L'Arrivo Del Signore

VISIONE DEL 01 - 04 - 2012 - GERUSALEMME, LA CATENA ED IL CANE RABBIOSO (SATANA).


Come spesso nelle mie visioni, mi trovavo a casa. C'era tanta gente e tutti erano affaccendati in preparativi. Fra questi, seduta nel lettino della mia cameretta, c'era una donna con due bambini avvolti da una copertina color celeste. Nella visione intuivo che quelli erano miei figli. In mezzo alle persone affaccendate c'era un uomo giovane di bell'aspetto, che si accostò a me e mi strinse fra le sue braccia dicendomi che aveva scelto me come sua compagna. Restai sorpresa per un attimo da questa sua dichiarazione e, come se non fossi io a parlare in quel momento, gli risposi con risolutezza che avrei accettato solo a patto che mi avesse capita e tollerata nel mio compito divino.Mi seguì sin dentro la cameretta dove riposavano, accuditi dalla donna misteriosa, i due piccoli. Ero un po' preoccupata perché essi erano tristi. Cercai allora di rallegrarli cantando per loro una canzone. L'uomo che era con me, si sedette in una sedia vicino alla finestra osservando attentamente ogni mio movimento. Improvvisamente apparvero sui miei polsi una grande e grossa catena, con un prolungamento che usciva dalla finestra sino a giungere sulla strada; all'estremità era legato, sotto le sembianze di un cane rabbioso, “Satana”. In quel momento, cominciò un braccio di ferro tra me e lui, e ogni qual volta che mollavo un po' la presa, perdevo il controllo sul demonio che divorava chiunque passasse vicino a lui. A differenza delle altre volte, mi resi conto che lo scontro era alla pari, poiché la potenza di "DIO" era dentro di me. Nessuno dei due poteva,sfuggire perché ognuno dei due era legato alla resistenza dell'altro, ma la forza del male era inerme ogni qualvolta da parte mia non esistevano esitazioni o paure.L'uomo seduto sulla seggiola mi guardava terrorizzato, allorché tirai la catena e la avvolsi ai piedi della sedia e ai suoi. Io ero come un automa. Dentro di me una forza soprannaturale mi dominava, anche se pian piano tornai ad essere la donna di prima. Dopo il terrore iniziale, l’uomo risoluto verso il bene di "DIO"mi confermò: "GERUSALEMME, io ho scelto te!". In quello stesso istante le catene diventarono invisibili, anche se feci in tempo a vedere che le sue mani erano state legate alle mie. RINGRAZIO IL SIGNORE DIO DI AVERMI DATO PER ETERNO IL SUO AMORE E ANCHE SE DOVRÓ COMBATTERE, ACCANTO A GESÚ NON AVRÓ TIMORE E NON SARÓ PIÚ SOLA. PACE.IN FEDE, GERUSALEMME.