Arera

Rubini, l'uomo nero e l'aria di Cezanne


Prima d’andare a vedere l’ultimo film di Rubini ero scettico, come sono scettico verso tutta (o gran parte) della cinematografia nazionale. Sceneggiature raccogliticce e capacità attoriale ridicole mi hanno negli anni allontanato dalla nostra scuola filmica.Rubini, poi, in particolare, mi è sempre parso se la tirasse un po’, se la recitasse un po’ troppo da intellettuale, da “io sì che so”, “io sì che sono bravo”, e quindi quella generica diffidenza in lui trovava altro radicamento.Devo dire che mi sbagliavo.CONTINUA