le parole son pietre

Post N° 254


Dio!!! Che paura!!--------------------Tocco spesso l'argomentolavoronon perchè ci sia affezionatoma per il semplice fattoche è più il tempo che passo in fabbricache non mollementedisteso sul lettoo a baciar qualcunoche ami.La notizia è come un fulmineè arrivatograndi feste e bevutesai si cerca d'ingraziareil sovranoaccogliendolo da taledicono sia un figlio di puttanauno che non passa per il sottilee l'ha già dimostratodicono voglia mantenere coordinate sociali ben preciseesigendo l'appellativoingegnere seguitodal cognomea me ignoto vi diròdicono che sia più il tempoche passi a controllarel'operato altruinascondendosi fra le macchineche non a casao fra le verzuredicono che sia insomma uno spaccacazzipatentatouno che vive di solo lavoroe pretende che tutti la pensinocome luié una leggenda che aleggia di bocca in bocca.Non ho avuto il piacereo il dispiacere di conoscerloe di sicuro non mi cambia la vitanon posso giudicarenon lo conoscoma ho sempre creduto che comandare siameglio che fotterema per comandare occorreil soggiacentecolui il quale consciodel proprio limite e della propria pauraagisce in base al comandosenza porsi scrupoli sequesto sia giusto o sbagliato.Ne ho visti troppi perdere le dignitàin questo modoe non è piacevole vederli.E il sottoscritto come si comporta?non fò parte di quella categoriache dice"di lui non ho paura, io ho le palle dure"perchè chi l'afferma è il primoad agirein maniera diametralmente oppostapenso anarchico quello siforse sbeffeggioo cerco d'esser chiaronon cerco d'adularee soprattutto non dimostroaccondiscendenza forzataanche perchè ho sempre dettoche in una fabbricanon si conta un cazzoma soprattuttonon ho pauranon il tema di chi fissando prova piacere nell'imbarazzo dell'astantee credetemi ch'è veroperchè mi venne insegnato e non a tortoche la paura si manifesta in altromodoquella vera che ti stringe al colloti fa sbiancare il visola paura di perdere qualcosao qualcunola paura del doloredell'infermitàla paura della solitudinela paura di sè stessiquella è paura, non dell'uomoche impone il suo volerefilosofia spicciola, forse risaputama troppe voltemessa in un casseto, coperta di polverela risultante poiuno straccio di dignitàche lentamenteva a farsi benedire.Oggi ci sono le nuvoleforse pioveràKissenefrega!Adios!