pietre allineate ad arco. La ripulitura dell'area portò alla luce un totale di 245 pietre che furono tutte posizionate sul terreno tramite coordinate in GPS.

Nel 2006 si iniziò quindi la ricostruzione del monumento che davvero rappresenta una Stonehenge in miniatura e che, al di là della forma, non risolve comunque il mistero delle origini e delle funzioni di questo misterioso cerchio.

Leggi l'originale in:

http://arkeologi.blogspot.com/2008/06/domsteinane-p-sola-rekonstruert.html

 
 
 

Anfiteatro romano - Luni

Post n°127 pubblicato il 18 Giugno 2008 da archeowall