Creato da ar.lo il 10/10/2009
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Elezioni

Post n°32 pubblicato il 25 Marzo 2010 da ar.lo
 

Un sordo desiderio di astensione, o di scheda bianca, segna questa campagna elettorale. C’è perfino chi fa esplicita propaganda per il non voto. La voglia di sottrarsi alla scelta non è senza motivi. Lo spettacolo quotidianamente offerto dalla maggioranza di governo e dal suo leader è a dir poco disgustoso. E sicuramente dannosissime sono per la stragrande maggioranza degli italiani le politiche che il governo sta conducendo. Non solo i mali di cui soffre il paese si vanno rapidamente aggravando – disoccupazione, arretratezza del sistema industriale, infiltrazioni criminali, declino del Mezzogiorno – ma il dirigismo manageriale del governo, simbolizzato dalla bulimica espansione degli interventi della Protezione civile, testimonia solo un incontenibile slancio predatorio. Se si può ridurre a una formula semplice ciò che accade, suggeriamo la seguente: ci stanno mangiando vivi. Ove non bastasse, il paese è stato investito, per iniziativa dei partiti di go! verno, da una squallida ventata di razzismo, che sta azzerando i più elementari principi della convivenza democratica: tolleranza e rispetto dell’altro. La nausea per tutto questo, e per molte altre cose ancora, è un buon motivo per non votare.



Sul fronte opposto, non possiamo non constatare malinconicamente l’assoluta inadeguatezza dell’opposizione. La quale, salvo rare eccezioni, sembra rassegnata a sopravvivere parassitariamente sulle spalle della magistratura. Gli italiani sono ben consapevoli dell’infima moralità di chi ci governa, come sono ben consapevoli della sua ferma volontà di travolgere ogni regola pur di garantirsi l’impunità. Per alcuni ciò è indifferente. Per altri non lo è per nulla, ma l’opposizione sembra non saper fare molto di più che ricordarcelo. Avremmo bisogno di sentir parlare di lavoro, di ambiente, di istruzione, di servizi pubblici in decadenza. Sentiamo parlare solo dei misfatti del premier e dei suoi tentativi di sottrarsi alla giustizia. È troppo poco, anzi è nulla. Deprimente è anche in gran parte il personale che affolla le liste elettorali della sinistra. Il più dequalificato Parlamento della storia repubblicana lo è a destra come a sinistra. La! mediocrità dei candidati è in piena sintonia con lo stato del Parlamento e non offre di sicuro grandi motivi per votare. Eppure noi riteniamo che il non voto sia un gravissimo errore. In special modo nell’attuale congiuntura politica. Una vittoria di Berlusconi, dovesse anche contrarsi il suo elettorato a causa di una larga astensione di destra, verrebbe subito decifrata come un mandato a promuovere un’ulteriore involuzione della democrazia italiana. È verosimile che Berlusconi comunque interpreti in tal modo qualsiasi responso delle urne. Ma non possiamo fornirgli scuse. Né possiamo indurlo a ritenere che una parte dell’elettorato sia rassegnato alle sue iniziative.



C’è un altro elemento su cui tutti dovremmo riflettere. Lo stato della politica italiana è disastroso. Scandolosa è la destra, deprimente è la sinistra, con Casini che si affanna nel mezzo. A sua volta la sinistra popolare, o radicale, è stata devastata dalla volontà di annientarla di Veltroni, ma anche dai narcisismi della sua leadership. Resta tuttavia da vedere se abbiamo il diritto di chiamarci fuori. E' troppo facile. La politica è, dopotutto, lo specchio del paese. Non abbiamo, ciascuno di noi, qualche responsabilità del suo stato? Certo, le procedure democratiche sono state ricongegnate in modo da ridurre il voto a una procedura di acclamazione, dell'uno o dell'altro leader, minimizzando il coinvolgimento dei cittadini. Ma mille esempi dimostrano che l’esclusione non è assoluta, che è possibile aggirarla, che la domanda di rinnovamento può anche salire dal basso e diventare ineludibile. Di contro è sicuro che se il disgusto o lo scoramento hanno la meglio, magari amplificando, tramite l’astensione o le schede bianche, il seguito elettorale della destra, nulla di buono può venirne. E, per come stanno ormai le cose, potrebbe anche non esserci un’altra occasione. Votiamo, e votiamo per qualcuno, anche se ci piace molto poco. E' un dovere civico, oggi come non mai. Aiutateci anzitutto a far circolare questo appello.


La Redazione di Nuvole - http://www.nuvole.it

 
 
 

Post rubato a luste.iglu

Post n°31 pubblicato il 12 Marzo 2010 da ar.lo

UN MILANESE...."CONTENTO"!

 

LETTERA DI AMBROGIO BRAMBILLA. DIFFONDERE PREGO

Vivo a Milano DUE in un palazzo costruito dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.
Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio....
Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.......

Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio).
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio,con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un pò in internet, con provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse!!!!!!!!!!!!!
Per fortuna!

PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone. Non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo.

 

 
 
 

8 marzo 2010

Oggi 8 marzo, festa della donna.

E festa dei fiorai, e di quanti vendendo mimose di recupero sperano di poter mangiare una volta in più. Festa dei ristoranti, anche, e dei locali in cui, per l’ occasione, ci saranno giovani uomini anzichè giovani donne a spogliarsi.

Commemorazione del sig. Craxi, per me. Ricordo l’anno della trasformazione. Ad Alessandria, in piazzetta della Lega (un presagio?), la sig.ra Bonniver Margherita distribuiva mimose. Alla sera grande cena delle donne, donne stile Milano da bere.

 

Ma un pensiero all’ 8 marzo, quello antico, se qualcuno lo ricorda, voglio farlo lo stesso.

E’ l’occasione per omaggiare una grande donna.

 

Si chiamava Teresa. Era piccola e secca, coi capelli grigi corti e lo sguardo un po’ stravolto. Viveva in un ex convento fatiscente, in un piccolo alloggio. Era nata a Boves, Cuneo. Scampata per avventura allo sterminio del paese, sopravvisuta ai propri genitori. Poi staffetta partigiana. Catturata, portata a Genova (la stessa Genova di Bolzaneto), alla famigerata Casa dello Studente, violentata ancora ragazzina e torturata.

 

L’avevamo incontrata in quello che allora si chiamava intervento sul sociale, sul problema della casa. Era nervosa quando parlava, non aveva dismesso l’ essere comunista, comunista alla vecchia maniera. Chissà se oggi ci sono ancora femministe alla vecchia maniera. Era diventata di Lotta Continua, sempre presente in sede. Eravamo la sua famiglia, i figli che non aveva mai potuto avere, da difendere, nel caso, con le unghie ed i denti, con la ferinità che le era ormai propria.

 

E’ morta anche lei, col tempo, e al suo funerale non c’era una gran folla. Pochi compagni con le bandiere rosse, una bandiera e una piccola rappresentanza dell’ ANPI.

Le piccole donne non richiamano grandi folle

 

Ciao Teresa, buona festa della donna.

 
 
 
 
 

1 marzo 2010

Post n°28 pubblicato il 27 Febbraio 2010 da ar.lo
 
Foto di ar.lo

Il 1 marzo 2010 è previsto il primo sciopero dei lavoratori stranieri in Italia. Un movimento non violento che vuole far risaltare l'importanza sociale degli immigrati nel nostro Paese.
Sono numerose le attivitàpreviste per il 1 marzo: chi non potrà scioperare, lavorerà indossando un fiocco giallo. Per promuovere e sostenere le iniziative in programma è stato creato anche un sito web:
www.primomarzo2010.it

 

 
 
 

Demetrio Stratos - Cometa Rossa

 

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