Creato da linaladu il 29/06/2009

L'Arrivo Del Signore

Religione

AREA PERSONALE

 

 

FACEBOOK

 
 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Giugno 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 56
 

http://i.imgur.com/9qtRay1.jpg?1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ISTITUZIONE DELL'EUCARESTIA ...ULTIMA CENA.

Post n°1384 pubblicato il 10 Aprile 2019 da linaladu
 

Gerusalemme, piu' di  duemila anni fa: la città è invasa dai pellegrini accorsi da tutte le regioni d'Israele per celebrare la Pasqua, la grande festa dell'uscita del popolo dalla terra d'Egitto, la ricorrenza più temuta dagli occupanti romani, proprio perché legata ad un evento in cui si faceva memoria della liberazione degli ebrei dalla schiavitù. E gli israeliti di quel tempo si trovavano ancora schiavi, questa volta, però, nella loro terra, in mano allo straniero.

Circolavano voci, in città, la folla era in fremente attesa: “Dicono che ci sia qualcuno, in giro: forse il messia promesso dalle Scritture, un uomo mandato da Dio per liberarci dal giogo dell'oppressione!”. C'è tumulto intorno a questa speranza. C'è il desiderio vivo di Dio che torni a liberare il Suo popolo. Ecco allora che si presenta alle porte di Gerusalemme un uomo: se ne è sentito parlare a lungo, molti lo hanno ascoltato predicare e ora si radunano lungo la via che conduce al tempio per accoglierlo.

È una cavalcatura strana, la sua, a dorso di un'asina e del suo piccolo: immagine decisamente poco appariscente, del tutto inadeguata ad un sovrano. Eppure la folla che si è radunata intorno a lui non sembra stupirsene più di tanto: anzi, lo acclama quale “re d'Israele”. Un re piuttosto inconsueto, senza scettro e senza corona. Un re disarmato e senza soldati al suo seguito. Eppure la gente sembra riconoscerlo e non sembra nutrire dubbi circa la sua identità. Come mai?

in proposito,accenno una risposta: le Scritture ebraiche, in particolare i profeti, e più specificamente Zaccaria, avevano parlato di un re che si sarebbe presentato in Gerusalemme proprio in questo modo, diciamo così, “originale”.
Di questo strano sovrano, Zaccaria mette in evidenza un attributo su tutti: egli sarà un re mite.Sì, mite: ovverosia pacifico, senz'armi, “principe della pace”, come ebbe a dire il sommo dei profeti, Isaia. Un messia che veniva a liberare il suo popolo, ma non nel senso in cui il pensiero politico avrebbe desiderato.

Sì, Gesù è il messia che Dio ha mandato per liberare il suo popolo: per liberarlo, anzitutto, dalla violenza e dalla sua logica imprigionante, che mantiene in schiavitù chiunque cerchi di liberarsi dall'oppressione ricorrendo alle armi. Gesù viene, dunque, e gran parte della folla accorsa a Gerusalemme lo riconosce e lo acclama re: un re di pace e di giustizia, il re annunciato dai profeti.

Avvicinarsi alla Pasqua significa, anche, riconoscere le responsabilità di cui, come chiese cristiane, ci siamo macchiati nel corso della nostra storia, farne memoria per evitare di tornare a cadervi. Per lungo tempo le chiese, anche quelle protestanti, hanno affermato che Gesù è stato condannato a morte “dagli ebrei”: affermazione gravissima e, soprattutto, profondamente falsa. Ebrei, infatti, erano tutti i primi discepoli di Gesù, nonché, non dimentichiamolo, lo stesso Gesù. Anche la folla che incontriamo oggi nel nostro brano, questa folla che acclama Gesù, è costituita da donne e da uomini di fede e di tradizione ebraica.

Il popolo d'Israele, in primo luogo, ha riconosciuto Gesù. Una parte dei sommi sacerdoti legati al tempio, uomini (esclusivamente uomini) collusi con il potere, ne hanno favorito la condanna, eseguita poi dai romani, non da israeliti. Il conflitto con Gesù e la decisione di metterlo a morte ebbero ragioni di natura politica, non etnica e nemmeno (in senso stretto) religiosa: Gesù era un uomo scomodo per i potenti, un uomo che amava suscitare la libertà in chi ne accoglieva l'annuncio, un uomo la cui parola, come quella di Dio, era adatta soltanto a cuori aperti e non induriti, ad orecchie capaci, ancora, di ascoltare.

E furono orecchie e cuori d'ebrei a fare spazio al suo messaggio e a diffonderlo: è grazie a costoro che ancora oggi il messaggio dell'ebreo Gesù percorre la terra e scuote le donne e gli uomini dalle loro false sicurezze. “Ma chi è costui?”, si domandano, increduli, alcuni dei presenti alla scena dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme. La folla, senza esitazione, risponde: “È il profeta Gesù”. Profeta: questo è il primo termine che lo qualifica e lo identifica.

Gesù è profeta e “figlio dei profeti”, debitore di quanti, nella storia d'Israele, l'hanno preceduto nell'annuncio di un regno di pace e di giustizia, un regno da instaurare, da preparare, non soltanto da attendere. Gesù si pone nel solco di questi profeti, si considera loro erede e porta avanti il loro messaggio. “Profeta” è parola che viene dal greco, pro-phemì, e può significare, principalmente, due cose.In primo luogo “profeta” è chi “parla di fronte a”: in particolare, di fronte ai potenti, a coloro che non ammettono replica, che non accettano la critica.

Ma anche di fronte alle donne ed agli uomini, nella speranza, che, ascoltando, prendano coscienza ed incomincino, anch'essi, a recare un annuncio scomodo. Infine, ma non certo per importanza, il profeta parla anche, ogni volta che apre bocca, di fronte a Dio, al cui giudizio rimette ogni cosa che pronuncerà in nome Suo: un profeta si trova sempre dinanzi a Dio, tutta la sua vita.

Il profeta vive di Dio e per Dio, e a Dio appartiene la sua stessa vita e tutto cio' che il suo cuore brama: è Dio a infondergli il coraggio, a donargli l'audacia. Perché è Dio, e nessun altro, a costituirlo profeta.Ma “profeta”, in un secondo significato, è anche colui, colei, che “parla in favore di”, o “al posto di”: in favore di chi voce non ha, perché il suo diritto venga rivendicato e difeso dalla violenza di chi intende negarlo. E al posto di quel Dio che non ha altra voce per parlare se non quella dalle donne e degli uomini che Egli chiama perché osino recare il Suo annuncio.


Un annuncio che sembra condannato a non avere troppe orecchie ad ascoltarlo, perché viene a scuotere, a scomodare l'essere umano.Un annuncio per donne e uomini liberi, uomini e donne capaci di riconoscere che il Dio d'Israele è un Dio degli oppressi, un Dio che ama accompagnarsi agli ultimi e che, quando manda un messia, gli fa cavalcare un'asina e lo fa accogliere da quei diseredati che Egli ha costituito quali eredi del Suo regno. Un Dio che innalza gli umili e che dichiara il suo amore per gli afflitti, la sua predilezione per i poveri.


Un Dio che contraddice le evidenze, un Dio al quale siamo chiamati ad educare il nostro sguardo, altrimenti rischiamo di non notarlo, quando ci passa vicino. Un Dio che gli occhi attenti dei semplici ci insegnano a scorgere, come ci ricorda lo stesso Matteo nel suo vangelo: Mi rallegro di Te, o Padre, Signore del cielo e della terra,perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligentie le hai rivelate ai piccoli Amén..

In fede lina ladu gerusalemme

 
 
 

DI GERUSALEMME LINA LADU.BUONA GIORNATA.

Post n°1383 pubblicato il 10 Febbraio 2019 da linaladu

Delle volte il dolore,le delusioni,le malattie e i dispiaceri, ci fanno vedere cose non belle ci fanno pensare cose che non sono nell'amore e nei desideri di DIO, ma e proprio in, quei momenti che dobbiamo rafforzarci,senza,lasciare che l'iniquo, ci, travolga,facendoci prendere delle decisioni non giuste,io in primis ho sofferto tanto,ma nessuna cosa mi ha travolto...ferita si',ma sempre impiedi, combattente nella giustizia del SIGNORE....

Carissimi lettori io ho sempre cercato il volto di Dio facendo l’esperienza della Parola, Parola ascoltata e meditata profondamente. L’unità con Dio mi e'stata manifestata in questa vita, cercando il suo volto negli eventi quotidiani, nella relazione con Lui, Cerco di trovare la mia pace dell'anima con la pienezza e la realizzazione della sua chiamata.

La Chiesa tarda a riconoscere ufficialmente l'esatta verità, ma GESU' ci ha dato la garanzia che lui aveva vissuto questo rapporto di intima comunione con chi a suo tempo gli era stato vicino, rendendo visibile il Suo volto alle persone, principalmente ai piccoli e ai poveri.

Questa è stata la sua missione principale dell’Opera nel mondo, trasmettendo il carisma che gli è stato affidato dal PADRE SUO DEL CIELO. Per me, fare la volontà di Dio, è il centro della mia vita e della mia attività. Tutta la mia tensione è quella di immedesimarmi nel cuore di Dio, contemplando il suo volto, attenta ad ogni “cenno” che mi viene dato da Lui, sempre pronta ad eseguirlo Allora quando verrà dirà: "Vieni o serva buona e fedele, entra nel gaudio del tuo Signore”.

Il grado massimo del discernimento personale mio, per tutta l’Opera, è per me l'obbedienza costante della sua volontà,insegnando in casa e ha tutta la nostra famiglia religiosa, di tenersi pronta ai cenni del Signore, allorquando gli si compiaccia nell'adoperarci per il bene di tutti perché, come tante volte vi ho detto, nei disegni della Provvidenza, c'è la nostra Opera.

Credo proprio che ci sia una speciale relazione con l'attuale momento dell'umanità e dobbiamo quindi essere strumenti docili nelle mani del Signore ed essere attenti a ogni suo cenno per vivere un continuo rapporto di comunione col Padre. Posso solo consigliarvi di cercare il rapporto con il volto del Padre tramite la vera Parola. Cerchiamo il volto e l’unità con Dio in ogni movimento mettendo in atto la santa volontà. Negli scritti del Padre non troviamo la parola “discernimento”,ma il significato di questo processo è molto presente inteso come la ricerca quotidiana della volontà del Padre che costituisce un vero e proprio stile di vita.

Spesso vi raccomando di essere attenti per non spostarsi dalla volontà di Dio. A Satana, nemico acerrimo dell’Opera, basta un solo spostamento per farci vacillare ancora di più. Per me è molto chiaro che la nostra vita e le nostre opere siano vere quando testimoniamo la presenza di Cristo, quando siamo uniti tra noi e rimaniamo in Lui.Il processo di discernimento visto da quest’ottica ci aiuta a vedere la significatività della nostra vita e delle nostre opere, perché altrimenti non è la musica che viene trasmessa direttamente da Gesù in unità con il Padre per il mondo di oggi.

La realtà del discernimento cambia completamente la visione della nostra vita e ci stimola a essere sempre aperti a ogni cenno del Signore e ai segnali che ci vengono dalla storia, per mantenerci significativi nella realtà del mondo di oggi con tutte le sfide che si presentano. Per questo amati lettori, vi incito al discernimento reale, alla meditazione rimanendo legati sempre al PADRE FIGLIO ED ALLO SPIRITO SANTO,io purtroppo non vengo creduta,credono mie fantasie ,le parole dettate dallo SPIRITO SANTO .ma in verità sino ad ora ogni parola detta si e' avverata..il SIGNORE mi e' testimone.

 UN ABBRACCIO IN FEDE, GERUSALEMME

 
 
 

AUGURI A TUTTI...DIVERTITEVI...LINA.

Post n°1382 pubblicato il 15 Dicembre 2018 da linaladu

Noi dal nulla siam partiti,ma da sempre in tuo pensier

microscopiche creature..diventate poi persone

destinate a gioia eterna, se sappiamo far buon uso

della nostra libertà.sì, Gesù, Tu sei la vita,

Tu l’amore, Tu la gioia;ma purtroppo sono molti

che lontani son da Te, altri ancora, indifferenti,

non arrivano a capire..che sei Tu il Salvatore,

tu soltanto il Creatore...d’ogni essere vivente

e di quanto esistente,c’è nel micro e macro cosmo.

Senza Te non c’è speranza,non si spiega questo mondo,

non ha senso nostra vita,non si spiega un accidente.

Ma con Te è tutto chiaro:Noi per Te siamo importanti

a tal punto che ci chiami...a far parte di tua vita

in quell’estasi d’amore...che si chiama paradiso.

Basta solo dire sì:Sì, Signore, in Te crediamo!

BUONE FESTE A TUTTI.

UN GRAZIE DI CUORE PER CHI E' SEMPRE PRESENTE

NEL MIO BLOG NONOSTANTE LA MIA ASSENZA.

SE DIO VUOLE CI RISENTIAMO PRESTO.

UN ABBRACCIO AFFETTUOSO A TUTTI ..LINA.

 
 
 

Tu mia luce

Post n°1381 pubblicato il 28 Novembre 2018 da apungi1950

https://digilander.libero.it/apungi1950/150228jesus-of-nazareth1.jpg

Tu, mia luce
Affinché coloro che mi guardano.
non vedano la mia persona,
ma te in me. Rimani con me.
così risplenderò del tuo splendore
e potrò essere luce per gli altri.
La mia luce verrà da te solo, Gesù,
non sarà mio nemmeno un piccolo raggio.
Sei tu che illuminerai gli altri attraverso di me.
ispirami la lode che ti è più gradita,
illuminando gli altri attorno a me.
che io ti annunci.
non con le parole ma con l'esempio,
con la testimonianza dei miei atti,
con lo scatto visibile dell'amore.,
che il mio cuore riceve da te.
Amen.
( MADRE TERESA DI CALCUTTA

 
 
 

LA MIA TESTIMONIANZA...LINA LADU.

Post n°1378 pubblicato il 22 Ottobre 2018 da linaladu
Foto di linaladu

Carissimi fratelli ,sorelle e amici tutti,nessuna parola di Dio e' piu' eloquente sull'estrema condizione dell'uomo mortale infatti ,se non avessimo questa parola auto espressione di Dio non sapremmo che oltre ogni tenebra..DIO E' AMORE..una frase che dovremmo esprimere ogni attimo della nostra esistenza, molte volte ci ciediamo se questa frase ha bisogno di prove, io in verita' vi dico,chi lo ha visto,come lo' visto io,non ha bisogno di prove, anzi lo testimonia a tutti,perche' la sua testimonianza e' vera, il vero profeta desidera che tutti lo conoscano e credino in Lui e nel Suo Santo amore,perche' cio' che viene,raccontato da Gesu'e' ancora piu' trasparente sul Dio paradisiaco...Gesu'e piu' umano e delicato,lo vediamo nel colloquo con la Maddalena al sepolcro, coi discepoli al cenacolo, nel rimprovero amoroso a Tommaso e della soddisfazione della sua richiesta ricordiamo della scena sulla strada di Emmaus,dal gesto Benedicente per la dipartita dai suoi apostoli e della apparizione gloriosa a Paolo di Tarso cui Cristo appare consolatore e fortificatore nelle ore piu' difficili, ricordiamoci anche la sua Trasfigurazione gloriosa, tutto rimane corporeo e' concreto, nulla del mondo creato e' stato dal Cristo rinnegato nel mondo da Lui redento...cosi' tutta la natura e' inclusa nelle sue parabole per illustrarci l'essenza del Regno del Padre.

La Sua grazia e' una sorgente trabboccante , il Suo amore un incendio che deve diffondersi in tutto il mondo, una semente che cresce da sola, come un prato fiorito, gli uccelli nel cielo, sono insegnamento visivo, cosi il rapporto tra vite e tralci,tutto questo ci mostra che senza Gesu' non possiamo nulla, ma innestati con Lui possiamo portare molto frutto.I miracoli di Gesu' ci mostrano tutti gli aspetti che la guarigione o il nutrimento corporale, ci rimandano alla cura di Dio, per il nutrimento dell'anima e la corporalita' che deve rimanere genuina immagine...Apriamo dunque la porta a Dio che si trova gia' da sempre in Cristo nella misura in cui come uomo rivolge ogni sua parola diretta al mondo contemporaniamente come preghiera al PADRE...MIEI CARI IO ATTESTO E AFFERMO DI DIRE LA VERITA' MILLE VOLTE POTREI DIRE DI AVER VISTO IL REGNO SANTO UNITO A GESU',LE MIE VISIONI CONTINUANO E IN VERITA' PRESTO GESU' SARA' CON NOI.PACE A TUTTI...LINA LADU..


UN CARO SALUTO A TUTTI GLI AMICI...GRAZIE DI ESSERE SEMPRE PRESENTI..VI AMO IN CRISTO GESU'...LINA.

 
 
 
Successivi »
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: linaladu
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
Età: 100
Prov: NU
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Tutti gli utenti registrati possono pubblicare messaggi e commenti in questo Blog.
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

http://img7.dreamies.de/img/702/b/wrt5wncc34c.gif

 

http://i.imgur.com/lYJOtCF.jpg?1

 

 

http://i.imgur.com/xGPVc.gif?1

 

 

http://i.imgur.com/9qtRay1.jpg?1