L'altro giorno Ferrara ha pubblicato su Panorama una tirata nella quale dice sostanzialmente che: a) chi di spada ferisce, di spada perisce (caso Boffo); b) Berlusconi non è un caudillo, ma un babà insicuro; c) repubblica e l'espresso dovrebbero smetterla di inseguirlo: il loro astio è causato dall'invidia per il successo.Con queste tesi sono e non sono d'accordo. Sono d'accordo sul fatto che la sconfitta della sinistra e il permanere al governo di Berlusconi sia dovuto alle pochezze della sinistra, ad un vuoto di progettualità politica che Berlusconi in qualche modo riempie con i suoi proclami e con qualche timida azione di governo. D'altronde Ferrara stesso lo definisce un babà insicuro. Non sono d'accordo sul giudizio sulla campagna di stampa di Repubblica e l'Espresso. Che un uomo pubblico frequenti mignotte non mi scandalizza. Lo fanno in tanti e non vedo perché lui no. Quello che non è ammissibile è la menzogna conclamata e la reticenza e Berlusconi su questa vicenda ha mentito apertamente e non detto altrettanto apertamente. E se il nostro massimo rappresentante mente su queste stupidaggini perché dovrebbe dire la verità sulle cose serie? Non sono neanche d'accordo sull'implicita affermazione, concorde con quanto dice Berlusconi sbagliando, che i giornalisti di Repubblica si sono incattiviti con il Presidente del Consiglio perché li ha sconfitti nella ricerca del consenso. E' del tutto evidente che un giornale vende copie non cerca consenso e quindi la ragione ci dice che più Berlusconi è Berlusconi più Repubblica vende e i suoi giornalisti ed editori sono contenti. Non c'è incattivimento, c'è ricerca di notizie allo scopo di vendere copie, pubblicando notizie e informazioni e domande finora smentite in maniera non convincente. Non sono poi neanche d'accordo con l'interpretazione minimalista dell'attacco a Boffo e la giustificazione a contraris dell'attacco stesso. Anche in questo caso, a mio modesto parere chi pubblica panzane per vendere copie andrebbe radiato dall'ordine o almeno multato, così come capita, credo, ad un architetto quando sbagli visibilmente e palesemente un progetto. Repubblica ha pubblicato notizie mai smentite nei fatti. Libero ha pubblicato notizie cui il diretto interessato a risposto per le rime con la propria (e per ora incontestata) verità. Al solito, che tempora, che mores.
Ferrara, nel senso del ciccione, e il Cavaliere
L'altro giorno Ferrara ha pubblicato su Panorama una tirata nella quale dice sostanzialmente che: a) chi di spada ferisce, di spada perisce (caso Boffo); b) Berlusconi non è un caudillo, ma un babà insicuro; c) repubblica e l'espresso dovrebbero smetterla di inseguirlo: il loro astio è causato dall'invidia per il successo.Con queste tesi sono e non sono d'accordo. Sono d'accordo sul fatto che la sconfitta della sinistra e il permanere al governo di Berlusconi sia dovuto alle pochezze della sinistra, ad un vuoto di progettualità politica che Berlusconi in qualche modo riempie con i suoi proclami e con qualche timida azione di governo. D'altronde Ferrara stesso lo definisce un babà insicuro. Non sono d'accordo sul giudizio sulla campagna di stampa di Repubblica e l'Espresso. Che un uomo pubblico frequenti mignotte non mi scandalizza. Lo fanno in tanti e non vedo perché lui no. Quello che non è ammissibile è la menzogna conclamata e la reticenza e Berlusconi su questa vicenda ha mentito apertamente e non detto altrettanto apertamente. E se il nostro massimo rappresentante mente su queste stupidaggini perché dovrebbe dire la verità sulle cose serie? Non sono neanche d'accordo sull'implicita affermazione, concorde con quanto dice Berlusconi sbagliando, che i giornalisti di Repubblica si sono incattiviti con il Presidente del Consiglio perché li ha sconfitti nella ricerca del consenso. E' del tutto evidente che un giornale vende copie non cerca consenso e quindi la ragione ci dice che più Berlusconi è Berlusconi più Repubblica vende e i suoi giornalisti ed editori sono contenti. Non c'è incattivimento, c'è ricerca di notizie allo scopo di vendere copie, pubblicando notizie e informazioni e domande finora smentite in maniera non convincente. Non sono poi neanche d'accordo con l'interpretazione minimalista dell'attacco a Boffo e la giustificazione a contraris dell'attacco stesso. Anche in questo caso, a mio modesto parere chi pubblica panzane per vendere copie andrebbe radiato dall'ordine o almeno multato, così come capita, credo, ad un architetto quando sbagli visibilmente e palesemente un progetto. Repubblica ha pubblicato notizie mai smentite nei fatti. Libero ha pubblicato notizie cui il diretto interessato a risposto per le rime con la propria (e per ora incontestata) verità. Al solito, che tempora, che mores.